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La tragica morte del 33enne vibonese sul volo Ryanair. «Nessun ritardo nei soccorsi»

Giuseppe Stilo ha accusato un malore mentre rientrava in Calabria. Sagat e Azienda Zero smentiscono le notizie sui ritardi dell’ambulanza

Pubblicato il: 18/04/2024 – 13:06
La tragica morte del 33enne vibonese sul volo Ryanair. «Nessun ritardo nei soccorsi»

TORINO L’allarme in volo, il soccorso dei medici a bordo, il rientro a Torino. Nulla è servito per evitare la tragedia e salvare la vita a Giuseppe Stilo, 33enne originario di Filogaso, in provincia di Vibo Valentia, ma residente ad Alba dove lavorava per la Ferrero. Un infarto mentre era in volo su un Ryanair diretto a Lamezia Terme, sul quale si trovava insieme alla moglie incinta, originaria di Pizzo e con la quale si era sposato in estate. Lei in un primo momento, ricostruisce il Corriere della Sera, non si sarebbe accorta di nulla, essendo seduta qualche fila più dietro. Ad intervenire nell’immediato il personale di bordo insieme a due medici tra i passeggeri, poi il rientro rapido a Caselle. Un volo in totale di 36 minuti, l’atterraggio all’aeroporto e l’arrivo dell’ambulanza. Intanto la Procura potrebbe aprire un fascicolo per accertare le dinamiche del decesso.

«Nessun ritardo nei soccorsi»

«Nessun ritardo nei soccorsi» spiegano Sagat, Azienda Zero e 118 smentendo le notizie che parlavano dell’ambulanza fermata all’entrata. Neanche con l’arrivo di ulteriori medici e infermieri si è riusciti a salvare la vita di Giuseppe. Anche la moglie, dopo aver avuto la notizia, ha accusato un malore per il quale è stata trasportata in ospedale. «La centrale operativa 118 è stata allertata e ha provveduto a inviare l’ambulanza di base a Borgaro Torinese, seguita da un secondo mezzo con medico e infermiere, da Venaria» specificano le aziende coinvolte. Inutile il trattamento con tre scariche di Dae, il defibrillatore semiautomatico, e con l’adrenalina. Per Giuseppe non c’è stato nulla da fare.

L’arrivo immediato dell’ambulanza

L’ambulanza, ribadiscono Sagat e Azienda Zero, sarebbe arrivata subito. Prima quella di Burgaro «arrivata al varco indicato e indirizzata verso l’aeromobile», poi quella del 118, con i medici che «purtroppo non hanno potuto che constatare il decesso del paziente». Soltanto due, spiegano, i minuti persi dal primo soccorso per accedere al sedime aeroportuale, mentre Giuseppe era assistito da tre medici. Per questo, Azienda Zero sottolinea «la sinergia tra i medici presenti a bordo, gli assistenti di volo, i sanitari in servizio presso l’aeroporto e il 118 che hanno dato al paziente tutte le possibilità che aveva di uscire da quella drammatica situazione». (redazione@corrierecal.it)

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