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Da sogno a realtà: a Lamezia il bazar multietnico di Stanley e Patricia – VIDEO

Con il sostegno della Comunità Progetto Sud e Policoro la coppia di origini nigeriane ha aperto un piccolo bazar a piazza Fiorentino

Pubblicato il: 23/08/2023 – 15:57
di Giorgio Curcio
Da sogno a realtà: a Lamezia il bazar multietnico di Stanley e Patricia – VIDEO

LAMEZIA TERME Inseguire un sogno, con fatica e dedizione. Ma anche con l’impegno e il sostegno di persone diventate amiche, fondamentali per dare forma e sostanza a quello che è stato per tanto tempo solo un progetto immaginato. È quello che è accaduto a Lamezia Terme, nel quartiere Sambiase. Qui il sogno realizzato è quello di Stanley Aiya Aizobua, per gli amici Christopher, e sua moglie Patricia: un piccolo negozio, il “CHRISPATRI African Market” ricco di ogni tipo di prodotti pensati, soprattutto, per i consumatori africani. Insomma, nel cuore pulsante di Sambiase, piazza Fiorentino, un piccolo angolo di Africa. L’esempio migliore di inclusione che si realizza nei fatti e non soltanto a parole.

Il market multietnico

Stanley Aiya Aizobua è padre di due figli, marito di Patricia e ha una rete sociale forte e radicata a Lamezia Terme. Arrivato dalla Nigeria, con un diploma in “business education” ha continuato a studiare e a inseguire il sogno di avere un’attività di piccola impresa da poter gestire con Patricia e potersi così realizzare lavorativamente. «Sono qui da 9 anni, dal 2014 – spiega ai microfoni del Corriere della Calabria – e in questi anni ho fatto tanti lavori, ho lavorato in aziende agricole, anche nello smaltimento dei rifiuti, ma non ero soddisfatto e per questo motivo volevo realizzare questo progetto».  Stanley, negli anni, ha arricchito il suo bagaglio umano costruendo intorno a sé una rete di buone relazioni, ed è stato destinatario dell’azione “Concessione contributi e agevolazione allo start- up” del progetto “Resto in Campo – Percorsi di Diritti per Migranti” – di P.I.U. Su.Pr.Eme. – Percorsi individualizzati di uscita dallo sfruttamento che vede capofila la Comunità Progetto Sud che, accompagnata da una rete regionale ampia, lavora per l’emersione e lo sviluppo di imprese etiche.

Il sostegno di Progetto Sud e Policoro

«Stanley ha fatto un percorso in collaborazione con giovani professionisti, chi è commercialista, chi in qualche modo era un analista di mercato, lo hanno aiutato e supportato per far nascere questa attività nella comunità territoriale, quindi un’attività che rimarrà anche in futuro perché accompagnata e sostenuta da questa rete di giovani professionisti». A parlare è Marina Galati, volto storico della Comunità Progetto Sud fondata a Lamezia Terme da don Giacomo Panizza che, insieme a Goel Gruppo cooperativo e il Progetto Policoro Lamezia Terme hanno dato forma e sostanza al progetto. «C’è un mercato, Stanley ha studiato il potenziale di clientela che c’è qui su Lamezia Terme». A parlare è Adriana Raso, del Progetto Policoro che ha seguito Stanley nella creazione del piano marketing. «Poi ha dedicato un’attenzione particolare, perché lui è un padre e ha due figli, ai prodotti dedicati all’infanzia, quello dedicato alle donne, infatti c’è un angolo dedicato alla cura della pelle, dei capelli. E questo è dato anche dal fatto che all’idea ha lavorato anche Patricia, la moglie, non solo Stanley».  

Il progetto

Innescare sistemi virtuosi e promuovere condizioni di regolarità lavorativa attraverso l’attuazione di servizi che favoriscano l’emersione, la presa incarico delle vittime e/o potenziali di sfruttamento e al loro inserimento/reinserimento socio lavorativo; attivare percorsi di accompagnamento e di riqualificazione che consentano l’acquisizione di competenze spendibili nel settore di riferimento: sono questi gli obiettivi primari di Resto in Campo – Percorsi di Diritti per Migranti – P.I.U. SU.PR.EME. progetto che mira a realizzare azioni di sistema interregionale mettendo in atto delle misure indirizzate all’integrazione socio lavorativa di persone migranti come prevenzione e contrasto allo sfruttamento lavorativo in agricoltura e al caporalato. Il progetto è attivo sulle tre piane calabresi: Sibari, Gioia Tauro e Lamezia Terme, ed estende l’attenzione anche a quelli che sono definiti “nuovi territori di sfruttamento”: la costa jonica reggina, quella catanzarese e altre aree come Crotone, Cutro, la Sila e la Valle del Crati. (g.curcio@corrierecal.it)

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