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Maxi sequestro da 40 milioni: colpito il patrimonio di Lanzafame

L’uomo contiguo ai clan Santapaola-Ercolano e Cappello-Bonaccorsi. Sigilli tra Italia e Romania

Pubblicato il: 12/12/2025 – 7:56
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Maxi sequestro da 40 milioni: colpito il patrimonio di Lanzafame

CATANIA Nel quadro delle attività coordinate da questa Procura Distrettuale della Repubblica a contrasto della criminalità organizzata, rivolte all’aggressione dei patrimoni illecitamente accumulati dai sodalizi di stampo mafioso sia in Italia che all’estero, i Finanzieri del Comando Provinciale di Catania hanno dato esecuzione, con il supporto del Comando Provinciale di Gorizia e, previo coinvolgimento dell’Agenzia dell’Unione Europea per la cooperazione giudiziaria penale (Eurojust), in collaborazione con l’Autorità Giudiziaria rumena, al provvedimento con cui il Tribunale di Catania – Sezione Misure di Prevenzione ha disposto il sequestro in materia di prevenzione antimafia del patrimonio riconducibile a Fabio Lanzafame (classe ’72), già collaboratore di giustizia, risultato su base indiziaria contiguo sia alla famiglia mafiosa Santapaola-Ercolano che al clan Cappello-Bonaccorsi.
Il provvedimento di prevenzione ha colpito attività economiche, beni mobili e immobili, conti correnti, somme in contanti, riconducibili a Lanzafame, anche per interposta persona, situati in Italia, nelle province di Catania, Siracusa e Gorizia, e in Romania, nelle città di Bucarest e Pitesti, del valore complessivo di oltre 40 milioni di curo.
L’attività si pone a completamento delle investigazioni svolte dai finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-finanziaria di Catania nell’ambito delle operazioni convenzionalmente denominate “Revolutione Bet” e “Crypto” che hanno consentito, unitamente ad altre evidenze giudiziarie, di inquadrare Fabio Lanzafame come «soggetto socialmente pericoloso» e pertanto di valutarne l’applicazione delle misure di prevenzione patrimoniali previste dal Testo Unico Antimafia (d.lgs. n. 159/2011). In primo luogo, Lanzafame, ferma restando la presunzione d’innocenza dell’indagato valevole ora fino alla condanna definitiva, è stato condannato nel 2020 e nel 2022 alla pena complessiva della reclusione di circa 7 anni per il suo ruolo di organizzatore di un’associazione a delinquere dedita alla commissione di plurimi delitti di esercizio abusivo di attività di gioco e scommesse, truffa aggravata ai danni dello Stato, trasferimento fraudolento di valori, autoriciclaggio e riciclaggio dei proventi illecitamente accumulati, con l’aggravante di aver agevolato il gruppo Placenti del quartiere etneo di Lineri, articolazione della famiglia mafiosa Santapaola-Ercolano, e il clan Cappello-Bonaccorsi nell’infiltrazione occulta di Cosa Nostra catanese e del sodalizio mafioso dei Cappelloti nel mercato illegale dei giochi e scommesse a distanza, nella diffusione in agenzie di scommesse e Centri trasmissioni dati (Ctd) ubicati nel territorio siciliano dei suddetti prodotti di giochi illegali in modo occulto e in parallelo a quelli legali con il controllo delle attività economiche.
Le sentenze hanno inoltre richiamato il concorso esterno di Lanzafame in entrambe le citate associazioni mafiose (Santapaola-Ercolano e Cappello-Bonaccorsi) perché, pur non essendo stabilmente inserito in tali sodalizi, è risultato che il predetto abbia assicurato un contributo sistematico alla realizzazione di alcune attività illecite del clan, ideando e fornendo l’apparato tecnico ed informatico necessario per la realizzazione del complesso sistema di reti telematiche necessarie per organizzare e gestire il settore delle «scommesse online, mettendo altresì a disposizione dei clan i suoi collaboratori per garantire il funzionamento dell’architettura e riconoscendo alle compagini mafiose una significativa percentuale sugli introiti connessi alle giocate». In altri termini, la figura di Lanzafame avrebbe favorito gli interessi delle predette organizzazioni criminali di stampo mafioso, creando le condizioni per il loro ingresso nel settore del “gandng online”, anche attraverso l’acquisizione di licenze ed autorizzazioni, necessarie all’apertura ed alla gestione di sale scommesse ed attività commerciali, nelle province di Catania e Siracusa e in altre località del territorio siculo. In aggiunta, le più recenti evidenze acquisite dalle Fiamme Gialle nell’ambito di indagini coordinate da questo Ufficio avrebbero permesso di far emergere condotte volte al riciclaggio, anche mediante la trasformazione di una grande quantità di denaro liquido in cripto-valute e l’intestazione fittizia a terzi di propri beni e attività economiche, poste in essere da Lanzafame con il concorso di diverse persone a lui vicine, per mascherare l’entità del patrimonio a lui riconducibile, frutto di attività illegali, in modo da evitare o ridurre il rischio di possibili sequestri.

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