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‘Ndrangheta, le “previsioni” su Rinascita-Scott e le bad company di Megna e Rapisarda per eludere i controlli

Già a luglio 2018 si temeva una maxi operazione. Dopo il blitz, poi, una serie di riassetti societari per tentare di sfuggire ai sequestri

Pubblicato il: 07/07/2023 – 9:35
di Giorgio Curcio
‘Ndrangheta, le “previsioni” su Rinascita-Scott e le bad company di Megna e Rapisarda per eludere i controlli

VIBO VALENTIA Come prede nella savana, gli appartenenti alla cosca di ‘ndrangheta legati ai Mancuso di Limbadi da tempo fiutavano il pericolo di un’operazione di polizia imminente. Il “terremoto”, come noto, arriverà solo a dicembre 2019 con il maxiblitz “Rinascita-Scott” della Dda di Catanzaro, ma a luglio del 2018 c’era già chi si preoccupava di una possibile raffica di arresti e di sequestri contro il clan più potente capeggiato da “il Supremo” Luigi Mancuso. È Assunto Megna, arrestato nell’operazione “Imperium”, a parlarne con un altro indagato, Francesco Rapisarda, il 4 luglio del 2018. Megna è un noto imprenditore del settore ittico, cognato del boss “Scarpuni” perché sposato a una sorella di Santa Buccafusca, moglie deceduta del capoclan. Ma è anche il padre di Pasquale Alessandro, il nuovo collaboratore di giustizia. Gli inquirenti captano una loro conversazione emblematica. La preoccupazione è legata, soprattutto, al pentimento di Emanuele Mancuso, figlio di Pantaleone “l’Ingegnere”, diretto nipote del boss Luigi Mancuso. Megna, conoscendo bene la personalità di Emanuele Mancuso visto che sua sorella Desirèe era stata fidanzata per un periodo con suo figlio Giuseppe Daniele, temeva per un imminente arresto di massa.  

«Faranno piazza pulita»

«C’è, c’è un casino…non si sta muovendo nessuno… pentito proprio della famiglia! Uno di loro proprio! Quanto prima non ci vedrete a nessuno qua in giro, a tutti quanti arrestano!».  «Vero?» chiede Rapisarda «È uno schifo!» ripete Megna. E poi: «È l’ex cognato di mio figlio, di Peppe» riferendosi ad Emanuele Mancuso. «Minchia! Cioè faranno piazza pulita!» commenta Rapisarda, con un Megna quasi rassegnato che esclama: «Faranno danni, danni». Il blitz effettivamente avverrà e decapiterà i vertici del clan Mancuso, in un processo che è ormai alla fase conclusiva con la sentenza attesa tra qualche settimana. Ma, nei primi sei mesi del 2020, dopo il blitz, la famiglia Megna opererà alcuni riassetti societari, fondamentali per cercare di mantenerne il controllo e sfuggire ai sequestri della Guardia di Finanza. Almeno finora.

I cambianti societari per eludere i controlli

Tutti i riassetti societari siano «inquadrabili in un’unica progettualità» scrivono i pm nel decreto di fermo, dei diversi attori quali gli indagati Fonti, Rapisarda e Megna, tutti in stretti contatti tra loro, per poter eludere le investigazioni dopo le notizie riportate nell’ordinanza “Rinascita-Scott”.  Per i pm della Dda di Catanzaro, infatti, si assiste a un’ulteriore schermatura dei reali proprietari in alcune delle società come la “MAGEC S.r.l.” e la “GESTIONI TURISTICHE S.r.l.”, individuabili negli stessi indagati Giuseppe Fonti e Francesco Rapisarda. Con riferimento alle “nuove” società “CORA S.a.s.” e “CORA TOURING S.a.s.”, entrambe interessate dalle indagini in corso e oggetto di interposizione fittizia, si assiste a riassetti societari ad opera di Francesco Rapisarda «chiaramente finalizzati a creare delle “bad company” da abbandonare alla deriva, privandole di ogni asset e sollevando da responsabilità le giovani figlie, rilevandone le quote.

I primi riassetti societari

Il primo importante cambiamento avviene il 21 gennaio del 2020 e riguarda la storica azienda familiare “Ittica Nicotera S.a.s. di Buccafusca Marianna & Co.”. Attraverso un atto, i soci Marianna Buccafusca, moglie di Assunto Megna, e suo fratello Giovanbattista Megna, pongono in scioglimento e liquidazione volontaria la società, nominando quale liquidatore il socio accomandatario Marianna Buccafusca. Il 29 luglio del 2020 il Tribunale di Vibo Valentia dichiara il fallimento della “Ittica Nicotera”.  Il 16 febbraio del 2022, Giuseppe Megna – con un atto notarile – delibera il trasferimento della sede sociale dalla frazione Marina di Nicotera a Milano. Qualche settimana dopo il maxiblitz “Rinascita-Scott” anche nell’universo imprenditoriale di Francesco Rapisarda avvengono numerosi cambiamenti e trasformazioni societarie. Il 16 gennaio 2020, in particolare, il socio amministratore Pierluigi Bontempi, titolare di una quota pari al 80% del capitale sociale della MAGEC S.r.l. con sede a Catania, cede alla società “M&V GESTIONI TURISTICHE S.r.l.” con sede a Catania, il 5% del capitale sociale. Il 29 maggio 2020, poi, il socio Bontempi, titolare di una quota pari al 75% del capitale sociale della “MAGEC S.r.l.” cede al socio: M&V GESTIONI TURISTICHE S.R.L. una quota sociale pari al 15% di quella detenuta; Alessandro Oliverio (amministratore della M&V GESTIONI TURISTICHE S.r.l.) una quota sociale pari al 60% di quella detenuta che diventa, così, amministratore della società. Poi, il 22 dicembre 2020, Alessandro Oliveri cede il 60% del capitale sociale alla società SEGEFI HOLDING S.r.l. Altri cambiamenti post-Rinascita Scott riguardano, poi, la “Cora Srl”. È il 3 marzo 2020 quando Francesco Rapisarda riceve l’intera partecipazione da sua nipote, Giovanna Crisafulli, diventando a sua volta socio unico il 16 aprile 2020, prima del definitivo fallimento avvenuto il 3 agosto 2021 con una sentenza del Tribunale di Catania. Lo stesso avverrà per la “Cora Touring srl”.

Le sorti del “Sayonara” di Nicotera

Il 13 febbraio 2020 è, invece, una data importante per il futuro del villaggio turistico “Sayonara” di Nicotera, con la costituzione della società “Gestioni Turistiche srl” con sede legale a Catania e quella operativa a Nicotera. La compagine societaria è composta da Francesco Falsaperna, genero di Francesco Rapisarda, con il 34% del capitale sociale e quindi amministratore unico. Poi figurano Paolo Tinè, anche lui genero di Francesco Rapisarda, con il 33% del capitale sociale. E poi Teodosia Blasimme, coniuge di Giuseppe Fonti, con il 16,5% del capitale sociale e infine Domenico Fonti, figlio di Giuseppe, con il 16,5% del capitale sociale. Qualche giorno dopo, il primo marzo 2020, la ditta individuale Giuseppe Fonti concedeva alla società “GESTIONI TURISTICHE S.r.l.” la locazione del “Villaggio Sayonara” per il periodo dal 1° marzo 2020 al 28 febbraio 2020 per un canone annuo di 200.000 euro oltre IVA per il primo anno; 220mila euro oltre IVA per il secondo e terzo anno. E poi 230mila euro oltre IVA dal quarto al settimo anno e 240mila euro oltre IVA dall’ottavo al nono anno.  (g.curcio@corrierecal.it)

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