VIBO VALENTIA Revocata la misura degli arresti domiciliari nei confronti di Giuseppe Paparatto (cl. ’69), finito al centro dell’operazione “Dentro o Fuori” della Distrettuale antimafia di Catania. Al magistrato – comunicano gli avvocati difensori Alessio Colistra e Tommaso Zavaglia – nel corso dell’interrogatorio dello scorso 18 novembre Paparatto ha fornito elementi probatori incontrovertibili, e ha chiarito la natura e le ragioni dei rapporti intrattenuti, per limitatissimo arco temporale e per ragioni professionali, con uno dei consorzi oggetto d’indagine. «Paparatto – si legge nella nota – intende ribadire di aver sempre agito nel rispetto della legge e dei propri principi etici e morali».
Paparatto, secondo l’accusa, sarebbe il referente di alcune strutture ricettizie operanti nella regione Calabria, «nelle plurime vesti di imprenditore, professionista consulente del lavoro e depositario delle scritture contabili di società clienti dei consorzi “Logatrans” “In&Out”», annota il gip nell’ordinanza. In “Giubola 2000 S.R.L.” – cliente del “Consorzio In&Out” – il Paparatto è legale rappresentante, consulente del lavoro, commercialista e depositario delle scritture contabili, cura i flussi telematici all’INPS dei dipendenti delle consorziate affidatarie. Lo stesso sarebbe avvenuto per la “Valentour”, la “Deborah Valente S.R.L.”, “Meditarranean Hospitality S.R.L.” e, soprattutto, Paparatto, mentre era consulente del lavoro delle società clienti dei consorzi, in molti casi era, contemporaneamente, «colui che presentava gli Unilav e il modello 770 delle consorziate affidatane e, quindi, aveva tutti gli elementi per comprendere la frode verso l’erario», riporta ancora il gip nell’ordinanza.
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