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il retroscena

Consorzi, l’imbarazzo di Molinaro e le trame di Coldiretti contro la riforma

Il consigliere regionale della Lega chiamato a votare una legge molto critica contro il suo passato. L’associazione lavora a un emendamento e ha già pronto un ricorso per fermare la norma

Pubblicato il: 31/07/2023 – 15:52
Consorzi, l’imbarazzo di Molinaro e le trame di Coldiretti contro la riforma

CATANZARO A proposito di ultimatum: quello di Roberto Occhiuto sulla riforma dei Consorzi di bonifica imbarazza soprattutto un consigliere regionale. Tanto per chiarire, quando il presidente parla di «sistema al collasso» e di «gestioni clientelari e inefficienti» fa un riferimento – non (ancora) esplicito – soprattutto alle governance del passato. Primo indizio: per la galassia dei Consorzi, questo ragionamento rimanda direttamente a Coldiretti. Torniamo all’ultimatum che il governatore ha diretto alla propria maggioranza: Occhiuto non è disposto ad accettare alcuna defezione nello schieramento che lo sostiene. Da qui al secondo indizio il passo è più che breve: uno dei consiglieri del centrodestra chiamati “alle armi” è l’ex presidente regionale di Coldiretti, postazione da cui ha preso il volo per arrivare a Palazzo Campanella. Si tratta del leghista Pietro Molinaro (nella foto sopra con l’attuale presidente di Coldiretti, e suo successore, Franco Aceto). La “sua” associazione ha governato i Consorzi per i quali Occhiuto oggi parla di «gestioni clientelari e inefficienti». E il governatore chiede – a lui e ai suoi colleghi di schieramento – di mettere il timbro su questa sonante bocciatura con un “sì” chiarissimo al progetto di riforma. Si può dire che con quel “sì” Molinaro boccerebbe Coldiretti e se stesso. Imbarazzante? Ai posteri l’ardua sentenza. Di certo, se non arriverà l’ok per il Consorzio unico Occhiuto è pronto a mandare tutti a casa

I distinguo tra le associazioni di categoria

Difficile, secondo la maggior parte degli osservatori, che le perplessità sulla nuova legge creino una “fronda” nel centrodestra. Diverso il caso delle associazioni di categoria, tra le quali ci sono comunque dei distinguo. Coldiretti contraria e agguerrita, le altre diffidenti sull’ipotesi del Consorzio unico, più che altro perché vorrebbero essere messe a parte di dettagli rimasti finora in ombra. Oggi tutti hanno disertato la riunione prevista in Commissione Agricoltura per discutere del progetto di riforma. Ma la freddezza istituzionale non è un vero e proprio stop al confronto. È previsto un incontro informale con l’assessore all’Agricoltura Gianluca Gallo e nei prossimi giorni (forse domani) il confronto potrebbe allargarsi al presidente della giunta regionale. Passi a margine dell’incontro che si è svolto oggi a Catanzaro, in teoria per celebrare l’investimento del Consorzio Jonio Catanzarese sulla rete di distribuzione idrica. In pratica è finita con il procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri che ha colto l’occasione per dire che, nella sua esperienza di proprietario terriero, ha potuto verificare che «i Consorzi non fanno quasi nulla». E con l’assessore Gallo pronto a ribadire la necessità della riforma. È saltata anche la conferenza stampa che le associazioni di categoria avevano annunciato per rendere pubblico il loro “no” compatto alla legge di riordino. Insomma, non benissimo per Coldiretti che pensa comunque alle mosse successive alla presentazione (ed eventuale approvazione) del testo di legge. 

Emendamento e ricorso: le trame di Coldiretti contro la riforma

Il primo passaggio avverrà, secondo quanto si apprende, in consiglio regionale, con un emendamento già pronto da sottoporre all’assemblea. Non se ne conosce ovviamente il contenuto. Ma si può ipotizzare, vista la richiesta della fiducia e la determinazione sul punto, che il governatore non ne sarà entusiasta. La seconda mossa, sempre di area Coldiretti, riguarda il cammino post-approvazione della norma. In soldoni: c’è un ricorso già pronto. I contenuti sarebbero stati affidati a un esperto costituzionalista e metterebbero nel mirino i presupposti della riforma di riordino e il modo in cui questa incide sull’autonomia dei Consorzi. Coldiretti si muove, dunque, per rallentare o fermare il percorso pensato da Occhiuto e sostenuto da critiche pesantissime. Il suo ex presidente sarà, invece, in qualche modo chiamato a votare contro il proprio passato nella seduta spartiacque del prossimo 3 agosto. Il nodo politico della storia è questo. Quello gestionale riguarda, per Occhiuto, anni di sprechi e clientele. Non c’entrano neppure i soldi in gioco con i progetti del Pnrr che sarebbero finiti nella pancia dei Consorzi di bonifica. Quei progetti la Regione li ha già avocati a sé. Altro segnale chiarissimo. (redazione@corrierecal.it)

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