Skip to main content

Ultimo aggiornamento alle 13:38
Corriere della Calabria - Home

I nostri canali


Si legge in: 6 minuti
Cambia colore:
 

Scienza e coscienza

Algoretica e umanità. Padre Benanti ed Elias, due storie per il futuro della Mediterranea – FOTO

Nell’Aula Magna gremita Padre Benanti invita a governare l’intelligenza artificiale mentre Elias, fuggito dalla guerra in Sud Sudan, testimonia la forza dello studio

Pubblicato il: 11/11/2025 – 13:43
di Paola Suraci
00:00
00:00
Ascolta la versione audio dell'articolo
Algoretica e umanità. Padre Benanti ed Elias, due storie per il futuro della Mediterranea – FOTO

REGGIO CALABRIA «Non è semplice trovare le parole adeguate per esprimere la mia profonda e sincera gratitudine per l’onore che mi è stato conferito con questo dottorato. Per me è un privilegio ricevere un riconoscimento di tale prestigio da un’istituzione così autorevole, un riconoscimento che desidero leggere anzitutto come un tributo al valore dell’etica nella stagione delle intelligenze artificiali. Ringrazio sinceramente l’Università per la fiducia e la stima dimostrate, così come tutti i colleghi e le persone che hanno condiviso con me questo percorso: la loro collaborazione e il loro sostegno sono stati fondamentali. Questo riconoscimento mi ispira a rinnovare con convinzione la mia dedizione e il mio impegno, mantenendo vivo lo spirito di ricerca e di indagine che mi ha accompagnato fino ad oggi. Grazie di cuore per questa straordinaria opportunità».
Con queste parole, pronunciate con tono pacato ma fermo, Padre Paolo Benanti ha inaugurato l’Anno Accademico 2025/2026 dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, durante la cerimonia svoltasi nell’Aula Magna “A. Quistelli”, gremita di studenti, docenti, rettori giunti da altre sedi e rappresentanti istituzionali. Benanti, teologo francescano, bioeticista e consulente del Vaticano e del Governo italiano sui temi dell’intelligenza artificiale e dell’etica della tecnologia, ha ricevuto il dottorato di ricerca Honoris Causa in Diritto ed Economia, un riconoscimento fortemente voluto dal rettore Giuseppe Zimbalatti, che ha scelto di far coincidere il conferimento con l’apertura ufficiale dell’anno accademico, legando così la riflessione sul digitale al ruolo educativo dell’Università. L’inaugurazione dell’Anno Accademico è, per la Mediterranea, uno dei momenti più significativi della vita istituzionale: è l’occasione in cui l’Ateneo si racconta e si proietta verso il futuro. Come da tradizione, la cerimonia si è aperta con il corteo accademico, simbolo della continuità della comunità scientifica.
A seguire, gli interventi del rettore Zimbalatti, e poi la presidente del Consiglio degli studenti Isabella Scardino, Elias Ashiek, studente in Scienze e tecnologie granarie ed Ester D’Urzo, funzionario amministrativo che hanno delineato priorità, sfide e nuove prospettive dell’anno che si apre.

La storia di Elias

«Mi chiamo Elias e vengo dal Sud del Sudan, dove sono nato e cresciuto fino a quando la guerra non ha cambiato tutto. All’età di sette anni sono stato costretto a fuggire da casa a causa della guerra civile. Ho lasciato i miei genitori e intrapreso una vita di incertezze che mi ha portato in un campo profughi in Kenya. La vita lì era difficile, oltre ogni immaginazione. Sono stato adottato da cinque famiglie diverse, ma ho subito maltrattamenti, torture e abusi; spesso mi veniva negato il cibo per non aver svolto i miei compiti, come portare l’acqua. Nonostante tutto il dolore, non mi sono mai arreso. Ho venduto acqua fresca e, a volte, pane bagnato. Ho imparato a riparare le scarpe e a cavarmela con ciò che avevo. Non avrei mai immaginato di poter studiare fino a conseguire una laurea magistrale fuori dall’Africa. Se mi aveste detto che ce l’avrei fatta, forse non ci avrei creduto nemmeno io. Ma ci sono riuscito, grazie alla mia determinazione e all’accoglienza dell’Università Mediterranea, che ha avuto un impatto profondo sulla mia vita. Qui ho potuto acquisire conoscenze avanzate in agricoltura e fare un’esperienza preziosa nella ricerca, aprendo nuove prospettive per il mio futuro».

