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I tecnici scelti (solo) per accontentare la politica, l’Aterp connection di Crotone. «Per gli incarichi fai uno e uno…»

Le liste fornite dal centrosinistra a Devona. Le consulenze “ragionate” in automobile con il commissario Mascherpa. E le nomine pensate con Sculco per (tutti) gli enti della provincia

Pubblicato il: 04/07/2023 – 6:31
di Alessia Truzzolillo
I tecnici scelti (solo) per accontentare la politica, l’Aterp connection di Crotone. «Per gli incarichi fai uno e uno…»

CATANZARO Niente avviene per caso, per merito, per diritto. Su tutto c’è un calcolo politico, una clientela. Nell’inchiesta della Dda di Catanzaro denominata “Glicine/Acheronte” l’elenco delle ingerenze nella gestione della pubblica amministrazione da parte degli esponenti politici è lungo. Nel corso della conferenza stampa il comandante del secondo reparto operativo del Ros Massimiliano D’Angelantonio lo ha raccontato espressamente: «Tutto serviva per ottenere pacchetti di voti. Favori in cambio di voti». Emblematico è il caso della scelta dei professionisti da inserire nell’Aterp. Anche in questo caso, scrivono i sostituti della Dda Domenico Guarascio e Paolo Sirleo: «Evidente è il fatto che la scelta delle figure professionali fosse il frutto di indicazione da parte di esponenti politici, e non già di valutazioni di natura tecnica improntate dalla esigenza di individuare i migliori soggetti da inserire nell’ente pubblico».

La lista fornita dai coniugi Adamo

Nei brogliacci dell’inchiesta le intercettazioni effettuate da una prima indagine della Dia, ricostruiscono il caso della short list dell’Aterp e degli accatastamenti. Il factotum, come sempre, è il segretario particolare dell’allora governatore della Calabria Mario Oliverio, Giancarlo Devona. È lui che “lottizza” le nomine e tiene i contatti tra i politici e la pubblica amministrazione, in questo caso rappresentata dal commissario Aterp Ambrogio Mascherpa. Da febbraio 2017 a febbraio 2018 i due hanno 61 contatti telefonici. «Tieni presente che tra Cosenza e Reggio Calabria ci sono oltre 20mila appartamenti mai accatastati», dice Devona a Nicola Adamo il 21 luglio 2017. E aggiunge che tempo fa aveva fatto lui questo tipo di lavoro e l’incarico non va sottovalutato perché per un geometra, ingegnere architetto è un lavoro serio. Il 13 gennaio 2018 scrivono i magistrati della Dda: «Devona contattava il commissario Aterp per fissare un nuovo appuntamento con lo scopo di segnalare nominativi, a loro volta, caldeggiati da Nicola Adamo ed Enza Bruno Bossio (moglie di Nicola Adamo, all’epoca parlamentare del Pd e non indagata in questa inchiesta, ndr), presenti nella “short lists”». Appena ottenuta la disponibilità di Mascherpa a incontrarsi, Devona si reca a casa Adamo-Bruno Bossio «per una visita finalizzata oltre che a conversazioni di carattere meramente politico, anche e soprattutto per annotarsi nominativi suggeriti dalla coppia da inserire nelle short list Regionali per l’Aterp».
«L’incontro era propedeutico per il Devona – è scritto nella richiesta di misura cautelare – al fine di comporre una lista da consegnare a Mascherpa, riportante i soggetti da contrattualizzare graditi ad alcuni esponenti politici. I coniugi Adamo facevano riferimento a figure professionali da immettere nell’Aterp, e la Bruno Bossio indicava, in particolare, una serie di nominativi al Devona. Il Devona si mostrava disponibile fornendo alla deputata la propria email».

