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curare è prendersi cura

«Serve un’operazione verità che racconti la Calabria positiva che funziona»

Turismo, sviluppo ed eccellenze agroalimentari: il riscatto della Calabria nelle parole degli assessori regionali Rosario Varì, Gianluca Gallo e Giovanni Calabrese

Pubblicato il: 06/06/2025 – 18:06
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«Serve un’operazione verità che racconti la Calabria positiva che funziona»

PIZZO Denunciare i problemi, ma anche raccontare la Calabria positiva che esiste e cresce in sviluppo, sanità e turismo. È questo il concetto emerso dal secondo panel di “Curare è prendersi cura”, l’iniziativa organizzata dal gruppo Corriere della Calabria a Pizzo, a cui hanno preso parte gli assessori regionali Gianluca Gallo, Giovanni Calabrese e Rosario Varì. Dalla sanità al turismo, passando per ambiente e lavoro: dalla Regione rivendicano un cambio di narrazione che non nega l’esistenza delle criticità calabresi, ma esalta quelli che sono gli aspetti positivi di una regione in costante crescita.

«Un’operazione verità» sulla Calabria

«C’è una Calabria positiva che lavora, produce e si spende per questo territorio» ha detto l’assessore regionale allo sviluppo economico Rosario Varì. «Serve un’operazione verità in cui bisogna raccontare le problematiche, ma anche le opportunità che esistono su questo territorio. Il governo regionale sta lavorando in maniera sinergica e unitaria per garantire un futuro roseo alla Calabria. Lo stiamo facendo attraverso una narrazione diversa rispetto a prima. Andiamo in giro a raccontare in Italia e nel mondo quello che la Calabria può offrire: la straordinaria bellezza del territorio, la ricchezza culturale, paesaggistica e la capacità di creazione di competenze. Ciò che mi lascia perplesso è lo stupore di chi ascolta, abituato a un’immagine della Calabria diversa. Nessuno – ha aggiunto – deve raccontare una verità parziale, si possono certamente denunciare i problemi, ma va offerta una visione concreta di quello che il territorio offre. Perché non si dice che la Calabria cresce come export da tredici trimestri consecutivi e che siamo l’unica regione a farlo? Le notizie belle passano sottotraccia, altrimenti questa regione viene vista nel modo giusto: come una regione che cresce, incuriosisce e attrae».

Turismo di qualità e sviluppo

Un cambio di passo anche nel turismo, con la Calabria che sta diventando una meta ambita in tutta il mondo. Ma per mantenere un «turismo di qualità», occorre «tutelare il mare e l’ambiente», come ha spiegato l’assessore regionale alle politiche del lavoro con deleghe a turismo e ambiente Giovanni Calabrese: «Stiamo lavorando tanto su questo e dobbiamo continuare su questo percorso. Per quest’anno abbiamo verificato la qualità delle acque e investito tantissimi soldi sui nostri depuratori che fino a qualche anno fa erano abbandonati completamente. Oggi c’è un’attenzione diversa, un modo diverso di spendere le risorse e progetti seri su cui investirli. Il turismo rappresenta un segmento fondamentale di sviluppo. Noi auspichiamo che il modello Pizzo e il modello Tropea possa essere esportato a tutta la Calabria, una regione ricca dal punto di vista del patrimonio storico e archeologico, una terra incontaminata con parchi bellissimi e per questo stiamo investendo anche sulla Ciclovia». Se il turismo porta sviluppo, lo sviluppo porta occupazione: «Il lavoro è finalmente al centro della politica regionale. Stiamo investendo su un piano d’occupazione e risolviamo problemi come lo è stata la vertenza Abramo, dove abbiamo salvato mille posti di lavoro che in una regione come la nostra sono importantissimi».

La prevenzione a tavola: la riscoperta della dieta mediterranea

Oltre al patrimonio paesaggistico e naturalistico, ci sono le eccellenze agroalimentari. Un ambito che è strettamente legato anche alla sanità, come ha spiegato l’assessore all’agricoltura Gianluca Gallo. «La prevenzione si fa anche a tavola. Una regione con un sistema sanitario deficitario ha bisogno anche di questo per prevenire malattie, molte delle quali iniziano attraverso cattive abitudini. La Calabria è la seconda regione d’Italia per tasso di obesità e questo è un dato che deve far riflettere, dobbiamo cercare di preservare i giovani da abitudini che sono deleterie dal punto di vista alimentare». In passato era una regione conosciuta, al contrario, per la longevità dovuta alle corrette abitudini alimentari. «Basti pensare alla dieta mediterranea, un pezzo di storia certificato dagli studiosi che ha dato il via libera al riconoscimento da parte dell’Unesco. Ma quando è stata riconosciuta la comunità emblematica della dieta mediterranea noi siamo stati esclusi». Un vulnus che la Regione Calabria sta ora cercando di recuperare: «Abbiamo chiesto delle relazioni a studiosi universitari per presentare una proposta al ministero delle politiche agricole e inserire la Calabria nelle comunità emblematiche». (redazione@corrierecal.it)

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