’Ndrangheta a Lamezia, a processo 11 imputati legati alla cosca Iannazzo – NOMI
Rigettate le richieste di abbreviato condizionato. Stralciata la posizione di Mario Gattini: gli atti trasmessi al gip lametino

Il gup distrettuale di Catanzaro, Caterina Cafiero, ha rigettato le richieste di rito abbreviato condizionato avanzate dalle difese e ha disposto il rinvio a giudizio per 11 indagati, coinvolti nell’inchiesta dello scorso maggio condotta dai Carabinieri del Comando Provinciale di Catanzaro e dagli agenti della Polizia di Stato di Catanzaro e Lamezia Terme e che aveva portato all’arresto di 8 persone – 6 in carcere e 2 ai domiciliari – accusati a vario titolo dei reati di associazione di tipo mafioso, estorsione, usura, intestazione fittizia di beni, accesso indebito a dispositivi idonei alla comunicazione da parte di soggetti detenuti e detenzione di armi da fuoco.
I nomi
Il processo ordinario avrà inizio a Lamezia Terme il 7 luglio per: Francesco Iannazzo classe ’55, Giovanna Rizzo, Pierdomenico Iannazzo, Antonio Iannazzo, Vincenzo Iannazzo, Pierdomenico Iannazzo, Francesco Iannazzo classe 2002, Emanuele Iannazzo, Francesco Amantea, Giuseppe Ruffo e Debora Iannazzo. Diversa la posizione di Mario Gattini: il giudice, accogliendo l’istanza di incompetenza territoriale, ha disposto lo stralcio della sua posizione e la trasmissione degli atti al gip di Lamezia Terme.
L’inchiesta
In sostanza, la nuova indagine della Dda di Catanzaro sul territorio lametino avrebbe messo in luce la spiccata e perdurante operatività della cosca Iannazzo, nel periodo successivo alle inchieste condotte a maggio 2015 e febbraio 2017 che avevano decimato la cosca Iannazzo-Cannizzaro-Daponte. In particolare, l’indagine si riferisce ad un momento storico successivo all’esecuzione delle misure cautelari del procedimento comunemente denominato “Andromeda”, caratterizzato dalla decimazione della compagine associativa ndranghetista e dai conseguenti sforzi dell’associazione familistica di riorganizzare e riprendere le attività illecite costituenti il programma sociale.
La «spiccata resilienza dei Iannazzo»
Insomma, gli inquirenti sono certi di aver fatto luce sulla spiccata resilienza della famiglia Iannazzo nei momenti di maggiore fibrillazione. Come ad esempio – ed è un caso emblematico – è arrivata la condanna in Cassazione per il boss Francesco. In quel caso, i sodali con il contributo reciproco e potendo contare ciascuno sull’apporto dell’altro, sarebbero riusciti a subentrare negli affari di famiglia, garantendone la prosecuzione e i guadagni fondamentali per il sostentamento della ‘ndrina. (Gi.Cu.)
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