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L’ex presidente Nisticò ricorda Berlusconi. «Mi disse: metterò il tuo libro sul mio comodino»

Al Corriere della Calabria il commento dell’ex presidente di Regione eletto nel ’95. «Un rivoluzionario, ha stravolto le regole»

Pubblicato il: 12/06/2023 – 16:56
L’ex presidente Nisticò ricorda Berlusconi. «Mi disse: metterò il tuo libro sul mio comodino»

LAMEZIA TERME «Lo ricordo come un rivoluzionario, cioè un uomo che per la prima volta ha stravolto le regole, ovvero sia ha inserito nei circuiti della politica persone come me, del mondo della scienza e della ricerca scientifica, del mondo della industria, dell’economia e cioè imprenditori delle imprese, quindi veramente qualcosa di nuovo che non aveva fatto né la Dc né il Pci negli ultimi 40 anni, che avevano mantenuto il potere inalterato nelle mani di poche persone. Questo è stato il motivo del grande successo». Sta tutto qui il ricordo di Silvio Berluscono da parte di Pino Nisticò, politico e farmacologo originario di Cardinale, ma soprattutto ex presidente della Regione Calabria eletto nel 1995.

I rapporti politici

Raggiunto telefonicamente dalla redazione del Corriere della Calabria ,Nisticò ricorda, poi, le origini del rapporto politico che lo legò quasi trent’anni fa a Berlusconi. «Come ricercatore amo le novità – ha spiegato – andare al di là delle frontiere, oltre le barriere». «Io non volevo presentarmi personalmente ma volevo convincere il rettore de La Sapienza, il rettore di Tor Vergata, tutti amici miei che avevano raggiunto già il massimo della carriera. E sempre con la sua benedizione, abbiamo poi realizzato l’istituto di Rita Levi Montalcini a Roma, abbiamo realizzato la facoltà di farmacia e lingua inglese, la scuola europea per la valutazione dei farmaci a Villa Mondragone, tutta una serie di cose fatte sempre su suo consiglio, con il suo aiuto e con il suo appoggio politico e morale, da amico, perché lo considerava un fratello, glielo devo dire con la massima franchezza, era un fratello».

Il libro sul comodino

Da Pino Nisticò, poi, un ricordo prezioso tra i tanti momenti vissuti con Berlusconi. «Lo ricordo – racconta – proprio alla fine, qualche anno fa. Dopo che ho lasciato tutto, infatti, scrissi quel libro “Da un piccolo villaggio della Calabria alla scoperta del mondo” e la prefazione la fece Gianni Letta. Fu lui a darne una copia a Berlusconi e allora lui che fa? Una volta ricevuto il libro mi chiama verso le 3 di pomeriggio, e mi disse: “Tu non sai quanto mi sta piacendo questo libro, ti prometto che lo metterò sul mio comodino”». «Io il libro l’ho regalato a tante persone e nessuno mi ha ringraziato in una maniera così da gentleman. Ma soprattutto dimostrando di capire il significato del libro con poche frasi». «Mi disse, poi, una frase che io ricordo ancora benissimo: “Sapevo che tu avevi scritto tanti libri anche in inglese del mondo scientifico, però non immaginavo che avessi questa capacità di scrivere anche di rapporti internazionali. Io ti dico che tu devi ringraziare i tuoi genitori”».

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