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SETTE GIORNI DI CALABRESI PENSIERI

Da Antonella Veltri al manager Lucio Presta, la bella Calabria di Sanremo

Il protagonismo della regione sul palco della musica. La scelta infelice del Consiglio di Stato su Bombardieri. Ecco i voti della settimana

Pubblicato il: 11/02/2023 – 14:04
di Paride Leporace
Da Antonella Veltri al manager Lucio Presta, la bella Calabria di Sanremo

Il Festival di Sanremo volge al termine ma già si può scrivere che è stato un successo per audience, introiti pubblicitari, spettacolo intrattenitore e dibattito pubblico orientato a sinistra che ha molto ingrugnito la destra.
Dal punto di vista calabro protagonista senza dubbio è stata Antonella Veltri di Dire cui avevamo già assegnato “dieci” lo scorso 14 gennaio ben comprendendo la validità dell’operazione Chiara Ferragni. Voto confermato per sicurezza, senso delle parole e regia di una magnifica operazione che ha portato nelle casse della sua associazione i 25000 euro del cachet di Chiara e una visibilità straordinaria al problema della violenza contro le donne.

E’ finito sul palco dell’Ariston senza essere citato anche Nicola Gratteri. Francesca Fagnani nel suo monologo sul carcere per i minorenni ha punto sul nodo cruciale delle botte ai detenuti («non ne facciamo dei martiri» disse il pm) ricordando che è invece un principio costituzionale. Soddisfazione calabra anche per aver appreso durante la kermesse che gli studenti dell’istituto comprensivo di Taverna sono i finalisti nel proporre la mascotte per le Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026 con una riuscita favola su due ermellini. Qui il link dove votarli e voto “otto” alla buona iniziativa didattica. Ma c’è un “dieci” che voglio assegnare a Lucio Presta, il manager che rende possibile questo successo stratosferico. Veramente un peccato che i miei concittadini non l’abbiano voluto sindaco di Cosenza, e meno male almeno che Orsomarso si è fatto aiutare da lui per l’iniziativa “Terra dei padri”.

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Giovanni Bombardieri

Per un cavillo tipico italiano, per la seconda volta la Giustizia amministrativa ha annullato la nomina di Procuratore della Repubblica a Reggio Calabria di Giovanni Bombardieri, su ricorso di un ermellino della Cassazione nonostante un doppio voto favorevole del Plenum del Csm. Ora si dovrà rivotare perché Bombardieri «non ha mai svolto funzioni di coordinamento investigativo». La norma che è norma non mi sembra ineccepibile. Bombardieri è stato procuratore facenti funzioni a Catanzaro prima di Gratteri ed ha condotto numerose inchieste che hanno inchiodato boss all’ergastolo e sgominato molti clan. Privare Reggio Calabria di un magistrato così competente e motivato mi sembra assurdo. Sembra di rivedere le bocciature di Falcone a incarichi superiori a Palermo. Voto “dieci” a Bombardieri per ingiustizia manifesta, “zero” alla politica calabrese e alla società civile che non spende una parola sulla vicenda. Tra le poche eccezioni, Antonella Pagliuso, sorella dell’avvocato ucciso dalla ‘ndrangheta a Lamezia nel 2016, la quale a Paolo Orofino ha dichiarato: «Se a Catanzaro il procuratore Bombardieri non si è occupato di mafia, allora io quando hanno ammazzato mio fratello, ho visto un fantasma».

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Il Tribunale del Riesame ha annullato la misura cautelare emessa ai danni dell’ex senatore Giancarlo Pittelli indagato per concorso esterno in associazione mafiosa a “Rinascita Scott”. Gli indizi di colpevolezza sono stati ritenuti inesistenti. L’avvocato catanzarese ha scontato 3 anni e 2 mesi ingiusti di carcere preventivo. Altra vicenda emergenziale, quella di Domenico Giorno di Luzzi. Personaggio bizzarro e censurabile per idee che segue, essendo un sostenitore della Jihad. Trovato in possesso di manuali sulla preparazione di ordigni e riviste islamiche è stato condannato a 2 anni e 2 mesi in Appello. La Cassazione ha accolto ora le tesi difensive e disposto un nuovo processo. Sostanzialmente è sorto il ragionevole dubbio che l’emulo di Bin Laden non abbia commesso reati in base agli elementi raccolti, ma collocava la sua folle eversione nella sua testa. Osserviamo che la Giustizia ha contrappesi ma risultano particolarmente lenti. Voto “tre” per lentezza.

