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I Mid, «la vera sfida del turismo in Calabria»

Una nuova narrazione grazie ai Marcatori Identitari Distintivi. Montesanto: «Le ricadute economiche derivanti dal turismo devono essere misurate»

Pubblicato il: 30/08/2023 – 22:30
I Mid, «la vera sfida del turismo in Calabria»

COSENZA Dalla Varia di Palmi, inserita nel Patrimonio orale e immateriale dell’umanità dell’Unesco, ad uno degli eventi più antichi la “Fiera della Ronza” a Campana. Sono questi due esempi di Mid, acronimo con il quale si indicano i “Marcatori Identitari Distintivi”. Non una mera trovata da esperti di marketing, ma un ampio progetto di comunicazione strategica e riposizionamento dell’immagine basata sulla riscrittura dello storytelling attraverso un racconto esperienziale e inedito. Al centro i Mid, gli elementi caratterizzanti la natura, la storia, l’arte, la cultura e l’enogastronomia della Calabria. Si parla di variabili misurabili utilizzando determinati parametri ufficiali. Un aspetto di non poco conto quando si parla di ricadute economiche dettate dal turismo in un determinato territorio. «Ci sono dei criteri stabiliti all’interno del manuale dei marcatori identitari distintivi», racconta al Corriere della Calabria Lenin Montesanto comunicatore e lobbista – necessari a fornire un quadro chiaro del successo o dell’insuccesso di un evento».

La Varia di Palmi è un Mid

Montesanto cita l’esempio della Varia di Palmi. L’enorme macchina a spalla è stata trainata – domenica scorsa – lungo il corso Garibaldi. Si tratta di un enorme carro che rappresenta l’universo e l’assunzione in cielo della Vergine portato a braccio da 200 ‘mbuttaturi (portatori) e tirata da altrettante persone, che ha percorso anche quest’anno la strada principale. Sulla “Varia” oltre 30 figuranti che rappresentano la Vergine, il Padreterno, gli angeli e gli Apostoli. A circa 16 metri di altezza l’“Animella” scelta tra le bambine palmesi per raffigurare la Madonna assunta in cielo. L’Animella e il Padreterno, quest’anno rappresentati dalla piccola Maria Teresa Leva e da Antonio Garipoli, hanno prima ricevuto la benedizione per poi partecipare al rito che richiama ogni anno migliaia di visitatori. «Nessuno riconosce che è un Mid – sottolinea Montesanto – nei prossimi anni la Regione Calabria, per cambiare la narrazione, farebbe bene a presentarsi alle fiere non più solo facendo ricorso alla solita leva dei bei tramonti, del mare o della montagna, ma puntando con decisione su tutti quei beni, materiali e immateriali, che appartengono solo alla Calabria». «Dovunque, nel mondo, è possibile assistere a splendidi tramonti, navigare per mari cristallini, scalare vette altissime ma nessuno può vantare un rito straordinario come quello della Varia», aggiunge.

Il target? I turisti esperienziali

Montesanto individua quello che gli esperti di marketing definiscono “target“, ovvero il pubblico di riferimento. «I turisti esperienziali, quelli che da gennaio a dicembre si muovono per un determinato motivo, come ad esempio, quelli che hanno raggiunto Palmi in occasione della “Varia”». La formula è semplice: «meno persone in piazza e più persone in alberghi. Il successo di un evento si misura tenendo conto del numero di pernottamenti, dalle tasse di soggiorno e non la quantità di spettatori presenti in piazza». La citazione è fin troppo scontata. «Penso sempre a Tropea, uno dei pochi comuni in Calabria a misurare la ricaduta economica del segmento turistico seguendo i parametri precedentemente citati. E in molti dimenticano che per ogni evento vi è spesso uno spreco milionario di risorse. Ecco perché la misurazione dovrebbe essere presa seriamente in considerazione». E infine, la chiosa. «In occasione della prossima Bit, la fiera internazionale del Turismo a Milano, la Calabria si presenti con i manifesti della Varia di Palmi, ricordando che siamo la terra di Pitagora. C’è chi muove migliaia di turisti puntando su un finto castello di Dracula o sulla leggenda del mostro di Loch Ness».

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