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Allergie, dagli abiti alle creme solari: i rischi per la pelle

Fattori “potenziati” dal clima più caldo di questo periodo e caratterizzate da prurito intenso ed eczema

Pubblicato il: 18/05/2024 – 9:47
Allergie, dagli abiti alle creme solari: i rischi per la pelle

Non solo pollini, con corredo di starnuti, lacrimazione, naso gocciolante. I primi caldi portano con sé anche allergie della pelle che, seppure non possono definirsi propriamente stagionali, sono ‘potenziate’ dal clima più caldo di questo periodo e caratterizzate da prurito intenso ed eczema. Sotto accusa i vestiti più colorati, le creme solari, deodoranti e profumi, piante e fiori raccolti a mani nude, e persino la tinteggiatura di casa che viene pianificata più frequentemente proprio quando le giornate migliorano.
“Le allergie della pelle hanno meccanismi completamente diversi da quelle respiratorie. Si tratta di patologie molto differenti, diversificate da quelle stagionali non solo per i sintomi: cambiano gli ‘attori protagonisti’, le cellule, i mediatori. Ed è necessario il contatto tra pelle e allergene”, spiega all’Adnkronos Salute Luca Stingeni, docente di Dermatologia all’università di Perugia e coordinatore del gruppo di studio allergie cutanee della Società italiana di dermatologia e malattie sessualmente trasmesse (Sidemast). La stagionalità, però, “può interferire – continua l’esperto – perché la temperatura più elevata, l’alto tasso di umidità relativo, può facilitare il maggior contatto di sostanze che penetrano più velocemente nella cute. L’esempio classico sono le allergie causate da alcuni colori utilizzati per tingere i capi di abbigliamento. La maggiore sudorazione, anche quella invisibile che non sentiamo, si comporta come una sorta di solvente e consente ad alcune sostanze chimiche presenti nei vestiti, coloranti in primis, di venire liberate con maggiore facilità dal tessuto, penetrando rapidamente nella pelle”. In questo periodo, inoltre, “si indossano abiti più colorati e, soprattutto, i tessuti trattati entrano in diretto contatto con la cute, senza interposizione di canotte, calze o altro”.

Un altro prodotto più utilizzato con la bella stagione “è la crema solare che noi ovviamente consigliamo sempre per proteggersi dai danni del sole. Ma purtroppo in alcune persone possono dare reazioni”, continua Stingeni che ricorda come le allergie della pelle siano caratterizzate da due elementi: “Prurito intenso ed eczema, che va dal rossore a gonfiore e comparsa di vescicole”. Altri prodotti a rischio allergia sono “i deodoranti, i profumi. Le essenze profumante incidono molto: esistono regolamentazioni europee per quantificare il massimo delle concentrazioni delle diverse sostanze, ma purtroppo le persone continuano a sensibilizzarsi. Nel settore dei cosmetici, inoltre, ogni tanto osserviamo qualche ‘epidemia’ di allergia a qualche conservante o altro ingrediente. Del resto, in questo campo, le varie componenti vengono continuamente aggiornate con tutte le incognite del caso”.

In questo periodo, inoltre, quando è più diffuso l’avvio di lavori di tinteggiatura delle pareti di casa, “specialmente le vernici ad acqua – avverte – possono liberare sostanze chimiche in grado di scatenare reazioni. In questo caso non c’è un contatto diretto, ma le particelle disperse per via aerea, in un ambiente chiuso, si depositano sulla pelle (parliamo tecnicamente di contatto aero-disperso). Anche se si è coperti da indumenti la porzione di pelle esposta viene interessata rapidamente e alcune sostanze hanno persino capacità di penetrare i tessuti. Questo può innescare un quadro clinico molto serio”. Infine, il contatto può esserci anche con sostanze allergeniche di origine naturale, “come le piante appartenenti alle composite, famiglia enorme: ne fa parte il carciofo, le margherite dei campi, il girasole. Toccarle può dare allergie della pelle. Accade spesso nell’ambito del lavoro, per esempio per il contadino che raccoglie girasoli. In questo caso potremmo definire queste allergie ‘stagionali’, in qualche modo. Per fare un altro esempio più ‘esotico’, è noto che in Nord Europa il contatto con i bulbi dei tulipani può indurre una patologia importante che interessa i floricoltori”, conclude il dermatologo. (Fonte: Adnkronos)

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