Il futuro incerto degli asili nido comunali di Cosenza: genitori in allarme
A luglio inoltrato non si sa ancora nulla su iscrizioni, orari e gestione per il 2025-2026. Avviata una raccolta firme per difendere un servizio fondamentale per l’infanzia e le famiglie

COSENZA A Cosenza cresce l’allarme tra le famiglie con figli iscritti agli asili nido comunali di via Livatino e via Misasi. All’inizio di luglio, ancora non sono stati pubblicati o bandi per le nuove iscrizioni all’anno educativo 2025-2026, né sono arrivate comunicazioni ufficiali da parte dell’amministrazione circa l’organizzazione del servizio. Una situazione di incertezza che sta generando malumori e apprensione tra i genitori.
In un documento circolato nei giorni scorsi, le famiglie (ben 56) hanno rivolto un appello diretto al Comune, sottolineando l’importanza cruciale del nido non solo come primo ambiente educativo per i bambini, ma anche come servizio di supporto alle famiglie. «Perché non valorizzare un servizio che funziona?» si domandano, ricordando anche le difficoltà affrontate dal personale educativo, spesso precario nonostante il ruolo fondamentale che ricopre.
Nel frattempo, si moltiplicano le adesioni a una raccolta firme lanciata per chiedere certezze e risposte concrete. Al centro delle preoccupazioni c’è anche l’ipotesi, non ancora confermata ufficialmente, che il servizio venga ridotto all’orario antimeridiano, con chiusura alle 14 anziché alle 18, per presunte carenze di iscritti. Una motivazione che i genitori contestano duramente: secondo alcune educatrici, sarebbero almeno una trentina i bambini frequentanti a tempo pieno. «Anche se fossero solo cinque – sottolinea una mamma al Corriere della Calabria – il servizio va garantito comunque».
Un altro nodo è rappresentato dalla gestione dell’appalto. I nidi comunali, affidati in gestione alla società Adiss Srl, ogni anno sembrano scontrarsi con problemi legati al finanziamento e alla pianificazione. Lo scorso anno, ad esempio, il bando prevedeva un’apertura il primo settembre, ma gli asili hanno effettivamente iniziato solo diversi giorni dopo, con conseguenti disagi per le famiglie.
Il sindacato Usb, che ha incontrato recentemente le educatrici, ha lanciato un duro attacco. Stefano Catanzariti, rappresentante del sindacato, attraverso i suoi canali social ha denunciato l’assenza di ascolto da parte del Comune, che avrebbe deciso di procedere con un nuovo bando ignorando le istanze di operatori, famiglie e rappresentanze sindacali. Secondo Catanzariti si registra un ritardo che si ripete puntualmente ogni anno, segno di un welfare locale sempre più fragile e trascurato. Il rischio ora è che, di fronte a questa incertezza e all’assenza di una programmazione chiara, venga meno uno degli ultimi presìdi di welfare destinati alla prima infanzia. Un patrimonio educativo e sociale che molte famiglie cosentine chiedono a gran voce di salvaguardare. (fra.vel.)
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