La short list Aterp ragionata nell’automobile di Devona

Ma Devona non ha solo la lista fornita da Adamo e consorte. Si presenta da Mascherpa anche con una serie di nomi forniti da Sebi Romeo, Musmanno (non indagato), Bevacqua (non indagato). Nell’auto di Devona (siamo sempre al 13 gennaio 2018) il segretario di Oliverio consegna liste al commissario Aterp, ognuna accompagna dal nome dello “sponsor”. Devona: «Ho i curriculum…se tu li riesci a mettere…». Mascherpa: «Quindi io per ora assegno a quelli che hanno i numeri accanto?… come mi devo regolare?» […]Devona: «Questi sono di Nicola (ndr: Adamo, Dirigente Pd) e questi di Mario (ndr: Oliverio, all’epoca dei fatti presidente della Regione Calabria)…». Mascherpa: «Sì…quindi inizio da qua?». Devona: «Comincia… fai uno e uno (ndr: uno per Adamo e uno per Oliverio)». […]Devona: «Vedi se riesci, poi coso, eehh come si chiama, l’assessore… regionale… Musmanno (ndr: Roberto)…». Mascherpa: «Musmanno… si me l’ha detto…». Devona: «questo Mannì…»Mascherpa: «si…»Devona: «Questo almeno lo abbiamo messo che è di Bevacqua (ndr: Domenico, consigliere regionale Calabria in quota Pd) lo abbiamo messo nei fiumi…».
«Queste prime tracce dimostrano chiaramente come il Devona fosse il collettore di richieste di assunzione di personale nell’Aterp», annotano i magistrati della Distrettuale di Catanzaro. La considerazione finale è che «evidente, in questo contesto, è il fatto che la scelta delle figure professionali fosse il frutto di indicazione da parte di esponenti politici, e non già di valutazioni di natura tecnica improntate dalla esigenza di individuare i migliori soggetti da inserire nell’ente pubblico».

Le nomine nel Crotonese con Sculco

Il primo settembre 2018, Giancarlo Devona si accomoda nell’ufficio di Vincenzo Sculco, politico crotonese di lungo corso finito ai domiciliari nell’operazione dell’antimafia. I carabinieri del Ros intercettano una conversazione di importante interesse investigativo. «I due, appunti e penna alla mano, riepilogavano la posizione di una moltitudine di nominativi della provincia crotonese dei quali stavano curando la raccomandazione per l’ottenimento di: – posti a concorso nella Sanità per operatore socio sanitario (oss) e infermieri; – consulenze e collaborazioni a tempo determinato con la Regione in vari settori; – posti a concorso e conferimenti incarichi-affidamenti presso il Comune di Crotone; – posti a concorso e conferimenti incarichi-affidamenti presso l’Aterp Regionale e del distretto di Crotone. Concorsi, selezioni e affidamenti pubblici – scrive la Dda – che Sculco-Devona intendevano manipolare in base alle loro pianificazioni e grazie all’aiuto di dirigenti e funzionari pubblici asserviti». In particolare sul piatto c’è la nomina del direttore generale dell’Aterp, «nomina grazie alla quale – scrivono i pm – avrebbero poi fatto leva per l’indizione di concorsi pubblici per le assunzioni di nuovi impiegati di quell’ente, dove prevedevano di “piazzare” alcuni soggetti da loro raccomandati per alimentare quel circuito di scambio favori-voti e consolidare la gestione del potere del loro gruppo, leitmotiv di tutta l’indagine».
«Ora – dice Devona – questa settimana… avviano la selezione del direttore generale dell’Aterp … […inc…] che lo fa […inc…] Mascherpa… perché attualmente lui ancora è il commissario […] quindi ora nominano… a Mascherpa».
Sculco, «a cui premeva di poter condizionare tali concorsi, chiedeva rassicurazioni sulla figura di Mascherpa (“è fidato questo Mascherpa?”) e Devona gliela forniva, assicurandogli che fino a quel momento era stato sempre a disposizione: “e allora! fino ad ora è stato sempre…”». (a.truzzolillo@corrierecal.it)

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