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Unical, le immagini e i racconti delle mafie del mondo nelle aule di Scienze dell’Educazione

Seminario con Manuela Bertone, direttrice dell’Osservatorio del Racconto Criminale dell’Université Côte d’Azur

Pubblicato il: 19/12/2023 – 10:23
Unical, le immagini e i racconti delle mafie del mondo nelle aule di Scienze dell’Educazione

COSENZA Le immagini e i racconti delle mafie del mondo al centro del nuovo appuntamento seminariale di Pedagogia dell’Antimafia, corso universitario attivo presso il Dipartimento di Culture, Educazione e Società dell’Università della Calabria. Domani, mercoledì 20 dicembre, alle 14.00 presso l’aula Zeus (secondo piano, cubo 18/B), gli studenti e le studentesse di Scienze dell’Educazione dell’Unical dialogheranno con Manuela Bertone (collegata da remoto), Direttrice dell’Osservatorio del Racconto Criminale dell’Université Côte d’Azur dove è professoressa ordinaria di Studi italianistici. La manifestazione prevede i saluti istituzionali e l’introduzione ai lavori della Coordinatrice del Corso di Studio Unificato in Scienze dell’Educazione e Scienze Pedagogiche, Rossana Adele Rossi, docente di Pedagogia sociale, e le conclusioni di Giancarlo Costabile, docente di Pedagogia dell’Antimafia. L’evento è patrocinato da Barbiana 2040, rete nazionale di scuole dedicata all’attualizzazione della metodologia didattica di don Milani. Nel corso dell’incontro, sarà presentato il volume Out of Italy. Immagini e racconti delle mafie del mondo, edito da Pellegrini, il primo della collana «Quaderni dell’ORC», che intende proporre alla lettura su base annuale gli esiti degli studi condotti collettivamente dai ricercatori afferenti alla struttura.

Lo scopo dell’Osservatorio del Racconto Criminale è «di far progredire la riflessione in vivo – dichiara la Direttrice Manuela Bertone – attraverso l’esplorazione dell’attuale ecosistema transmediale in modo da dare spazio all’analisi delle modalità di creazione, produzione, diffusione e ricezione in svariati media di opere di finzione basate sulla rappresentazione della criminalità organizzata di stampo mafioso. E questo perché, in Europa e altrove, si sono diffuse e si si stanno tuttora propagando pratiche di ricodificazione narrativa particolarmente nutrite e variegate, delle quali è indispensabile cogliere le diramazioni e valutare la forza di propagazione. È venuta meno l’invisibilità che ha sempre caratterizzato le attività illecite: raccontate, spettacolarizzate, le mafie oggi sono sotto i riflettori, più visibili che mai. La molteplicità delle organizzazioni mafiose e la vastità dei traffici che gestiscono sembra infatti fornire contenuti a gettito continuo e nutrire l’abbondante produzione creativa che circola a livello planetario su vari supporti. Continuamente esposte al nostro sguardo – conclude Bertone –, le mafie del mondo sono protagoniste di una narrazione espansa che alimenta continuamente nuove storie, tanto da ingenerare una sorta di mafiatizzazione del gusto e delle preferenze del pubblico. E le mafie, perfettamente consapevoli di essere messe in scena, partecipano a loro volta allo svecchiamento e alla diffusione di storie che le riguardano.» L’ORC focalizza le proprie risorse e le proprie attività sulla funzione esercitata, nel mondo d’oggi, dai vari protagonisti della costruzione e dell’invenzione del nuovo racconto criminale (autori, industrie culturali, pubblico), sui mutamenti che avvengono a vari livelli (fattuale, immaginario, sociale) quando il senso si sposta, migra cioè verso dispositivi o strumenti diversi dal supporto narrativo originario (spesso, il libro). Dallo studio di situazioni di adattamento variegate è nato il recente volume Mafie transmediali. Forme e generi del nuovo racconto criminale, edito da Rubbettino nel 2021.

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