L’area turistica di Vibo Marina, un sogno da 27 milioni che rischia di non realizzarsi
A rischio l’investimento milionario dell’imprenditore Francesco Cascasi. L’appello alla politica locale e regionale: «Così perdiamo un’occasione storica»

VIBO MARINA Potrebbe avere un nuovo volto Vibo Marina, passando dall’essere il «buco nero» della Costa degli Dei a traino del turismo sul livello delle vicine Tropea e Pizzo. Potrebbe, però, ed il condizionale è d’obbligo in questo caso: perché per una volta non mancano gli investitori, non mancano i soldi o progetti ambiziosi, ma tutto rischia di arenarsi per la burocrazia e l’inerzia politica che non riesce ad agevolare la nuova vita turistica di Vibo Marina, nonostante questa “trasformazione” sia stata più volte invocata dal sindaco Enzo Romeo, che della delocalizzazione dei depositi costieri ne ha fatto una colonna della sua amministrazione. Ed è alla politica, locale e regionale, che si appella Franco Cascasi, imprenditore alla guida del gruppo che sta portando avanti un progetto da 27 milioni di euro per rivalutare il porto di Vibo Marina e l’area industriale di Porto Salvo. «Stiamo perdendo molto tempo e siamo indietro nell’iter delle autorizzazioni»



Il progetto: un nuovo approdo, hotel e ristoranti
Un ambizioso progetto che prevede la realizzazione, nell’area antistante il lungomare, del Marina Resort, un nuovo approdo turistico da 14 milioni di euro ma in questo momento «in preda ad un lento iter burocratico» e in attesa delle autorizzazioni definite da Autorità Portuale e Comune di Vibo. È già pronto, invece, il cantiere nautico di Porto Salvo, tra i più innovativi del meridione e con strumenti che rappresentano un unicum in tutto il Sud. Altri 9 milioni sono destinati alla riqualificazione di tre strutture ricettive: il nuovo Hotel Miramare, situato sul lungomare, già ultimato e prossimo all’apertura, l’Hotel TLF che prenderà il posto di una struttura fatiscente e verrà inaugurato nel 2027 e, infine, la nuova Rada. Ma il progetto prevede anche la riqualificazione di tutta l’area del lungomare, con nuovi affacci, una club house, nuovi locali. Per un totale di quasi 100 posti di nuovo lavoro più l’indotto che si andrebbe a creare, rendendo Vibo Marina attrattiva a livello turistico e imprenditoriale. «Il progetto è nato 25 anni fa per sfruttare le potenzialità di quest’area che potrebbe essere fonte e ricchezza di questo territorio, mentre oggi è abbandonata».


L’allarme sui depositi costieri
La Rada, già in funzione, “convive” a fatica con i vicini depositi costieri, la principale criticità che potrebbe bloccare l’intero progetto. La concessione alla Meridionale Petroli dei depositi costieri scade quest’anno, ma nonostante i tentativi dell’amministrazione Romeo per delocalizzarli a favore dello sviluppo turistico, la concessione – come spiega Cascasi – è in procinto di essere rinnovata per altri 20 anni. «Il nostro progetto così rischia di bloccarsi» ha detto l’imprenditore in una conferenza stampa convocata stamattina. «Siamo molto preoccupati perché l’eventuale affidamento per altri 20 anni sarebbe incompatibile con il nostro progetto e porterebbe nuovamente ad una condizione di blocco dello sviluppo». C’è anche un problema sicurezza, come fa notare Cascasi, dal momento in cui è stato anche vietato l’affollamento nell’area intorno ai depositi costieri. L’imprenditore critica l’approccio politico e sottolinea come i tentativi dell’amministrazione di Romeo, tra cui la delibera approvata in Consiglio comunale, siano fin qui rimaste solo parole: «Finora tutto questo è rimasto solo sulla carta, non c’è stato nulla di concreto. Siamo molto preoccupati per la riuscita dei nostri investimenti, ci troviamo di fronte a tutte queste problematiche. Mi viene il dubbio di essere l’unico a volere davvero lo sviluppo turistico».


L’area degradata di Portosalvo
Non solo depositi costieri, ma anche infrastrutture: strade dissestate, problemi idrici, di luce, un’area industriale – quella di Porto Salvo – degradata. «E’ veramente difficile fare l’imprenditore qui» si sfoga Cascasi. «L’area industriale è completamente abbandonata da anni: manca l’acqua, manca la luce, mancano le strade. Ci siamo rivolti più volte alle istituzioni o alla politica, non è cambiato mai nulla». L’esempio è lampante: per trasportare una nave dal cantiere nautico al mare l’impresa ha dovuto farsi carico di rendere a norma la strada, stretta e degradata, pulendo autonomamente la carreggiata e anche controllare la stabilità di un ponte durante il trasporto. «Oggi siamo il fanalino di coda a livello nazionale, manca una strada di collegamento tra l’area industriale e il porto. Una questione su cui lotto dal 2006 con diverse amministrazioni». Cascasi individua altri due problemi: l’approvazione del Piano spiaggia, che manca da 2014 e «potrebbe rappresentare una svolta», e l’atavica questione del quartiere Pennello. Due ulteriori ostacoli per lo sviluppo turistico di Vibo Marina. Francesco Cascasi lancia dunque un appello alla politica locale e regionale: «Senza i decisivi interventi politici il rischio è di perdere un’occasione storica».
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