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Consorzio Valle Crati, cinque sindaci chiedono le dimissioni del presidente Granata

Sollecitazioni da Cosenza, Montalto, Casali del Manco, Rende e Castrolibero. «Rallenta i progetti dell’ente, i bilanci sono a rischio»

Pubblicato il: 05/06/2023 – 23:10
Consorzio Valle Crati, cinque sindaci chiedono le dimissioni del presidente Granata

COSENZA I sindaci Cosenza – Franz Caruso –, Montalto Uffugo – Pietro Caracciolo –, Casali del Manco – Francesca Pisani –, il sindaco facente funzioni di Rende – Marta Petrusewicz –, e il delegato del Comune di Castrolibero – Angelo Gangi – rappresentanti di enti che fanno parte del Cda, hanno fatto pervenire al presidente del Consorzio Valle Crati – Maximiliano Granata –, una nota con la quale chiedono le sue dimissioni immediate e la convocazione dell’assemblea consortile per l’approvazione di modifiche statutarie.
La scelta è maturata a seguito della recente riunione alla quale hanno partecipato, oltre ai membri del cda (ad eccezione del Presidente assente per motivi personali), anche il Commissario Arrical Bruno Gualtieri, l’amministratore unico della Kratos s.p.a. Alfonso Gallo, e i funzionari del Consorzio. Nell’incontro sarebbero emerse, secondo quanto riferisce una nota «criticità, ascrivibili al presidente, che hanno determinato il venir meno della serenità nella conduzione dell’attività del Consorzio, impegnato sia nel settore della depurazione che dello smaltimento dei rifiuti».
La riunione è stata indetta alla luce della volontà manifestata dalla Kratos s.p.a. di rescindere il contratto a suo tempo sottoscritto, a seguito dell’aggiudicazione dell’appalto  di cui al “project financing” che avrebbe dovuto condurre il territorio dei comuni consorziati fuori dall’infrazione comunitaria, grazie alle opere di collettamento e potenziamento fognario e depurativo di cui è prevista la realizzazione.
«La rescissione annunciata – continua la nota – vanificherebbe l’aspettativa di risolvere il problema, anche ambientale, e di uscire da un’infrazione comunitaria che comporta l’irrogazione di pesanti sanzioni economiche a carico governo italiano, e che avranno riverberi sui comuni in infrazione, che potrebbero vedere definitivamente compromessi i bilanci comunali. Si contesta al Presidente di avere adottato comportamenti e prese di posizione che hanno generato attriti con terzi contraenti, con il cda e con gli uffici, e che hanno condotto a continui rallentamenti, se non arresti, rispetto alle progettualità in cui il Consorzio è impegnato».
«Inoltre – si legge ancora – si contesta che alcune disposizioni previste nello statuto consortile vengono interpretate e applicate in modo del tutto differente rispetto a quello che aveva spinto i rappresentanti dei comuni ad approvarlo. Pertanto si è chiesta la convocazione di un’assemblea dei comuni consorziati al fine di discutere della problematica e di modificare lo statuto che, per come viene applicato attualmente, si presta a manovre egemoniche che sviliscono lo spirito che invece dovrebbe animare la vita dei consorzi. Nel corso della riunione sono emerse varie attività discutibili poste in essere dal Presidente, tanto da indurre i sindaci e delegati dei comuni che costituiscono il Cda del consorzio a richiedere al Presidente di rassegnare le dimissioni, consentendo di tornare al lavoro in modo sereno e di continuare a perseguire gli obiettivi del consorzio. Si auspica che il presidente, se davvero tiene alle sorti di un Consorzio per il quale negli anni ha profuso il suo impegno, prenda atto delle problematiche in essere che, di fatto, hanno rallentato l’attività del consorzio e che stanno mettendo a rischio il project financing che dovrà servire a uscire dall’infrazione comunitaria, e adotti un consequenziale comportamento responsabile, evitando di lasciarsi andare a ritorsioni da “notte dei lunghi coltelli”, che non sarebbero utili alla causa».

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