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Porto di Gioia, la politica calabrese si unisce: «Stoppare la scellerata direttiva Ue»

Approvata all’unanimità la mozione bipartisan. Occhiuto: «Il centrosinistra si muova con Gentiloni. Avviamo una riflessione sul futuro»

Pubblicato il: 23/10/2023 – 16:45
Porto di Gioia, la politica calabrese si unisce: «Stoppare la scellerata direttiva Ue»

REGGIO CALABRIA Come anticipato (leggi qui), il Consiglio regionale ha approvato la mozione unitaria in difesa del porto di Gioia Tauro, a rischio di forte penalizzazione con l’entrata in vigore della direttiva Ue sulle emissioni inquinanti. Maggioranza di centrodestra e opposizione di centrosinistra hanno trovato l’accordo per una mozione di sintesi con la quale s’impegna la Giunta regionale «per quanto di competenza, a farsi portavoce col Governo nazionale e le competenti istituzioni comunitarie affinché vengano apportati i necessari correttivi alla direttiva dell’Unione europea, che rischia – si afferma – di arrecare danni irreversibili all’economia prodotta dall’infrastruttura portuale principale della nostra regione e, più in generale, a tutte le infrastrutture portuali italiane, oltre che alle economie del sistema sociale di tutti i Paesi che ospitano analoghe realtà portuali».

L’intervento di Mancuso

A leggere la mozione unitaria il presidente del Consiglio regionale Filippo Mancuso: «Insieme abbiamo aderito alla manifestazione a Gioia Tauro del 17 marzo e insieme approviamo all’unanimità una mozione il cui espresso intento è contribuire a stoppare la scellerata direttiva europea “Fit for 55“. Questo è uno dei momenti cruciali in cui c’è bisogno che forze politiche, sociali e imprenditoriali, di concerto con le istanze più rappresentative della società civile, uniscano energie e impegno, per scongiurare il peggio e permettere all’infrastruttura portuale principale della Calabria, una delle più produttive dell’Europa, di proseguire nel percorso che l’hanno resa un’eccellenza nel Mezzogiorno e in Italia. Ci conforta apprendere che dalla riunione dei ministri dell’Ambiente dell’Unione europea è stata avviata, come ha riferito il ministro Gilberto Pichetto Fratin, una discussione per adottare iniziative finalizzate a mitigare gli effetti negativi derivanti dall’inclusione nel sistema Ets di questo settore. L’Italia è in prima linea nel contrasto dei cambiamenti climatici e a favore delle politiche europee di abbattimento delle emissioni inquinanti. Ma – ha rilevato Mancuso – le attuali regole europee in materia di applicazione del meccanismo Ets al settore marittimo, in assenza di una applicazione dello stesso a livello mondiale, determinerebbero una sicura perdita di competitività di molti porti europei, e in particolare italiani, per i traffici merci su container con trasbordo, con conseguente rischio per tutto il sistema logistico europeo».

L’intervento di Occhiuto in Consiglio regionale

L’intervento di Occhiuto

Dopo la lettura della mozione e il suo voto all’unanimità, a prendere la parola è stato il presidente della Regione Roberto Occhiuto, che ha riferito anche dei passaggi istituzionali già fatti a libello nazionale ed europeo. «Voglio esprimere il mio personale apprezzamento e quello della Giunta – ha esordito Occhiuto – per la decisione assunta dal Consiglio regionale di sottoscrivere all’unanimità una mozione in difesa della più grande infrastruttura logistica della Calabria dell’Italia. Ho apprezzato molto la convergenza di impegni dei sindacati, dei sindaci, delle forze produttive e di tutte le forze politiche perché – come dico spesso – il porto si è sviluppato nell’indifferenza delle istituzioni nazionali ma anche di quelle regionali e dei dirigenti politici calabresi che hanno assunto importanti funzioni di governo. Oggi questa convergenza è un fatto estremamente positivo e dimostra che il Consiglio regionale nella sua interezza si fa carico di un tema finora spesso poco considerato dalla politica regionale. Però attenzione: se oggi discutiamo della possibilità di una deroga nell’attuazione della direttiva approvata del Parlamento significa che il nostro Paese non è intervenuto nella fase ascendente delle decisioni, il governo e il Parlamento spesso è colpevolmente distratto e nel caso di specie c’è stata sottovalutazione anche da parte degli europarlamentari. C’è una responsabilità da parte di tutti, sono pochissimi i gruppi parlamentari che in quell’occasione non hanno votato la direttiva. Nel caso di specie con questa mozione chiedete che venga realizzato un correttivo, ma poiché la direttiva è chiusa può essere praticato solo nella sua fase esecutiva: altre volte è avvenuto ma non è semplicissimo. Oggi a direttiva chiusa l’Italia si sveglia e chiede di modificarla, non è semplice. Sono intervenuto decine di volte con il ministro dell’Ambiente Pichetto Fratin, a cui ho chiesto di far iscrivere il tema nella riunione del Consiglio europeo dei ministri dell’ambiente e l’ha fatto: oggi questa possibilità è nelle mani solo del Consiglio europeo e della Commissione. La mozione giustamente impegna la Giunta ma forse sarebbe più corretta – anche se penso che sul piano regolamentare non si può fare – se impegnasse ciascuno di noi a fare il possibile, perché nella Commissione europea ci sono autorevoli esponenti di schieramenti diversi da quello della nostra Giunta come Gentiloni e questo può farlo con molta più prossimità chi siede sui banchi dell’opposizione. Io sono intervenuto anche con il vicepremier e ministro degli Esteri Tajani e anche Tajani farà un’azione con il Consiglio europeo, sono intervenuto poi come presidente della Commissione intermediterranea». Occhiuto ha poi aggiunto: «Non nego la necessità di produrre decisioni che si facciano carico dell’ambiente e dei cambiamenti climatici, ma queste decisioni devono anche essere economicamente sostenibili e questa direttiva comunque non impedisce le emissioni e l’inquinamento nel Mediterraneo perché le navi invece di fermarsi a Gioia Tauro si fermeranno nel Nord d’Africa. Come ho detto altre volte è una direttiva che indebolisce i porti europei senza nemmeno eliminare il rischio di emissioni, e quindi è stupida. Per questo ho detto che ho grande rispetto dell’Europa ma a volte le decisioni dell’Europa sono stupide. Tuttavia, evidenzio che fin tanto che il porto di Gioia Tauro sarà un porto di transhipment saremmo più esposti a decisioni di questo genere. Per questo – ha concluso Occhiuto – mi piace pensare che questa mozione firmata in modo unitaria sia l’inizio di lunga discussione del Consiglio regionale sul futuro del porto di Gioia Tauro che non sia legato solo al transhipment, affinché l’area portuale possa diventare attrattiva di investimenti in modo da trasformarlo in un porto non solo di transhipment ma in un porto in cui le merci possono essere lavorate». (c. a.)

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