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LA MISURA

Ripristinata la libertà vigilata per Pino “Bandera” Mancuso

Decisione del Tribunale di Sorveglianza di Catanzaro che ha accolto l’appello dell’avvocato Francesca Comito

Pubblicato il: 04/04/2025 – 13:31
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Ripristinata la libertà vigilata per Pino “Bandera” Mancuso

VIBO VALENTIA Ripristinala la misura della libertà vigilata applicata dal Tribunale di Sorveglianza di Bologna nei confronti di Giuseppe Mancuso (cl. ’60) noto come Pino “Bandera”. Questa la decisione del Tribunale di Sorveglianza di Catanzaro (Laura Antonini presidente) che ha accolto la tesi difensiva dell’avvocato Francesca Comito. Decisione avversa all’ordinanza del magistrato di Sorveglianza di Catanzaro del 13 dicembre 2024 che, in quella circostanza, aveva disposto l’aggravamento della misura di sicurezza della libertà vigilata in quella della Casa Lavoro per un anno.

L’appello

Secondo la tesi difensiva, infatti, l’aggravamento della misura si basava su una serie di segnalazioni effettuate dalla Stazione dei Carabinieri di Limbadi tutte afferenti all’asserita violazione del divieto di frequentazione di soggetti pregiudicati. In particolare, infatti, Giuseppe Mancuso il 4 aprile 2024 è stato rinvenuto all’interno della sua abitazione in compagnia di soggetti pregiudicati (una donna con alcuni precedenti penali); il 17 aprile 2024 si è recato presso la Stazione dei Carabinieri al fine di ottemperare all’obbligo di firma in auto accompagnato dalla stessa donna. Il 2 giugno, invece, Giuseppe Mancuso era stato rinvenuto al di fuori della sua abitazione oltre l’orario consentito – alle 21:30 – seduto sul marciapiede di fronte la sua abitazione in compagnia di un altro soggetto mentre il 27 agosto dello stesso anno è stato visto entrare all’interno di un bar dove, poco prima, era presente un altro pregiudicato per associazione mafiosa.

La nuova misura

Acquisti i fatti, secondo il giudice di Sorveglianza, Giuseppe Mancuso «dal mese di agosto 2024 al mese di dicembre 2024, non ha mai più violato le prescrizioni impartite dall’A.G. (…) nonostante i serrati controlli anche notturni delle forze dell’ordine». Inoltre, ad avviso del Collegio, «sebbene le violazioni siano indubbiamente sussistenti, non vi erano i presupposti per ritenere la pericolosità sociale del Mancuso aumentata e, conseguentemente, per sostituire la misura di sicurezza della libertà vigilata con quella della Casa Lavoro». Per queste ragioni l’appello dell’avvocato Comito è stato accolto, disponendo la nuova misura nei confronti di Giuseppe Mancuso. (Gi.Cu.)

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