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Filcams Cgil: «Il turismo calabrese va liberato dalla ‘ndrangheta»

La riflessione del sindacato che prende spunto dalla campagna “Caffè Corretto” sulle difficoltà del settore

Pubblicato il: 10/10/2023 – 12:02
Filcams Cgil: «Il turismo calabrese va liberato dalla ‘ndrangheta»

CATANZARO “Caffè corretto”, la campagna della Filcams Cgil Calabria è nata dall’inchiesta “Malapianta”che descriveva un settore Turistico asservito e fortemente condizionato dalla ‘ndrangheta. «L’esito del processo d’appello – evidenzia il sindacato in una nota – con le condanne confermate ai clan è sicuramente una notizia positiva che punisce chi ha commesso gravi reati ma che non restituirà a chi ha subito torti e vessazioni la dignità e il maltolto. Lavoratori e lavoratrici che sono stati sfruttati o che non hanno avuto possibilità di faticare perché quel posto toccava a qualcun altro, aziende tagliate fuori dal mercato per favorirne altre che non hanno potuto crescere ed offrire lavoro, tutto questo è quello che soffoca la Calabria e di cui la politica innanzitutto deve occuparsi perché alcune cose non succedano». 
«La Magistratura – continua Filcams Cgil – ha fatto e continua a fare un lavoro prezioso per riscattare la Calabria, così come le forze dell’ordine che vanno sostenute e ringraziate ma l’obiettivo della Filcams Cgil e di “Caffè Corretto” rimane cambiare questo stato di cose, far prendere coscienza e costruire alleanze con chi vuole restare in Calabria e vivere dignitosamente attraverso il proprio onesto lavoro. Per questo non smettiamo di appellarci alla Politica, alle associazioni datoriali ed alle Istituzioni affinché si costruiscano assieme alleanze e strategie contro il malaffare e per il lavoro corretto. Come calabresi, come lavoratrici e lavoratori meritiamo di vivere dignitosamente e di crescere nella nostra Terra, di difenderne la bellezza e di tutelarla. La Filcams Cgil Calabria continua a battersi in prima linea contro la criminalità perché questo significa liberare il lavoro dal ricatto e dall’imposizione a regole non scritte che gente senza cittadinanza, come sono questi criminali, vuole e continua ad imporre. C’è da scrivere il Testo Unico sul turismo e bisogna ripartire proprio da inchieste come Malapianta affinché intrecci e commistioni, inquinamento dell’economia non debbano più ripetersi».

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