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«Devastato il reparto dei detenuti psichiatrici nel carcere di Reggio Calabria»

La denuncia del Sappe: «Poliziotti costretti a subire tanta violenza per le scelte scellerate di chi ha chiuso gli Opg»

Pubblicato il: 14/05/2023 – 13:03
«Devastato il reparto dei detenuti psichiatrici nel carcere di Reggio Calabria»

ROMA «Ancora devastazione nel reparto detenuti psichiatrici del carcere di Reggio Calabria, San Pietro. Sono trascorsi solo due mesi da quando è stato riaperto in via d’urgenza il reparto in questione, riapertura peraltro fortemente contesta dalle organizzazioni sindacali, per mancanza di risorse adeguate, e in questo beve lasso di tempo è stato completamente distrutto dalla furia dei reclusi». E’ quanto denunciano Giovanni Battista Durante e Damiano Bellucci, rispettivamente segretario generale aggiunto e segretario nazionale del Sappe, aggiungendo che «nonostante la condizione di inagibilità del reparto, all’interno vi è un recluso con problemi psichiatrici che ieri ha strappato dal pavimento la branda in ferro e con la stessa ha cercato di sfondare il cancello della stanza, il quale ha ceduto completamente; il blindo esterno, invece, non avendo delle misure di sicurezza adatte a contenere un detenuto all’interno della stanza, ma un semplice motore elettrico di chiusura, non si è aperto solo grazie all’intervento del personale di Polizia Penitenziaria che si è posto fisicamente addossato al blindo, scongiurando così che il ristretto potesse uscire dalla stanza, per aggredire il personale con la branda staccata da terra o con altri pezzi di ferro dalla stessa ricavati».
«La scellerata scelta di quel governo e di quella maggioranza politica che chiuse gli Ospedali Psichiatrici Giudiziari, invece di risanarli e renderli più umani, senza creare una valida alternativa – aggiungono – ha determinato tutto questo nelle carceri. Poliziotti costretti a subire tanta violenza, per svolgere mansioni che non dovrebbero, come gestire soggetti con gravi patologie psichiatriche. Sulla questione, ribadiamo ancora una volta, è intervenuta la Corte costituzionale a gennaio del 2022, invitando il Parlamento a modificare la legge di chiusura degli Opg. Sollecitiamo quindi l’attuale esecutivo e il Parlamento, ma anche il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, ad affrontare al più presto la questione».

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