COSENZA La seconda sezione del Tribunale Amministrativo Regionale (Presidente Ivo Correale, relatore Francesco Tallaro) ha rigettato l’istanza di tutela cautelare presentata dal Consorzio Valle Crati contro il Comune di Cosenza e nella quale era stata chiesta la declaratoria di nullità o l’annullamento della delibera del Consiglio Comunale di Cosenza del 9 ottobre 2024, n. 46, relativa all’approvazione del Progetto per la realizzazione di un edificio multipiano con destinazione residence turistico-alberghiero da realizzare nell’area di Via Popilia-Vaglio Lise, regolamentata dal Piano Attuativo Unitario. «La decisione del Tar – sottolinea in una nota l’Amministrazione comunale – fa giustizia di un atteggiamento di assoluta ostilità preconcetta nei confronti dell’Amministrazione comunale e delle decisioni del civico consesso da parte del Consorzio Valle Crati. Le ragioni sostenute da quest’ultimo non hanno trovato fondamento alcuno. L’ordinanza del Tribunale Amministrativo dimostra, una volta di più, che quando si varcano determinati confini circondariali le decisioni assunte non possono non essere che quelle prospettate dai giudici amministrativi».
Il Tar Calabria, nell’ordinanza con la quale ha rigettato il ricorso del Consorzio Valle Crati, ha ritenuto che non sussistano i presupposti per la concessione della tutela cautelare invocata, sostenendo che anzitutto vada approfondita, nel merito, la questione della legittimazione attiva del Consorzio ricorrente, «che – si sottolinea nel provvedimento del Tar -non sembra avere una posizione differenziata, attuale e concreta rispetto al provvedimento impugnato. Inoltre il Tar ha rilevato che il contratto di concessione non sembra aver attribuito al Consorzio Valle Crati poteri amministrativi, sicché appare priva di fondamento la tesi per cui esso avrebbe dovuto essere coinvolto, in sede di conferenza di servizi, nell’esame del progetto controverso. In ogni caso – rileva ancora il provvedimento del Tar – non si scorge quali pregiudizi irreparabili l’approvazione del progetto possa portare agli interessi propri del soggetto ricorrente». Il TAR Calabria ha condannato, inoltre, il Consorzio Valle Crati, in persona del legale rappresentante pro tempore, alla rifusione, in favore del Comune di Cosenza, delle spese della fase cautelare, che liquida in 1.000,00, oltre al rimborso delle spese generali nella misura del 15%.
In risposta alla dichiarazione rese dal comune di Cosenza l’avvocato Luigi Monaco rileva come l’interpretazione fornita dall’Ente sia «assolutamente fuorviante». «Per far chiarezza il Consorzio Valle Crati impugna il primo atto di un articolato iter amministrativo urbanistico al cui esito verrebbe effettivamente cantierizzato il progetto. Ebbene si è inteso agire immediatamente censurando l’operato dell’amministrazione proprio in ragione di un illegittimo avvio di detto procedimento, capace di pregiudicare la validità di tutti i successivi atti e ciò in danno sia della collettività che della stessa impresa. Tale evidenza rimane anche all’esito del provvedimento dei giudici amministrativi che hanno ritenuto di non concedere la sospensione proprio in ragione del successivo e necessario iter procedimentale da intraprendere In altre parole non si sospende l’atto del Comune poiché lo stesso non comporta l’immediato inizio dei lavori. Permango invece tutte le censure mosse da questa difesa che, seppur non oggi, condurranno indefettibilmente all’annullamento dell’intero procedimento. Ciò che più sorprende è l’atteggiamento con il quale viene ostenta una presunta vittoria anziché , intraprender un ravvedimento operoso con il quale garantire la piena legittimità degli atti amministrativi, coinvolgenti l’Ente preposto alla gestione della rete fognaria». E’ quanto dichiara l’avvocato Monaco, rappresentante del Consorzio Valle Crati.
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