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Ospedale di Cosenza, ecco il braccio robotico per la neurochirurgia – VIDEO E FOTO

Sarà utilizzato per la chirurgia spinale e per quella cerebrale. E’ costato 1,2 milioni. In sala anche «un apparecchio per acquisire immagini in 3d»

Pubblicato il: 26/01/2024 – 11:20
di Fabio Benincasa
Ospedale di Cosenza, ecco il braccio robotico per la neurochirurgia – VIDEO E FOTO

COSENZA Il braccio robotico arriva anche per la neurochirurgia dell’Ospedale Annunziata di Cosenza. È stato acquistato con i fondi del Pnrr insieme a un apparato di imaging intraoperatorio 2d/3d. Il braccio robotico costato 1,2 milioni di euro, utilizzato sia per la chirurgia spinale e per quella cerebrale, è stato installato nella sala operatoria dedicata alle attività di neurochirurgia e presentato questa mattina nel corso di un incontro al quale hanno preso parte il Rettore dell’Unical, Nicola Leone, il Commissario Straordinario dell’Ao di Cosenza, Vitaliano De Salazar, il Preside di Facoltà Marcello Maggiolini e il direttore della Uoc di Neurochirurgia, Salvatore Aiello.

«Le eccellenze a Cosenza si stanno moltiplicando»

«E’ un ulteriore tassello, si ammoderna ancora di più l’ospedale con un macchinario di tecnologia avanzatissima, frutto di una collaborazione con l’Università e ovviamente con la Regione. Era un cammino rigoroso, ma inarrestabile, e si sta verificando con i fatti», dice ai nostri microfoni il commissario De Salazar. «Vedo un futuro importante, positivo per tutta la sanità della provincia di Cosenza e non solo, anche per la sanità calabrese. Il cammino che porterà alla creazione di un policlinico universitario con queste altissime professionalità dimostra due cose, uno che l’intuizione era giusta, due che stiamo diventando attrattivi». Il commissario poi si sofferma sulla percezione dell’ospedale di Cosenza, che al netto delle innovazioni tecnologiche e gli accordi e le sinergie con l’Unical, suscita dubbi e perplessità nei cittadini. «Dobbiamo lavorare sulla comunicazione. Ma è vero che le eccellenze qui a Cosenza si stanno moltiplicando dalla cardiologia, alla nefrologia, fino all’oncologia. Per me contano i dati sanitari e dicono che quest’anno questo ospedale ha prodotto salute per un valore di 11 milioni d’euro, che tradotto in salute, vuol dire che ha fatto più 1.200 interventi chirurgici rispetto a un ospedale che stava sprofondando negli abissi». Il problema del pronto soccorso? «C’è – dice il commissario – dobbiamo anche dare atto che ci sono lavori di ristrutturazione, quindi lavoriamo in metà degli spazi e questo porta disagio. Però stiamo curando con grandi sforzi. A luglio avremo un nuovo pronto soccorso con altrettanti nuovi macchinari».

Presto l’apertura di quattro scuole di specializzazione

Il Magnifico Rettore dell’Unical, Nicola Leone ha partecipato alla presentazione, sottolineando la bontà della sinergia stretta con l’Ao di Cosenza e che porterà alla realizzazione di un policlinico universitario. «L’Università ha vinto un importante bando del Pnrr ed ha deciso di destinare quasi metà delle risorse all’acquisto di questo braccio robotico per la neurochirurgia, credendo molto in questa missione, uno strumento avanzato che potrà essere utilizzato per formazione, ricerca e assistenza».
«Lunedì scorso – aggiunge – hanno preso servizio quattro docenti medici, tre di loro come direttori delle unità operative complesse. Questo ci consentirà ad ottobre di aprire quattro nuove scuole specializzazioni importanti che si aggiungono a quelle distinte. Lavoriamo in piena sinergia col commissario De Salazar a beneficio di tutta la comunità».

Il braccio e l’apparato di imaging intraoperatorio

Spetta al direttore della Uoc di Neurochirurgia, Salvatore Aiello illustrare i dettagli relativi all’installazione dei due nuovi macchinari. «Uno è un braccio robotico, l’altro invece è un apparecchio radiologico, una tecnologia molto avanzata, che consente di acquisire delle immagini intraoperatorie in tempo reale in 3d». «È una cosa bellissima per chi fa chirurgia vertebrale da più di 30 anni, come me – dice Aiello – essendo un neurochirurgo. è veramente un’acquisizione importante». Scendendo nei particolari, «il braccio robotico migliora le performance, perché gli approcci vanno sempre verso la mini-invasività, quindi si riescono ad ottenere tempi di realizzazione degli interventi molto più veloci e allo stessa maniera anche dimissioni dei pazienti più rapide». f.benincasa@corrierecal.it)

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