Skip to main content

Ultimo aggiornamento alle 13:08
Corriere della Calabria - Home

I nostri canali


Si legge in: 2 minuti
Cambia colore:
 

Caso Sea-Eye 4

«Sui migranti già 4 sentenze contro il decreto Piantedosi»

Così il giurista Vassallo Paleologo dopo la decisione del tribunale di Reggio Calabria

Pubblicato il: 06/06/2024 – 12:00
00:00
00:00
Ascolta la versione audio dell'articolo
«Sui migranti già 4 sentenze contro il decreto Piantedosi»

PALERMO La sentenza con cui il Tribunale di Reggio Calabria ha annullato ieri il fermo di 60 giorni per la nave Sea-eye 4 della ong tedesca Sea-Eye è «la quarta decisione di un Tribunale civile italiano che boccia la politica dei fermi amministrativi, rilanciata dal Decreto Piantedosi». Lo spiega il giurista Fulvio Vassallo Paleologo, esperto in diritto di asilo, sulla rivista giuridica Associazione diritti e frontiere Adif. La sentenza, aggiugne, arriva dopo «le decisioni dei tribunali civili di Brindisi, a Crotone». La prassi dei fermi era già in vigore ai tempi del Covid, a partire dal 2020 ma poi è stata «ridimensionata da una importante sentenza della Corte di giustizia nell’agosto del 2022». La sentenza emessa a Reggio Calabria indica, sottolinea Vassallo, che «il provvedimento di fermo amministrativo adottato contro la nave umanitaria Sea Eye 4 era basato esclusivamente su un rapporto farlocco inviato dalla sedicente Guardia costiera libica alle autorità italiane. Un rapporto che risultava in contrasto con i fatti e con le comunicazioni oggetto di accertamento nel corso del giudizio, dai quali emergeva invece il riconoscimento anche da parte libica del corretto intervento di salvataggio operato dal comandante della Sea Eye 4 e dal suo equipaggio per salvare 84 naufraghi in acque internazionali». «Il Tribunale – aggiunge – ha respinto tutte le posizioni rappresentate per conto delle autorità di governo italiane dalla Avvocatura dello Stato, rigettando preliminarmente una eccezione di inammissibilità che, se accolta, avrebbe cancellato in materia di fermi amministrativi i diritti di difesa».

Il Corriere della Calabria è anche su Whatsapp. Basta cliccare qui per iscriverti al canale ed essere sempre aggiornato

Argomenti
Categorie collegate

x

x