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Tutti i partiti in piazza a Roma per Navalny. Fischi per i leghisti

Tutti i partiti in piazza a Roma per Navalny. Fischi per i leghisti

Pubblicato il: 20/02/2024 – 8:47
Tutti i partiti in piazza a Roma per Navalny. Fischi per i leghisti

ROMA Sotto la statua di Marco Aurelio una gigantografia dell’oppositore russo Aleksey Navalny è divenuta il punto di incontro – per deporre fiori e biglietti – nella serata di ieri in cui la politica italiana ha dedicato all’oppositore di Putin, morto venerdì scorso, in circostanze misteriose in una prigione russa. La manifestazione convocata da Carlo Calenda, dopo qualche distinguo, ha visto in piazza delegazioni di tutti i partiti, in un omaggio bipartisan. Da registrare la contestazione alla Lega, che ha agitato un po’ la serata. Alle 18 alla spicciolata dalle scale del Campidoglio sono arrivati esponenti di tutte le forze, che si sono uniti ai tantissimi presenti, a partire dai russi dissidenti e dagli ucraini in piazza con le loro bandiere. Si è notato un cartello con la scritta “Putin Killer”, mentre altri hanno ricordato anche Anna Politkovskaja, la giornalista freddata a Mosca nel 2006. La leader del Pd, Elly Schlein non si è tirata indietro: «I democratici come noi non possono tollerare in nessun paese la compressione dei diritti fondamentali e quindi è importante essere qui dopo l’uccisione politica di Navalny di cui c’è un solo responsabile: il regime russo di Putin». Parole condivise da quasi tutti i politici. Lo ha detto Pier Ferdinando Casini («qui per ricordare un eroe della libertà»), lo ha detto l’organizzatore Calenda, lo ha ribadito dal palco il sindaco Roberto Gualtieri. «Siamo in tantissimi qui in Piazza del Campidoglio per esprimere lo sdegno e la condanna per la morte di Navalny – ha detto il primo cittadino romano, mentre in piazza faceba capolino pure la sua predecessora, la pentastellata Virginia Raggi -. Chiunque ami i valori della libertà e della democrazia non può accettare questa morte in silenzio». Quando è arrivato in piazza, poco minuti prima, il leghista Massimiliano Romeo, però la commozione bipartisan ha lasciato il posto alla contestazione. A qualcuno non è andato bene che ci fossero pure i leghisti, accusati di essere sempre stati vicini a Putin. Un presidente dell’Anpi Roma centro non si è fatto pregare: «Vergogna, vergogna», è il coro che ha intonato con altri presenti. «Siete sempre stati con Putin e ora venite qui a far finta di piangere». Parole che non hanno scomposto più di tanto il capogruppo leghista, pressato pure dai giornalisti che gli hanno rocordato la t-shirt di Salvini con il volto di Putin. «E’ roba del passato», ha replica. Poi ha provato a dire la sua: «Abbiamo a che fare con un regime autoritario», ha aggiunto rispondendo a chi gli chiede delle responsabilità della morte di Navalny. «Basta strumentalizzare, piuttosto diciamo che qualcun altro faceva accordi che penalizzavano il nostro Paese, a livello energetico, proprio a favore della Russia di Putin». Calenda ha provato a frenare le polemiche: «Sono contento che tutte le forze politiche siano oggi qua -afferma il leader di Azione a fine evento- non è una cosa comune per l’Italia. È segnale importante di solidarietà per chi muore per la libertà, lo sono i dissidenti russi e lo sono anche gli ucraini».

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