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Maestrale, attesa a breve la decisione della Corte d’Appello sulla ricusazione dei giudici

Rinviata a maggio l’udienza del processo sulla ‘ndrangheta vibonese. Segnalate anche difficoltà nel trovare periti per le trascrizioni

Pubblicato il: 22/04/2024 – 12:15
Maestrale, attesa a breve la decisione della Corte d’Appello sulla ricusazione dei giudici

VIBO VALENTIA Ogni questione “importante” sarà dibattuta alla prossima udienza di metà maggio, in attesa della decisione della Corte d’Appello sulla ricusazione di due componenti su tre del collegio giudicante. È quanto stabilito dal tribunale collegiale di Vibo Valentia presieduto dalla presidente Tiziana Macrì durante l’udienza odierna nel filone ordinario del processo che riunisce Maestrale Imperium e Olimpo. 185 gli imputati coinvolti, mentre per coloro che hanno scelto il rito abbreviato sono già state avanzate le richieste di condanna dalla Dda di Catanzaro. Nel corso dell’udienza i giudici hanno sciolto la riserva sull’acquisizione di verbali e intercettazioni avanzate dalle parti, ammettendo la maggior parte dei documenti, mentre sul resto delle questioni il tribunale si pronuncerà soltanto dopo la decisione della Corte d’Appello prevista a breve. Una decisione presa soprattutto, spiega, «per non disperdere energie processuali» con il rischio che, in caso di ricusazione, ogni decisione possa essere seguita da una declaratoria di inefficacia.

Sospesi i termini delle misure cautelari

I pm ad inizio processo avevano chiesto ai giudici Tiziana Macrì e Giulia Conti di astenersi a causa di alcuni “precedenti” in cui si erano pronunciati nei confronti di alcuni imputati. In particolare, all’origine della richiesta per la presidente Macrì c’è la sua pronuncia da gip nei confronti dell’imputato Costantino Gaudioso. Richieste di astensioni respinte dal presidente del tribunale Antonio Di Matteo con la conseguente istanza di ricusazione da parte della Procura, su cui la Corte d’Appello deciderà a breve. Alla base del rinvio odierno anche la difficoltà da parte del tribunale di trovare un adeguato numero di periti per la trascrizione, in tempi rapidi, delle conversazioni agli atti. A termine dell’udienza la Dda ha richiesto, dati i tempi lunghi, la sospensione dei termini di custodia cautelare. Nonostante le obiezioni delle difese, il Tribunale ha accolto la richiesta dell’accusa disponendo la sospensione. (Ma.Ru.)

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