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Cosenza, il “campo largo” dice no all’autonomia differenziata. «Molti calabresi non riusciranno più a curarsi» – VIDEO E FOTO

Migliaia i manifestanti. Partiti e movimenti riuniti dalla Cgil chiedono una risposta ai calabresi e scendono in piazza

Pubblicato il: 23/03/2024 – 10:41
di Fabio Benincasa
Cosenza, il “campo largo” dice no all’autonomia differenziata. «Molti calabresi non riusciranno più a curarsi» – VIDEO E FOTO

COSENZA Da Cosenza un “campo largo” per dire no all’autonomia differenziata. Partiti, una decina di sindaci e movimenti riuniti dalla Cgil chiedono una risposta ai calabresi e scendono in piazza al completo per accendere – ancora una volta – la luce su una grande questione nazionale. C’è chi la definisce «secessione dei ricchi», chi «grande bluff» e chi la considera una «secessione camuffata». Insomma, il senso è quello di una beffa per una Regione – spiegano i manifestanti – che per colpa di questa legge sarà ulteriormente privata di servizi. In migliaia, stamane, si sono ritrovati a Piazza Loreto a Cosenza, bandiere e striscioni in mano decisi a percorrere le vie della città dei bruzi.

I sindaci guidano il corteo

Una decina del sindaco di Cosentino guidano il corteo, partito da Piazza Loreto. «Credo che l’autonomia differenziata creerà una frattura, una divisione, una lacerazione del Paese. Sorgeranno venti piccoli staterelli e segnerà in maniera decisa materie importanti come la sanità, i trasporti, l’energia, l’ambiente e le infrastrutture», dice ai nostri microfoni, il sindaco di Cosenza Franz Caruso.

«L’autonomia differenziata danneggia l’Italia, non solo il Sud»

«Abbiamo detto che l’autonomia differenziata è un problema che riguarda il Paese, non è solo il Mezzogiorno. Non è sufficiente parlare di Lep, il problema è di principio, il problema è come è stato proposto questa progetto di riforma che continua ad aumentare le divergenze, le disuguaglianze del Paese, soprattutto su temi sensibili come la sanità, il lavoro, le infrastrutture». Lo dice, ai nostri microfoni il segretario regionale della Cgil Angelo Sposato. L’impegno dei sindacati continua. «Oggi è una manifestazione che aggrega un cartello di associazioni, ma ci sono anche altre sigle sindacali come la Uil che è contraria a questo progetto di riforma di autonomia differenziata e stiamo portando avanti una mobilitazione unitaria». Il 20 aprile – annuncia Sposato – «faremo una manifestazione con la Uil sulla sanità a Roma e poi ci sarà a maggio una grande mobilitazione nazionale a Napoli sull’autonomia differenziata».

«I calabresi non riusciranno a curarsi»

«Riteniamo questa legge eversiva, creerà maggiori divari tra nord e sud e ulteriori disagi e problemi a questa regione che già è indietro in confronto alle regioni del Mezzogiorno ed è molto indietro in confronto alle regioni del Nord», dice il segretario della Cgil Cosenza, Massimiliano Ianni. Che poi lancia l’allarme sulla sanità. «Rischia di scomparire la sanità pubblica a favore di una privatizzazione selvaggia. Alcuni dati delle ultime ore attestano che in Calabria c’è un tasso di mortalità del 20% superiore alle regioni del nord. Con l’autonomia differenziata, sicuramente tutto peggiorerà. Si continuerà a curare chi ha la possibilità di curarsi. Quindi i ricchi sicuramente potranno curarsi, i poveri rischiano di morire per questa cattiva sanità». La protesta continua. «Assolutamente sì, il percorso è ancora lungo, continueremo a manifestare, a contrastare questa legge anche con altri strumenti democratici. Speriamo in un referendum abrogativo, ma sicuramente diremo al Presidente della Repubblica che questa legge è iniqua».
(f.benincasa@corrierecal.it)

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