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Temperature sotto zero. Al Tribunale di Castrovillari tutto sospeso causa freddo. Gli impianti di riscaldamento e i condizionatori non funzionano da tre anni. Hanno provato ad accendere stufe negli uffici ma l’impianto elettrico non regge. Nel 2022 c’è stata una manifestazione per sollevare il problema. I tecnici intervenuti hanno appurato che il problema dipende dall’usura di un pezzo guasto da anni. Ne è stato disposto l’acquisto, ma il fornitore si è rivolto in Cina e dovrebbe arrivare tra 15 giorni. Voto “due” a chi non riesce a garantire la normale amministrazione della Giustizia.

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Dal Tribunale alla Questura di Cosenza. Avere un passaporto in Italia è diventata un’odissea. In settimana è stato organizzato un Open day nella città dei Bruzi, ma la comunicazione non aveva detto che serviva la prenotazione. File, liti, e molti sono rimasti senza documenti. Insomma? Piantedosi pensa solo ai rave. Voto “due”.

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Salvatore Cucè

Salvatore Cucè, 33 anni, originario di Roccabernarda in provincia di Crotone, emigrato al Nord, stava lavorando in galleria del Terzo Valico con un collega di 53 anni, rimasto ferito. Durante le operazioni sul cassero di calotta sono stati investiti da una fiammata, prodotta molto probabilmente da gas naturale, contenuto nella roccia e innescato da una scintilla. Salvatore nel 2023 è morto ustionato come un personaggio dei libri di Cronin. Degli operai crotonesi che lavorano da quelle parti hanno raccolto dei fondi da consegnare alla famiglia. Un’ora di sciopero e poche righe di cronaca. L’ambulanza sarebbe arrivata tardi. Parole di cordoglio dal sindaco di Roccabernarda. Una manifestazione simbolica di operai in un cantiere della 106. Tutto qua. Niente di più in Calabria per il Cipputi trasfertista. Meglio non dare voti.

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Al porto di Gioia Tauro, il dirigente sindacale Mimmo Macrì, segretario nazionale di Orsa, è stato licenziato. Non sarebbe gradito il suo sindacalismo senza mediazioni, quello di uno stimato lavoratore in servizio da 20 anni; lo affermano persino alcuni esponenti della Cgil. Per il 20 febbraio indetto uno sciopero di 24 ore. La sinistra istituzionale calabrese tace. Non è una novità. Voto “tre” a tutti gli indifferenti.

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La Calabria non è la Lombardia. Anzi la Lombardia non è la Calabria ha detto in una tv privata il candidato presidente di sinistra in Lombardia Pierfrancesco Majorino. Occhiuto lo ha smascherato. Lui ha chiesto scusa in modo goffo. Pessima strategia alienarsi voti progressisti di tanti calabresi che vivono in Lombardia. La Lombardia non è la Calabria. La Calabria non è la Lombardia. A Camigliatello non si svolgono le Olimpiadi, a Sesto San Giovanni se per un anno fai colazione nello stesso bar continuano a dirti solo “Buongiorno, prego?”. La Lombardia è la regione più ‘ndranghetista dopo la Calabria. Voto “cinque” ai giudizi frettolosi da qualunque parte provengano.

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Congresso Pd in Calabria. Tessere chieste e poi negate a militanti storici, vecchi metodi da commissari politici, neanche uno stralcio di dibattito. Quattro mozioni, nessuna emozione. Voto “otto” a Michele Drosi che in questo deserto nel suo ultimo libro “La disfatta e la rinascita-Per un nuovo Partito Democratico, Socialista, Riformista, Garantista” oltre a buone analisi sviscera il caso Oliverio come fantasma fracassone del giustizialismo pavloviano.

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Coppa Italia di A2 per la quarta volta alla Tonno Callipo che a Vibo ha fatto festa grande. Prima autorizzazione per Callipo anche per la Zes Calabria rilasciata in soli 7 giorni. Voto “otto” al patron Pippo che quando non s’immusonisce porta risultati da Albo d’oro.

La Tonno Callipo batte Castellana e vince la quarta Coppa Italia di serie A2

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A Melicucco in provincia di Reggio un progetto di alcuni giovani del paese ha fatto inaugurare il Viale dell’amore con opere d’arte e installazioni. Zona romantica con cartello “obbligo di baciarsi”. Nell’era virtuale che ha desertificato le villette degli innamorati un accorato “otto” a chi ha costruito un’idea originale per un attrattore del proprio paese.

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