L’impatto dei dazi Usa sul settore agroalimentare, Catanzaro tra le province più esposte
Secondo l’Ufficio studi di Cia-Agricoltori Italiani, sono a rischio il 42% delle esportazioni. I dati degli altri territori calabresi

CATANZARO Nel contesto delle misure protezionistiche annunciate dall’amministrazione Trump, il settore agroalimentare italiano si trova a fronteggiare sfide significative, con ripercussioni che rischiano di compromettere l’economia di intere province. Tra le 21 province italiane maggiormente vulnerabili, figura anche Catanzaro, che potrebbe subire danni considerevoli a causa dei dazi imposti sui prodotti alimentari esportati verso gli Stati Uniti.
Secondo l’Ufficio studi di Cia-Agricoltori Italiani, i dazi Usa mettono a rischio il 42% delle esportazioni agroalimentari della provincia di Catanzaro, che spaziano da ortofrutta lavorata, marmellate e conserve di pomodoro. La cifra relativa all’export verso gli Stati Uniti, pur essendo inferiore a quella di altre province più grandi come Salerno o Milano, è comunque significativa. Catanzaro, purtroppo, non è l’unica provincia a vedere la propria economia in pericolo. Altre località, come Nuoro e Sassari, hanno una dipendenza ancora maggiore dai mercati esteri, con percentuali di esportazione verso gli Usa che arrivano a superare il 60% del totale della produzione agroalimentare.
La provincia di Catanzaro ha una lunga tradizione nell’agricoltura e nella produzione di conserve, che si riflette in una forte concentrazione di attività agricole locali. Se i dazi dovessero colpire duramente queste esportazioni, l’impatto potrebbe risultare devastante, tanto per le aziende agricole quanto per le piccole realtà produttive che dipendono in gran parte dal mercato americano. Con una riduzione delle esportazioni, si verificherebbe una contrazione del fatturato che potrebbe coinvolgere non solo le imprese, ma anche l’occupazione e l’indotto.
Le esportazioni agroalimentari italiane verso gli Stati Uniti sono un segmento cruciale per molte province del Sud Italia, e Catanzaro non fa eccezione. Il mercato statunitense è un importante punto di riferimento per i prodotti locali, soprattutto per quanto riguarda le conserve alimentari, che sono molto apprezzate per la loro qualità. Le marmellate, le conserve di pomodoro e altri prodotti tipici calabresi sono tra i più esportati, e qualsiasi barriera doganale o aumento dei dazi potrebbe compromettere la competitività di questi articoli, favorendo alternative più economiche provenienti da altri Paesi.
Le ripercussioni per le altre province calabresi
Ma quanto l’effetto dazi penalizzerà le altre province calabresi. Quelle più a rischio sono Crotone il cui export verso gli Usa è di 5 milioni 145 mila euro (16% del totale provinciale) e Vibo Valentia con 3 milioni 521 mila euro (13%). Ripercussioni anche per le province di Cosenza con 8 milioni 344 mila euro (7%) e Reggio Calabria 14 milioni 754 mila euro (6%). (f.v.)
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