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l’interrogatorio

Tentato omicidio a Lamezia, i due giovani rispondono al giudice

Trovato ha ammesso le proprie responsabilità presentando un’offerta di risarcimento. Masi, invece, ha negato ogni addebito

Pubblicato il: 13/04/2024 – 10:03
Tentato omicidio a Lamezia, i due giovani rispondono al giudice

LAMEZIA TERME Hanno fornito la propria versione dei fatti, davanti al gip del Tribunale di Lamezia Terme, i due giovani arrestati e accusati del tentato omicidio di Ottorino Rainieri, avvenuto nella notte del 30 marzo su Corso Numistrano a Lamezia. Il 23enne Franco Trovato e il 25enne Antonio Masi, difesi dagli avvocati Francesco Gambardella e Domenico Ruscio, hanno risposto alle domande del giudice. E se Masi ha negato le proprie responsabilità, Trovato ha invece ha ammesso tutto, presentando un’offerta reale di risarcimento del danno.

La rissa

Tutto sarebbe partito da una rissa scatenatasi in un noto locale della movida lametina, su Corso Nicotera. Le immagini della videosorveglianza, insieme alle dichiarazioni di uno dei presenti, documentano l’arrivo dei protagonisti della vicenda, la vittima e i due presunti responsabili. C’è il gruppo formato da Ottorino Rainieri e un suo amico che giunge al “Cafè Retro” in compagnia di altri due soggetti. Successivamente, sopraggiunge un gruppo di persone formato da Franco Trovato e Antonio Masi. Come riporta il gip nell’ordinanza «all’interno del locale, evidentemente, nasce una discussione tra i due gruppi che sfocia, all’esterno del locale, in una rissa». I motivi non sono noti ma, secondo una ipotesi, potrebbero risalire nel legame di parentela dell’amico di Rainieri con uno dei responsabili dell’omicidio di Luigi Trovato.

L’inseguimento

I gruppi si allontanano poi dal locale ma, lungo il tratto di strada, «si incrociavano nuovamente» riporta il gip nell’ordinanza e a questo punto «Trovato, alla vista di Rainieri, fermava la propria auto. Alla guida della Mercedes, non curandosi del fatto che la strada che stava percorrendo fosse a senso unico, effettua un’inversione di marcia e, percorrendo un tratto di strada contromano, repentinamente punta la vittima, scagliandosi contro di lui». La vittima, accortosi di quanto stava per accadere, con prontezza di riflessi è riuscito a saltare e ad impedire così che l’impatto potesse essergli fatale, «riportando esclusivamente una “frattura scomposta malleolo tibiale collo piede sinistro”». Dopo l’impatto entrambi, una volta scesi dalla Mercedes, si dirigono ancora contro Rainieri « per proseguire nell’aggressione» riporta il gip nell’ordinanza «impedita dall’intervento di terze persone che si frapponevano tra gli aggressori ed il soggetto ferito che nel frattempo, zoppicando, provava ad allontanarsi», per poi raggiungere il pronto soccorso dell’ospedale di Lamezia Terme. (Gi.Cu.)

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