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Sit-in dei sindacati sulla “strada della morte”. «Il governo trovi i soldi per completarla» – FOTO

Sono stati tre i presidi oggi di Cgil, Cisl e Uil lungo la statale 106. Falcomatà: «Non basta un progetto di fattibilità»

Pubblicato il: 20/02/2024 – 13:00
Sit-in dei sindacati sulla “strada della morte”. «Il governo trovi i soldi per completarla» – FOTO

TORRE MELISSA Tre presidi lungo la statale 106 per richiamare l’attenzione sulla sicurezza su quella che viene definita la “strada della morte“, il diritto alla mobilità e per connettere la Calabria ionica al Paese con infrastrutture moderne e sostenibili. E’ l’iniziativa attuata da Cgil, Cisl e Uil e svoltasi in contemporanea a Bianco e Locri (Reggio), Crosia (Cosenza) e Torre Melissa (Crotone). A quest’ultima ha partecipato il segretario generale della Cisl Calabria Tonino Russo oltre a un centinaio di persone. Il traffico non è mai stato bloccato. «La statale 106 – ha detto Russo – è un’opera strategica se la completiamo, perché la strategicità sta proprio nell’ultimarla da Rossano a Reggio e se è a servizio di infrastrutture come l’aeroporto di Crotone e, quando sarà, il Ponte sullo Stretto. Se non si completa la 106 rischiamo di fare cattedrali nel deserto. E’ un’opera che adesso la stessa Europa riconosce nel tragitto di Ten-T e quindi va completata. Stamani abbiamo concentrato strategicamente le manifestazioni in quei lotti dove langue la progettazione o manca la copertura finanziaria perché già dalla programmazione del prossimo documento di programmazione economica e finanziaria del Governo si incominciano a destinare le ulteriori risorse che servono».

Il segretario provinciale della Uil, Fabio Tomaino sottolineato che «quello che chiediamo è che si avvii un piano pluriennale nel quale tutti i Governi, annualmente, si impegnino a finanziare nella legge di bilancio l’intero tratto. Il Ponte dello Stretto va bene, ma prima bisogna dare sicurezza e dignità ai territori calabresi». Per il segretario generale della Cgil Area vasta Catanzaro, Crotone e Vibo, Enzo Scalese, «vanno fatte tutte le procedure che servono per completare la 106. Il nostro ruolo è sensibilizzare soprattutto Regione, Anas e Governo affinché finanziano questi 15 miliardi che servono per completare la statale. Le situazioni che portano sviluppo e lavoro sono riconducibili soprattutto alle infrastrutture perché altrimenti è inutile fare i mega progetti». Alla manifestazione erano presenti i sindaci di Melissa, Roccabernarda, Santa Severina, Mesoraca, il vicepresidente della provincia ed il segretario provinciale del Pd.

Falcomatà: «Non basta un progetto di fattibilità»

Al corte nella Locride era presente anche il sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà. «Non basta un progetto di fattibilità – ha detto il primo cittadino aprendo la manifestazione –. Bisogna correre, andare avanti, fare qualcosa in più per la statale 106 e per questi 147 chilometri di territorio dove vivono e operano cittadini, sindaci, calabresi che reclamano diritti, sicurezza e sviluppo». Falcomatà ha ringraziato «la triplice sindacale per aver alzato l’attenzione su un problema sentito e reale in una parte importante della regione. Con questa manifestazione – ha detto – i sindaci del territorio chiedono un’assunzione di responsabilità alla Regione e all’Anas affinché il progetto di ammodernamento veda finalmente la luce. Le risorse ci sono e, se del caso, si devono adeguare alla particolare congiuntura economica e all’aumento dei prezzi e dei materiali. E’ bello che la mobilitazione odierna coinvolta, contemporaneamente, diverse province calabresi perché la voce unitaria delle comunità è sempre più forte». «Mentre noi siamo qui a manifestare – ha aggiunto il sindaco Falcomatà – una delegazione di consiglieri regionali del reggino, con in testa l’onorevole Giovanni Muraca, si trova negli uffici della Regione Calabria, a Catanzaro, per verificare la situazione e procedere in maniera coordinata e sinergica. Mi auguro e ne sono convinto – ha concluso il sindaco metropolitano – che questo spirito, in cui prevalgono gli interessi del territorio, prosegua anche rispetto all’autonomia differenziata, un altro importante tema da affrontare e contrastare con quanti hanno il dovere di difendere il comprensorio. Diventando legge, questa riforma creerebbe una spaccatura e un divario insanabile con le regioni del Centro-nord. A quel punto, sarebbe inutile parlare di infrastrutture e progetti di sviluppo di un territorio che il Governo vuole diviso».

Biondo: «Governo indichi una data per il completamento della 106»

«Sulla strada statale 106 impegniamo il governo affinché solleciti Anas a presentare il progetto dell’intera opera entro il 2024 e, inoltre, che, così come fatto per il Ponte sullo Stretto, indichi una data anche per il completamento di questa strada strategica per la viabilità calabrese e dell’intero Mezzogiorno». Lo ha affermato Santo Biondo segretario confederale Uil. «Con la manifestazione odierna, organizzata da Cgil, Cisl, Uil, per rivendicare investimenti per la viabilità della famigerata strada 106 – aggiunge Biondo – poniamo al Governo il tema complessivo dell’infrastrutturazione del Mezzogiorno. Altro che regionalismo differenziato, il Sud ha bisogno di infrastrutture moderne ed efficienti e, per vederle realizzate, servono investimenti importanti e sicuri. Il ministro Salvini la smetta di “spottegiare” e dia risposte infrastrutturali al Mezzogiorno che, per i ritardi nelle connessioni stradali e ferroviarie, vede compromesse le sue prospettive di crescita economica e sociale». Per Biondo «senza finanziamenti, infatti, non si possono aprire i cantieri e realizzare le opere. Lo avevamo detto, in tempi non sospetti, per l’Alta velocità ferroviaria, quando in perfetta solitudine avevamo denunciato il fatto che le coperture per portare questa infrastruttura da Salerno a Reggio Calabria non esistevano. Allora, il nostro allarme non venne ascoltato e, oggi, ci troviamo di fronte al fatto compiuto: con i fondi a disposizione l’Alta velocità difficilmente valicherà il Pollino e si penalizzeranno così le speranze di crescita del porto di Gioia Tauro, riducendo le possibilità che questo hub possa diventare il più importante del Mediterraneo». «Il governo e, in particolare, il ministro Salvini smettano di fare campagna elettorale – sottolinea ancora il segretario confederale Uil – e ci dicano, senza giri di parole, quanti soldi hanno intenzione realmente di mettere per aiutare il Mezzogiorno a superare il suo pensante gap infrastrutturale».

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