D’Ippolito (FdI): «A Cosenza amministrazione assente e senza leadership»
«Da più di un anno il Comune non è più vincolato agli adempimenti del dissesto ma il risultato del rilancio dell’azione di governo è pari a zero»

COSENZA «Opposizione connivente? Io direi invece seria e incisiva: il nostro senso di responsabilità è stato erroneamente confuso con un atteggiamento complice, ma non è così. E questo è il nostro “Progetto di Città” alternativo al centrosinistra». Giuseppe d’Ippolito, quarantenne, avvocato civilista di professione, da quasi un decennio impegnato in politica, segnatamente nel partito oggi di maggioranza relativa al governo del Paese – o meglio, della “Nazione” come direbbe la leader maxima Giorgia Meloni – Fratelli d’Italia, ma all’opposizione nell’assise consiliare della città dei Bruzi dopo il quinquennio di governo occhiutiano. Alla vigilia del Consiglio/bis sul bilancio dopo il rinvio dei giorni scorsi lo abbiamo incontrato per chiedergli il suo punto di vista sullo “stato delle cose” in cui versa Cosenza.
Consigliere d’Ippolito, da un po’ di tempo gli osservatori attenti lamentano un atteggiamento silente dell’opposizione eletta in consiglio comunale nei confronti dell’azione amministrativa del sindaco. Cosa risponde?
«Potrei dirle che questa intervista è già di per sé la dimostrazione del contrario ma se la percezione è quella che lei dice, vuol dire che forse – parlo per me s’intende – qualche chiarimento s’impone».
Prego, chiarisca.
«Se si imputa alla minoranza quel silenzio, posso affermare che almeno al principio della consiliatura a guida centrosinistra era necessario che noi dell’opposizione facessimo in modo che i bilanci venissero approvati perché comunque essi erano vincolati alla situazione finanziaria ereditata da Franz Caruso che è stato eletto nell’ottobre del 2021. Forse questa postura di responsabilità è stata confusa con un atteggiamento complice, ma posso asserire che questo non corrisponde al vero. Vede, nonostante il dissesto economico, per loro stessa attuale ammissione, sia pure ex post, i cosentini si “sentivano” all’epoca in cui noi si era in maggioranza, amministrati perché – e questo è innegabile – il senatore Mario Occhiuto, che era sindaco, possedeva una visione di città, rispetto alla quale si può dissentire naturalmente, ma che era percepibile nella concretezza delle cose fatte. Attualmente mi sembra che si vada alla cieca».
E quindi, se dovesse aggettivare la linea oppositiva all’attuale primo cittadino, quale termine sceglierebbe?
«“Serietà”. Rivendico una postura appunto seria, forse fin troppo zelante e di coscienza. All’inizio un difetto di comunicazione probabilmente ha trasmesso un sentore di connivenza, ma c’erano, come le dicevo prima, necessità oggettive di approvazione dei bilanci precedenti. I toni da populisti che caratterizzano la caratura politica di alcuni esponenti dell’attuale maggioranza bruzia, non mi appartengono. E forse è passato un messaggio fuorviante, di una contiguità che non esiste. Pochi giorni fa, ad esempio, il comportamento dell’opposizione ha messo in evidenza le crepe dell’amministrazione Caruso, che non aveva i numeri per approvare il bilancio, certificando ancora una volta che non facciamo da stampella, ma facciamo opposizione seria, intransigente, coerente».
Ma il dissesto, comunque, per sua stessa ammissione, consigliere d’Ippolito, è un dato oggettivo. Il sindaco Caruso ha sempre affermato che la sua azione amministrativa presenta un deficit perché la situazione economica è quella che è, e per responsabilità non sue. Questo è davvero difficile contestarglielo.
