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Diffamò l’ex pg di Messina, condannato Cateno De Luca

Decisione in primo grado dei giudici di Reggio Calabria. Otto mesi di reclusione per quanto scritto in un libro

Pubblicato il: 10/10/2023 – 21:17
Diffamò l’ex pg di Messina, condannato Cateno De Luca

TAORMINA Il sindaco di Taormina e leader di ScN, Cateno De Luca, è stato condannato in primo grado a Reggio Calabria a 8 mesi di reclusione per diffamazione nell’ambito del processo celebrato dopo la denuncia dell’ex procuratore generale di Messina Vincenzo Barbaro per quanto scritto dal politico nel libro “La Lupara giudiziaria”. Barbaro era difeso dall’avvocato Tommaso Autru Ryolo. De Luca dagli avvocati Carlo Taormina e Tommaso Micalizzi.

Cateno De Luca: «La sentenza di Reggio Calabria mi dà ragione»

«La Procura di ReggioCalabria si è espressa sulla causa che aveva avviato l’ex procuratore Vincenzo Barbaro che aveva avanzato una richiesta di risarcimento danni di 100 mila euro in seguito a quanto raccontato nel mio libro “Lupara Giudiziaria”, nel quale ho documentato i 12 anni di travagliata vicenda giudiziaria che mi ha coinvolto. Tutto ebbe inizio a Messina, quando decisi di aprire una battaglia contro la Procura di Messina in seguito al mio primo arresto. Una battaglia tesa a ristabilire la verità dei fatti». Lo afferma Cateno De Luca, leader di Sud chiama Nord e sindaco di Taormina commentando la sentenza del tribunale di Reggio Calabria che lo ha condannato a 8 mesi di reclusione per diffamazione nei confronti dell’ex procuratore generale Vincenzo Barbaro. «Durante questi anni – prosegue – ho dovuto affrontare un tritacarne giudiziario che sembrava non avere fine. Mi sono ritrovato contro il mondo, ma non mi sono mai piegato alle pressioni e alle difficoltà. Ho continuato a lottare con determinazione e oggi la sentenza del Tribunale di Reggio Calabria ha riconosciuto la mia posizione. Tutto ciò che ho documentato nel mio libro è stato oggetto di approfondita analisi da parte del tribunale, che ha ritenuto di archiviare la richiesta di risarcimento danni. Questo rappresenta una chiara affermazione della verità e della correttezza delle mie azioni». «La giustizia mi ha dato ragione anche stavolta – conclude De Luca – e sono fiducioso che anche in appello potremo archiviare definitivamente questa storia. Beati i perseguitati per causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli».

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