“Ponti del Sud”, Palmi al centro della diplomazia internazionale
Per la prima volta in Calabria, 17 Consoli Onorari si riuniscono per il dialogo e la pace. Dal confronto una proposta innovativa

PALMI Ponte del Sud, Cuore del Mediterraneo, Capitale della diplomazia. Qualsiasi definizione si voglia dare, Palmi, in provincia di Reggio Calabria, oggi è stata sede di un evento a suo modo storico. Per la prima volta in Calabria, infatti, 17 Consoli Onorari provenienti da tutta Italia si sono incontrati con le autorità civili, religiose e con i rappresentanti delle istituzioni per discutere sul sempre più necessario dialogo tra i popoli e sulla costruzione della pace, in un periodo caratterizzato da crisi geopolitiche su più fronti, da quello mediorientale a quello russo-ucraino. L’appuntamento, denominato “Ponti del Sud” è stato promosso dal Consolato Onorario del Marocco in Calabria, dalla Fondazione Cre Calabria Roma Europa, in collaborazione con il Comune di Palmi e con il sostegno editoriale della Gazzetta Diplomatica.
Dialogo, cultura e incontro. Con una novità in arrivo
Il Console del Paese Nordafricano, Domenico Naccari, ha spiegato l’importanza dell’iniziativa di oggi: «È una giornata molto importante – dichiara a margine dell’evento – perché è la prima giornata della diplomazia calabrese, dove tutti i consoli della Calabria, della Sicilia e più in generale del sud Italia si riuniscono per parlare di diplomazia decentrata, cioè la diplomazia che viene fatta sui territori. Nel mondo – evidenzia – proliferano i conflitti ed è importante dunque che si ritorni al dialogo, come in questo caso, dove i consoli che rappresentano vari Stati del mondo dialogano per costruire ponti di pace. Abbiamo chiamato il convegno “Ponti del Sud” proprio per questo, perché in questo caso il sud diventa baricentrico nel Mediterraneo e stiamo cercando di costruire un futuro migliore, un futuro di dialogo, un futuro di cultura, di incontro e non di scontro». Con una novità illustrata durante l’occasione: «Da questo confronto – aggiunge Naccari – è nata la proposta di creare il Corpo consolare calabrese, già esistente in alcune regioni come la Sicilia, ma che in Calabria non era mai stato costituito: si tratta di un gruppo di consoli che darà molto prestigio e lustro alla Calabria e avrà un ruolo importante a livello nazionale e internazionale».


«L’unica arma da mettere in campo è il dialogo»
Sulla giornata di oggi si sono espressi con soddisfazione il sindaco di Palmi, Giuseppe Ranuccio, e il sindaco di Gioia Tauro – sede del consolato del Marocco -, Simona Scarcella: «L’unica vera arma, per restare in tema, che dobbiamo mettere in campo – spiega Ranuccio – è il dialogo, la mediazione culturale, per far capire che non è più tempo per le guerre e che dobbiamo parlarci tutti, perché la stabilità geopolitica garantisce ritorni anche sotto il profilo economico. Quale miglior posto per parlare di pace – prosegue – se non una sala consiliare intitolata al nostro illustre concittadino Domenico Cardone, che è stato candidato al Nobel per la pace, sperando che da Palmi possa realmente partire un messaggio di pace che possa parlare ai cuori e alle menti dei potenti della terra». Impegno per il dialogo che parte anche da Gioia Tauro, come sottolinea Scarcella: «Stiamo lavorando per creare i rapporti di condivisione, di culture, di attività commerciali, di crescita, di sviluppo, ma anche di dialogo internazionale. L’abbiamo fatto aprendo la sede del Consolato Onorario del Marocco e oggi è una bellissima giornata perché ci ritroviamo qui a parlare di un corpo consolare che prende forma per la prima volta in Calabria, una giornata che segna una vittoria della Calabria unita».
L’impegno della Regione
Dialogo e stabilità che sono da sempre temi a cuore della Giunta Regionale, come sottolinea a margine dell’evento Filippo Pietropaolo, vicepresidente della Regione Calabria: «Prima in sala ho fatto riferimento a un’iniziativa che abbiamo portato avanti col presidente Occhiuto nell’ambito della Conferenza delle regioni periferiche e marittime, organismo collaterale alla Commissione Europea e che riunisce 150 regioni d’Europa. All’interno della conferenza – spiega – c’è una Commissione detta “Intermediterranea” che è presieduta dallo stesso Occhiuto, attraverso la quale abbiamo lanciato l’idea di realizzare una macro-regione del Mediterraneo, cioè un’istituzione che aggreghi diverse regioni d’Europa e anche del Nord Africa che hanno tematiche comuni da affrontare. La nostra aspirazione – aggiunge – è fare in modo che questa aggregazione riesca a portare all’attenzione della Commissione Europea le comuni problematiche e la rete dei Consoli Onorari presente oggi, in questo, può essere molto di supporto».
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