«Al netto della situazione d’inizio consiliatura, è da un po’ che l’amministrazione targata Caruso gode libertà d’azione sotto il profilo economico. Al di là dei tecnicismi che annoierebbero chi legge, il dissesto ha durata quinquennale dall’anno di approvazione del bilancio stabilmente riequilibrato, pertanto è da più di un anno che il Comune di Cosenza non è più vincolato agli adempimenti dei comuni dissestati. Ebbene: qual è il risultato del rilancio dell’azione amministrativa? Zero! Chi vive la città sa che è vittima di un degrado senza precedenti. I recenti fatti di cronaca che hanno visto vittime anche agenti della polizia municipale, ai quali va la mia vicinanza e solidarietà nonché il mio plauso e ringraziamento per quanto fanno per garantire l’incolumità di tutti noi, sono solo la risultante di quel degrado. È dalla bruttezza che nasce anche la deriva securitaria che stiamo vivendo».
Ma il tema della sicurezza pubblica non è responsabilità del sindaco
«So bene che sta in capo ad altre istituzioni rispetto al Comune, ma il sindaco può dare un contributo in termini di supporto. Penso all’installazione di telecamere, a un’illuminazione adeguata a proposte di un coordinamento più efficace tra la propria polizia locale e le forze dell’ordine. Vede, Cosenza ha il vantaggio di non essere una metropoli e ciò consentirebbe, se solo lo si sapesse fare, di affrontare i problemi dando a essi un indirizzo di risoluzione prima che diventino ingestibili. La mancanza di sicurezza è solo un’escalation del brutto che ci circonda».
A cosa si riferisce quando parla di “brutto”?
«Penso, per esempio, al quadrilatero che circonda il parco Emilio Morrone e le relative strade adiacenti. Cumuli di immondizia stazionano per settimane sui marciapiedi di via Cattaneo e sulla speculare via Acri. Ma lei lo sa che in tutta quella zona quest’anno non si è mai intervenuto per sfalciare il verde e i polloni attorno agli arbusti? Mai! Le foglie cadute pavimentano i marciapiedi con grave pericolo in caso di pioggia perché rendono scivoloso il camminare. E si tratta di quartieri il cui tasso anagrafico dei residenti è alto. Sono per la maggior parte persone anziane. La villetta di via Roma è diventata uno sgambatoio senza autorizzazione. Spesso si vedono cani di grossa taglia che scorrazzano senza guinzaglio là dove il regolamento parla chiaro in termini di sicurezza per chi detiene gli animali d’affezione. Nessun controllo nonostante le segnalazioni. Taccio sul resto per carità di patria, tanto è sotto gli occhi di tutti. Però basta viverla la città. Il sindaco, a mio parere, non ha contezza della realtà, e questo mi preoccupa da cittadino residente prima che da consigliere comunale. Non lo si incontra mai nei punti nevralgici del centro cittadino. Ma nemmeno in periferia, sia chiaro. Alcuni sporadici sopralluoghi, concordati che non certo possono trasformarsi in un concreto e reale “polso della città”».
Opposizione dura senza paura, quindi, volendo mutuare uno storico slogan della sua parte “avversa”?
«Opposizione incisiva, sicuramente senza timore. Mancano meno di due anni alla fine dell’attuale sindacatura. Non faremo sconti, semmai è apparso che ne siano stati fatti. Trasmetteremo la nostra visione della città, le nostre proposte di risoluzione in merito alle emergenze di qualunque tipo. Quasi in ogni consiglio comunale ho avanzato una mozione, una proposta di emendamento, un suggerimento rispetto alle pratiche che di volta in volta venivano presentate. Raramente il Consiglio ha inteso accogliere un suggerimento che perveniva da questa parte, spesso per preconcetto, basterebbe citare il disastro che ha prodotto il regolamento comunale sul decoro urbano ed il conseguente aumento abnorme che ha voluto la Giunta sul canone unico patrimoniale. Lo abbiamo evidenziato fin da subito, e avevamo ragione tanto che dopo un anno si fa finalmente e giustamente marcia indietro».
Praticamente un programma elettorale
«“Un progetto di città”, amo di più questa locuzione, e che condivideremo con i nostri concittadini, con le forze sociali, intellettuali, e non solo, che hanno a cuore la rinascita di Cosenza, che è mortificata da un’amministrazione assente, piazzista nelle procedure concorsuali e completamente priva di leadership. La città sta pagando un prezzo altissimo e l’ora del “redde rationem” non tarderà ad arrivare». (redazione@corrierecal.it)
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