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Ue: 9 Stati non firmano il testo sui diritti Lgbtiq, tra loro c’è l’Italia

Le opposizioni insorgono. Schlein: «Che vergogna questo governo»

Pubblicato il: 17/05/2024 – 22:37
Ue: 9 Stati non firmano il testo sui  diritti Lgbtiq, tra loro c’è l’Italia

BRUXELLES Nove Stati dell’Ue non hanno firmato la dichiarazione congiunta sulla continua promozione dei diritti umani delle persone Lgbtiq presentata dalla presidenza belga di turno dell’Ue. L’Italia è tra i nove, nella lista insieme a Bulgaria, Repubblica Ceca, Croazia, Lettonia, Lituania, Romania, Slovacchia e Ungheria. Gli Stati firmatari della questa dichiarazione – sono diciotto – si impegnano in particolare ad attuare le strategie nazionali Lgbitq e a sostenere la nomina di un nuovo Commissario per l’Uguaglianza quando sarà formata la prossima Commissione. Invitano inoltre la Commissione a perseguire e attuare una nuova strategia per migliorare i diritti delle persone Lgbtiq durante la prossima legislatura, stanziando risorse sufficienti e collaborando con la società civile. La dichiarazione èstata proposta come testo conclusivo di una conferenza di alto livello organizzata a Bruxelles in occasione dell’Idahot, la Giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia.

Le reazioni

«Che rabbia e che vergogna questo governo che decide di non firmare, – dichiara la segretaria Elly Schlein – non è accettabile». Così il leader M5s Giuseppe Conte: «l’Italia ha deciso di inseguire il modello culturale orbaniano, questa è la posizione reazionaria di chi ci governa». «Ancora una volta il governo della presidente Meloni, non ha mancato l’occasione di manifestare la propria natura e rivelare quali siano le proprie naturali alleanze. Proprio nella giornata Mondiale contro l’Omofobia, la Transfobia e la Bifobia, l’Italia, unendosi a Ungheria, Romania, Bulgaria, Croazia, Lituania, Lettonia, Repubblica Ceca e Slovacchia, ha deciso di non firmare la dichiarazione per la promozione delle politiche europee a favore delle comunita’ Lgbtiq+ presentata dalla presidenza di turno belga. Una scelta scellerata che mina la credibilita’ internazionale del nostro Paese, accomunandolo a nazioni dove i diritti da sempre sono negati e lo Stato di diritto soffre. Abbiamo bisogno degli Stati Uniti d’Europa, anche per questo». Lo afferma il responsabile Esteri di Italia Viva, Ivan Scalfarotto. «La mancata adesione dell’Italia alla dichiarazione per la promozione delle politiche europee a favore delle comunita’ Lgbtiq+ è una macchia indelebile per il nostro Paese tutto a carico di Giorgia Meloni e del suo governo. La sua propaganda sulla pelle delle persone ha toccato il fondo: prima dice che il contrasto all’omofobia e’ una priorità, dimenticando le urla alla folla parlando di “lobby Lgbt”. E poi mette il nostro Paese ai margini delle democrazie occidentali. Con Meloni l’Italia sta scivolando sempre più in basso. La politica e la società civile italiana devono reagire». Lo afferma la vicepresidente del gruppo M5s al Senato Alessandra Maiorino. «Nel giorno in cui l’Europa celebra la giornata dei diritti LGBTQ+ la destra decide di non firmare una dichiarazione per politiche europee a favore delle comunità arcobaleno. È vergognoso. Pur di prestare il fianco in campagna elettorale alla destra più becera, omofoba e intollerante giocano sulla pelle delle persone discriminate. Il Pd continuerà a battersi per una legge contro l’omotransfobia, ci abbiamo già provato con la legge Zan, affossata in maniera meschina, ci riproveremo. Perché la tutela dei diritti civili non è una questione negoziabile». Così Francesco Boccia, presidente dei Senatori del Partito Democratico, parlando dal palco di Avetrana (Taranto) durante un comizio elettorale. 

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