Il Consiglio regionale ai titoli di coda. Una legislatura tra sprint e frenate
Oggi la seduta di “congedo” per le dimissioni di Occhiuto. Si prevede un dibattito serrato. Ecco alcuni dati dell’attività dell’assemblea

LAMEZIA TERME I titoli di coda. Oggi l’ultimo atto del Consiglio regionale della 12esima legislatura, quella aperta dalle elezioni degli inizi di ottobre 2021 vinte dal centrodestra di Roberto Occhiuto. Il “rompete le righe” sarà sancito al termine di una seduta che ha tre punti all’ordine del giorno; due atti “dovuti” – l’approvazione del bilancio consolidato del Consiglio regionale e l’assestamento del bilancio di palazzo Campanella – e poi la presa d’atto delle dimissioni dello stesso Occhiuto. Sarà ovviamente quest’ultimo punto il “clou” dell’odierna assemblea: un passaggio politico comunque delicato, sia perché potrebbe anche uscire una parola di definitiva chiarezza sulla data del voto – resta privilegiata l’ipotesi del 12 e 13 ottobre – sia perché l’opposizione di centrosinistra verosimilmente andrà all’attacco, anche se anche tra i consiglieri regionali di maggioranza non mancherebbero “mugugni” per la fine anticipata della legislatura. Chi vorrà intervenire in aula oggi potrà farlo per massimo 5 minuti, al termine del dibattito il presidente del Consiglio regionale Filippo Mancuso “congederà” tutti e di fatto aprirà la campagna elettorale. Oltre che anche una riflessione su questa legislatura, sulla scorta dei numeri che tracciano un bilancio fatto di alti ma anche di bassi. Con una prima fase sprint e una seconda fase, iniziata con il “tagliando” di metà legislatura, molto più frenata, per motivi fisiologici ma anche politici, determinati da qualche fibrillazione nel campo della maggioranza di centrodestra (si ricorda in particolare il “braccio di ferro” tra la Forza Italia di Roberto Occhiuto e la Lega sul tema dell’autonomia differenziata).
Il bilancio
In termini generali, comunque, a parte qualche schermaglia, la maggioranza in questa legislatura si è mostrata granitica, non registrando alcuna defezione in favore del campo del centrosinistra, anzi di fatto acquisendo dall’opposizione, sia pure in modo informale, più di un sostegno, e registrando giusto qualche passaggio per “linee interne” sia pure significativo, come l’addio di Katya Gentile a Forza Italia per l’ingresso nella Lega. Momenti di vera difficoltà per il centrodestra non ce ne sono stati, a parte le tensioni legate alla riforma dei Consorzi di Bonifica, sulla quale Occhiuto aveva minacciato le dimissioni. Sul piano della produttività, questa legislatura non è comparabile più di tanto a quelle precedenti, soprattutto alla penultima, finita anche questo anticipatamente per la prematura scomparsa della presidente Jole Santelli e per l’esplosione dell’emergenza Covid 19. Comunque, molto intensi soprattutto i primi tre anni di legislatura. Nel complesso sono state 55 le sedute di Consiglio regionale (ci sarà poi da aggiungere questa odierna del congedo): il “picco” nel 2022, con 16 sedute, una in più di quelle del 2023, “frenata” invece nel 2025 con 5 sedute. Sul piano normativo, in questi quattro anni circa il Consiglio regionale ha approvato 203 leggi: il “picco” nel 2023 (63, rispetto alle 55 leggi del 2022) e una “frenata” nel 2024 (con 43 leggi) in parte compensata quest’anno. (a. c.)
Il Corriere della Calabria è anche su WhatsApp. Basta cliccare qui per iscriverti al canale ed essere sempre aggiornato