La Laudatio e la Lectio magistrali

Dopo la laudatio accademica del professore Massimiliano Ferrara, che ha ripercorso il contributo di Benanti al dibattito internazionale su tecnologia e società, e le motivazioni del prof. Finocchiaro Castro, il nuovo Doctor Honoris Causa ha richiamato l’attenzione, nella sua Lectio magistrali “L’Algoretica per la crescita sociale” sulla necessità di governare il cambiamento digitale con responsabilità: «Siamo chiamati a decidere non soltanto che cosa siamo in grado di costruire, ma che cosa vogliamo diventare. La tecnologia non è neutrale: chiede visione, discernimento e cura delle relazioni ed etica».
Spiega padre Paolo: «Dobbiamo riconoscere che le tecnologie digitali sono diventate forze potenti e spesso invisibili, capaci di influenzare profondamente la nostra realtà. Dopo vent’anni di digitalizzazione, ciò che conta non è più ciò che i loro creatori immaginavano, ma ciò che queste tecnologie fanno concretamente e come plasmano nuovi rapporti di potere. La tecnologia non è neutrale: esprime visioni del mondo e produce effetti reali sulle nostre vite. Stiamo vivendo una trasformazione radicale: dagli oggetti materiali e stabili del passato, siamo passati a oggetti definiti dal software, flessibili e mutevoli, capaci di adattarsi e modificarsi attraverso l’intelligenza artificiale. La realtà stessa che abitiamo è diventata programmabile. Questo cambiamento ci chiama a una responsabilità etica più consapevole, perché a essere “progettati” oggi non sono solo gli strumenti, ma le condizioni stesse della nostra convivenza umana».

La crescita dell’ateneo

Nel suo intervento, il rettore Giuseppe Zimbalatti ha ribadito la missione civile dell’Ateneo:
«L’Università non è soltanto un luogo di formazione tecnica, ma una comunità che educa alla cittadinanza, all’etica e alla responsabilità. L’uomo deve rimanere il centro di ogni processo di sviluppo».
Poi cita i dati: «Quest’anno gli immatricolati ai corsi di laurea magistrale superano i 1.600, con un aumento del 25% rispetto allo scorso anno e del 26% rispetto a due anni fa.
Oltre il 60% degli studenti proviene da fuori provincia, dato che testimonia l’attrattività crescente dell’Università Mediterranea. A ciò si aggiunge l’aumento degli iscritti a master, scuole di specializzazione e alta formazione, che porta oggi la nostra comunità studentesca a superare le 7.000 unità. Nel più recente rapporto Censis l’Università Mediterranea si colloca al sesto posto nazionale tra i piccoli Atenei, raggiungendo il primo posto nella categoria “qualità dei corsi di studio”.
Il 93% dei laureati si dichiara soddisfatto del proprio percorso, mentre il tasso di occupazione dei laureati magistrali si attesta all’84,3%. Questi dati- specifica Zimbalatti – non sono soltanto numeri: sono il riflesso del lavoro quotidiano di una comunità accademica che mette al centro la qualità della formazione, la ricerca e la relazione educativa. L’Università Mediterranea è una realtà raccolta nelle dimensioni ma ricchissima nelle relazioni.
E oggi, riflettendo sull’intelligenza artificiale, non intendiamo parlare solo di tecnologia, ma del modo in cui interpretiamo il presente e costruiamo il futuro.
L’università ha il compito di accompagnare la società in questa transizione, non restando spettatrice, protagonista consapevole».

Occhiuto: «La Calabria è un luogo capace di offrire prospettive concrete»

A chiudere la cerimonia l’intervento del presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto: «Uno dei principali ritardi che il nostro Paese sta vivendo è proprio un ritardo di visione, che credo la Calabria possa rendere più evidente attraverso buone pratiche da sviluppare insieme al sistema universitario. Spesso ci lamentiamo, come ha ricordato il magnifico rettore Zimbalatti, dell’inverno demografico e dello spopolamento dei nostri borghi e delle nostre regioni. Per arginare questo fenomeno, è necessario creare politiche che offrano opportunità ai giovani, per consentire loro di restare, di investire e di sviluppare nuove imprese e start-up sul territorio. Questo percorso richiede anni, ma intanto possiamo iniziare ad attrarre flussi demografici mostrando che la Calabria è un luogo capace di offrire prospettive concrete».
L’Anno Accademico 2025/2026 si apre dunque con una direzione chiara: formare competenze, promuovere pensiero critico e costruire futuro con responsabilità.

Argomenti
Categorie collegate

x

x