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Bonifica di Crotone, interpellanza di Bonelli: il Mase si opponga alla linea di Eni

Il parlamentare di Avs sollecita il ministero a obbligare la società a smaltire i rifiuti lontano dalla Calabria

Pubblicato il: 22/05/2024 – 15:58
di Gaetano Megna
Bonifica di Crotone, interpellanza di Bonelli: il Mase si opponga alla linea di Eni

CROTONE Approda in Parlamento la vicenda dello smaltimento delle scorie industriali di Crotone. Un’interpellanza al ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica è stata presentata oggi da Angelo Bonelli, di Allenza Verdi e sinistra. Bonelli è stato contattato dal Comitato “Fuori i veleni – Crotone vuole vivere”.  In premessa il parlamentare ricorda che Crotone è stata inserita “tra i Siti di Interesse nazionale (Sin)” con decreto ministeriale n. 468 del 2001” con il nome di Sin di «Crotone–Cassano –Cerchiara»”. Questo Sin è stato “perimetrato con il decreto ministeriale 26 novembre 2002 e poi sottoposto a nuova perimetrazione con decreto ministeriale 9 novembre 2017”. Viene anche evidenziato che “all’interno dell’area Sin Eni Rewind è proprietaria di una superficie pari a 71,5 ettari, corrispondente agli stabilimenti ex Pertusola, ex Agricoltura e ex Fosfotec, successivamente dismessi”. Sono le aree che hanno ospitato le industrie storiche della città pitagorica (Ex Enichem ed ex Pertusola Sud). “Parte dei residui di lavorazione prodotti dai tre stabilimenti – scrive Bonelli nella sua interrogazione – venivano stoccati nelle aree adiacenti, poste lungo la fascia costiera oggi identificate come “discariche fronte mare” ex Fosfotec ed ex Pertusola”. Sottolinea anche che “le principali contaminazioni rilevate nell’ambito del Sin calabrese sono da metalli pesanti come arsenico, cadmio, mercurio, piombo, zinco e non, composti inorganici, composti organici di varia natura, ivi inclusi gli alifatici clorati, materie prime di natura chimica e metallurgica, residui di lavorazione ad elevato contenuto di radioattività”. Scrive anche che “con sentenza definitiva del Tribunale di Milano del 24 febbraio 2012, Eni Syndial S.p.A. (oggi Eni Rewind) venne ritenuta responsabile e quindi condannata per accertato “danno ambientale” causato dal deposito ed occultamento nel sottosuolo di materiale nocivo derivante dalle scorie delle produzioni industriali; il 23 febbraio 2023 è stato presentato il VI° Rapporto “Sentieri” sullo stato di salute della popolazione residente in 46 aree contaminate del Paese, di cui 39 Sin e 7 Sir per un totale di 316 Comuni; tra i siti oggetto dell’indagine figura il SIN di Crotone e Cerchiara di Calabria, nel quale i dati mostrano complessivamente un profilo di salute con diverse criticità e dove si rilevano eccessi di rischio per patologie tumorali e renali, per alcune delle quali è comprovato o sospettato un legame eziologico con i contaminanti rilevati nelle matrici ambientali”. Anche Bonelli entra nel merito del Progetto operativo di bonifica fase 2 approvato il 24 ottobre 2019 “che prevedeva da parte di ENI, anche su indicazione del Paur (Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale), l’asporto ed il trasferimento, fuori dalla regione Calabria, di tutti i rifiuti della bonifica pericolosi, tra cui Norm e Tenorm con amianto, e successivamente con Decreto Ministeriale n°7 del 3 marzo Numero di parole: 797 su 800 Pagina 1 di 2 interpellanza 2020 veniva approvato il Piano della Bonifica Fase 2”. L’accordo prevedeva di smaltire i veleni fuori dalla Calabria “nonostante questo, Eni proponeva, in un secondo momento, di lasciare i rifiuti speciali pericolosi nel territorio di Crotone trasferendoli a distanza di pochi chilometri, ovvero in una discarica privata in località Columbra, adiacente a tre zone abitate; con atto 0006936 del 18 gennaio 2023 il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), indiceva, su richiesta di ENI Rewind, la Conferenza dei Servizi istruttoria, (Sincrona) con il seguente ordine del giorno: presentazione del documento “Discariche fronte mare e aree industriali di pertinenza Eni Rewind S.p.A. Progetto Operativo di Bonifica Fase 2 (Decreto Dirigenziale della Regione Calabria n. 9539 del 2 agosto 2019 e Decreto MATTM prot. n. 7 del 3 marzo 2020)”. Con la variante al POB Fase 2 l’Eni proponeva la “realizzazione di una discarica di scopo per rifiuti Tenorm con amianto derivante dalle operazioni di bonifica della Discarica ex Fosfotec Farina – Trappeto all’interno del sito Eni Rewind di Crotone”. La richiesta non andava in porto perché “in data 11 maggio 2023 il Mse comunicava il “provvedimento di conclusione negativa del procedimento”. L’Eni non si arrende e “una nuova riunione della Conferenza dei servizi è stata fissata per il giorno 17giugno prossimo”. Nel frattempo “con deliberazione n. 269 del 12marzo scorso il consiglio regionale della Calabria ha approvato il Piano regionale di Gestione dei Rifiuti, al cui paragrafo 32.2 Esclusione dal campo di applicazione dei criteri localizzativi dispone che “Fatte salve le norme sovraordinate, le previsioni relative ai criteri localizzativi non si applicano ai seguenti casi (…) lettera n) “discariche per la messa in sicurezza permanente e impianti di trattamento dei rifiuti realizzati nell’area oggetto di bonifica e destinati alle operazioni di bonifica dei siti contaminati secondo le procedure del titolo V del d.lgs. 152/2006, fermo restando l’obbligo di rimozione degli impianti di trattamento a bonifica conclusa”. Ribadendo una denuncia pubblica già presentata dal Comitato di Crotone, Bonelli scrive che “le dette disposizioni potrebbero essere utili ad Eni Rewind al fine di perseguire e raggiungere, dopo anni di condotta omissiva, la revoca dell’impegno di smaltire i detti rifiuti al di fuori del territorio della regione Calabria e di creare nuove discariche di scopo per Tenorm con amianto all’interno del Sin”. Concludendo, Bonelli chiede  “se il ministro non ritenga necessario adottare atti di propria competenza affinché il Mase nella Conferenza dei Servizi del 17giugno prossimo, si opponga alla richiesta da parte di Eni Rewind di procedere alla revoca dell’impegno gravante sulla stessa di smaltire i rifiuti speciali pericolosi industriali di Crotone fuori dal territorio della regione Calabria e affinché, dopo anni di condotta omissiva, si proceda tempestivamente all’attuazione del Piano definito (DM n°7 del 3 marzo 2020) e degli interventi di bonifica e riparazione del danno ambientale nel Sin Crotone, Cassano e Cerchiara di Calabria”.

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