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la sanità del futuro

«Nell’emergenza urgenza importanti passi avanti: già ridotti di 6 minuti i tempi di risposta»

Il direttore del Dipartimento regionale, Borselli: «Da fare c’è ancora tanto, soprattutto per il personale, ma siamo passati da 30 a 24 minuti. Entro fine anno la gara per l’elisoccorso»

Pubblicato il: 12/12/2025 – 16:53
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«Nell’emergenza urgenza importanti passi avanti: già ridotti di 6 minuti i tempi di risposta»

CATANZARO «Bisogna lavorare ancora molto, però sono stati fatti passi importanti». Lo ha detto Riccardo Borselli, direttore del Dipartimento Emergenza Urgenza della Regione, intervenendo in Cittadella all’evento per i 30 anni dalla nascita del 118 in Calabria. Borselli ha fatto il punto della situazione, con riferimento ai capitoli più spinosi di un settore particolarmente delicato della sanità calabrese, partendo da una premessa. «Possiamo individuare tre fasi fondamentali: la prima – ha esordito Borselli – dal 1995 al 2010-2011; la seconda dal 2011 al 2023, caratterizzata dall’attuazione del decreto 94; e l’ultima, avviata con il decreto 198, che ha di fatto riscritto completamente l’organizzazione dell’emergenza 118 in Calabria. Tanto è stato fatto. Abbiamo reingegnerizzato l’intero sistema del 118 in tempi brevissimi: il decreto è del luglio 2023 e il Numero Unico di Emergenza 112 è stato attivato il 5 dicembre dello stesso anno, in tempi estremamente rapidi, ed è già un risultato molto significativo. Abbiamo lavorato in collaborazione con una grande Regione italiana, la Lombardia, che ci ha affiancato nel percorso. Nel frattempo – ha proseguito il dirigente – sono state effettuate nuove assunzioni: oggi abbiamo circa 200 autisti e 200 infermieri, numeri che non si vedevano dai primi anni di vita del 118».

Il capitolo personale

Il capitolo personale, con riferimento alle polemiche legate alla presunta eccessiva demedicalizzazione delle ambulanze: «Nessuno – ha specificato Borselli – vuole demedicalizzare il servizio 118, né in Calabria né nelle altre regioni. Il problema principale, a mio avviso, è la scarsa attrattività del settore dell’emergenza, che riguarda sia il 118 sia i pronto soccorso. Se non diventiamo attrattivi — dal punto di vista economico e non solo — i medici non scelgono questi servizi, che comportano un lavoro particolarmente impegnativo. Abbiamo bandito concorsi e cercato medici convenzionati, ma attualmente i pochi medici rimasti sono concentrati nella provincia di Cosenza. Durante il Covid avevamo 180 medici; oggi ne abbiamo 46, tutti vicini all’età pensionabile. Non c’è ricambio. Bisogna intervenire in modo strutturale. Solo così – ha proseguito il direttore del Dipartimento Emergenza Urgenza della Regione – potremo riportare i medici non solo sulle ambulanze, ma anche nei pronto soccorso. Ci vuole tempo, ma speriamo che ciò avvenga il prima possibile. Nel frattempo dobbiamo garantire comunque i soccorsi e i numerosissimi trasferimenti intraospedalieri. Dobbiamo trovare soluzioni che permettano di offrire ai cittadini un’assistenza sanitaria almeno dignitosa e adeguata a ciò che meritano».

Il servizio di elisoccorso

«Un lavoro intenso – ha poi proseguito Borselli – è stato svolto anche sul servizio di elisoccorso. Entro fine anno sarà pubblicata la nuova gara regionale e abbiamo attivato il servizio notturno: adesso in Calabria è possibile decollare e atterrare di notte in sicurezza in 26 siti ospedalieri. Abbiamo inoltre rinnovato l’intero parco mezzi con 140 nuove ambulanze e le postazioni di emergenza territoriale sono passate da 54 a 75».

I tempi di risposta

Borselli ha poi rivendicato alcuni risultati dell’attività finora svolta a livello regionale. «Il presidente ha investito molto sull’emergenza e i risultati stanno cominciando a emergere. Anche riguardo ai tempi di risposta, i dati più recenti mostrano che non siamo affatto oltre i 30 minuti, come qualcuno ha sostenuto: pur non avendo completato la riorganizzazione, siamo già intorno ai 24 minuti e mezzo, con una riduzione di quasi 6 minuti rispetto ai valori precedenti. Come ho detto, bisogna continuare a lavorare senza perdere di vista l’obiettivo: garantire ai calabresi un servizio d’emergenza valido, efficiente e al servizio di tutti».

Il ruolo di Azienda Zero

Un tema decisivo è il passaggio delle funzioni del Dipartimento Emergenza ad Azienda Zero. «Siamo già nella quarta fase e – ha spiegato Borselli – il trasferimento dell’intero sistema 118 sotto un’unica regia è ormai prossimo. È un passaggio positivo, anche se richiede tempi tecnici e ulteriori incontri con i sindacati per definire gli ultimi dettagli. L’obiettivo è completare il tutto nei primi mesi del nuovo anno. Avere una direzione generale unica, e non cinque diverse, migliorerà inevitabilmente l’efficienza del sistema».

L’indirizzo di Ciccone

Un indirizzo di saluto per i 30 anni del 118 in Calabria lo ha fatto anche il dirigente regionale Eliseo Ciccone, direttore scientifico dell’evento: «Oggi vogliamo ricordare che siamo stati uno dei primi servizi di 118 in Italia, da oggi riparte un altro 1118, sicuramente più moderno, più tecnologico, che andrà riorganizzato. E ogni riorganizzazione richiederà ovviamente i suoi tempi per dare il meglio, come avverrà». (a. cant.)

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