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la fede e i riti

Tra Campania e Stati Uniti la forza secolare della Madonna del Pilerio

Il culto ha unito la comunità cosentina ma anche rappresentato un legame indissolubile con gli emigrati. Un’ipotesi sull’origine dell’icona

Pubblicato il: 12/02/2024 – 11:24
di Eugenio Furia
Tra Campania e Stati Uniti la forza secolare della Madonna del Pilerio

COSENZA Un filo rosso di fede che parte da Costantinopoli e approda a Cosenza ma può legare la Campania agli Stati Uniti. È questa la potenza del Pilerio, la patrona che si celebra oggi a Cosenza: si tratta di un amore assoluto e totalizzante, accettato e ricambiato, che si rinnova di anno in anno.

Le origini del culto…

In una delle ricorrenti ondate di peste che seminavano terrore e morte per ogni dove d’Europa, i cosentini disperati si riunivano sotto una immagine della Madonna appesa ad un pilastro (Pilar in spagnolo) del Duomo, implorando protezione e salvezza. Era l’11 febbraio del 1576 quando, all’improvviso, il brusio delle preghiere della gente accalcata in chiesa cessò di colpo e un pianto ruppe il silenzio: «Miracolo! Miracolo! Miracolo!». Qualcuno in prima fila si accorse che il terribile bubbone nero della peste si era materializzato sul viso della Madonna. Fu interpretato come un messaggio chiaro: la Madonna aveva assunto il male su di sé, che  istantaneamente e miracolosamente abbandonò la città. I cosentini, riconoscenti, la incoronarono Patrona e Regina e, da quel momento, a un componente di ogni  famiglia fu imposto il nome di Pilerio o Pileria.

… e quelle dell’icona

Non si conoscono invece le origini di questa icona bizantineggiante tipica della iconografia  affermatasi a Cipro,  appartenente alla famiglia delle “Galaktotrophousa”, l’Allattatrice,  giunta sino a noi, probabilmente, nel bagaglio di uno dei tanti eremiti del nord Africa scappati in Calabria al momento della conquista islamica di quei territori. Eppure l’immagine richiama alla mente l’archetipo delle icone bizantine, quella dipinta da san Marco evangelista dal vivo quando frequentò la Madonna per attingere quel che arrivato sino a noi del Cristo bambino. È storicamente provato che Marco portava la tavola da lui dipinta sempre con sé e, alla sua morte, l’affidò alla chiesa degli Odeghi a Constantinopoli: da qui il nome di Odigitria, che, purtroppo fu distrutta dalla furia turca alla conquista di quella città. Fortunatamente l’imperatrice Eudecia ne aveva fatto fare diverse copie, una delle quali fu regalata da re Baldovino di Gerusalemme ai parenti di d’Angiò di Napoli, oggi venerata nel Santuario di Montevergine nel comune di Ospedaletto d’Alpinolo (Avellino).
L’autore del dipinto della Madonna del Pilerio fu un artista di notevole valore, che deve aver visto il dipinto di Marco e, per non copiarlo pedissequamente, lo fece in maniera speculare, come osservandolo attraverso uno specchio. Facendo l’operazione inversa possiamo scoprire come le due immagini siano perfettamente uguali: stesso ovale, stessa inclinazione della testa, stessa fronte, stesso naso, stessa bocca…

Confronto tra la Madonna Odigitria di Costantinopoli e quella del Pilerio (ruotata in maniera speculare rispetto alla raffigurazione originale nota ai cosentini)

La venerazione nel mondo

Ma si tratta di un culto che – per quanto radicato e sedimentato a Cosenza – è talmente indentitario da fare da collante alle comunità di emigranti. L’ultima iniziativa in questa ottica risale a poco più di un anno fa (leggi la notizia), quando una copia dell’icona della patrona protettrice della città di Cosenza è stata esposta e poi donata, nel periodo natalizio, nella chiesa Our Lady of Mt. Carmel nel Bronx per volontà dell’associazione 8centoCosenza aps associazione promozione sociale, in occasione delle attività legate agli 800 anni della Cattedrale di Cosenza: un evento socio-culturale oltre che religioso con la mobilitazione delle comunità italiane nella Grande Mela. «L’intenzione – spiegavano i promotori – è di rievocare nei fedeli una figura religiosa di grande venerazione popolare, facendola conoscere anche alle generazioni più giovani, e risvegliare la memoria e il ricordo della storia passata».

I riti che si concludono oggi

“Maria modello di preghiera per tutto il popolo di Dio”. Questa l’intenzione che anima il settenario in onore della Madonna del Pilerio, patrona della città di Cosenza e dell’arcidiocesi di Cosenza-Bisignano, iniziato lo scorso 4 febbraio con l’esposizione della statua processionale e la recita dell’ora di guardia e ripetuto ogni pomeriggio, alle ore 18, con la recita delle preghiere della novena e la celebrazione eucaristica con il pellegrinaggio delle foranie. Un percorso di fede che si conclude oggi, 12 febbraio, festa della Madonna del Pilerio, con le sante messe alle ore 7, 8,30, 10 e alle 11,30 con la santa messa solenne presieduta dall’arcivescovo di Cosenza-Bisignano, monsignor Giovanni Checchinato. Alle ore 16 la processione con il simulacro per le vie della città.

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