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Promesse e nodi irrisolti

Lamezia tra nuovo corso e vecchie ombre: le ambizioni di una città che attende (ancora) il rilancio

Dal nuovo assetto politico alle emergenze, passando per sicurezza e sviluppo: il 2026 si apre tra aspettative alte e problemi mai risolti

Pubblicato il: 01/01/2026 – 10:33
di Giorgio Curcio
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Lamezia tra nuovo corso e vecchie ombre: le ambizioni di una città che attende (ancora) il rilancio

LAMEZIA TERME C’è un termine che accompagna ogni nuovo anno a Lamezia Terme ed è rilancio. Lo si legge nei programmi elettorali – vecchi e nuovi –, nei progetti che riguardano il futuro della città, nelle conferenze stampa e nei titoli dei giornali. Eppure, a ogni fine e inizio d’anno, ci si ritrova puntualmente a fare i conti con un bilancio ben più prosaico, meno roboante e che, anche nei numeri e non solo in senso figurato, restituisce l’immagine di una città dove il rilancio resta confinato agli auspici. Da tempo, infatti, Lamezia vive in una condizione di attesa: quella di un ruolo centrale e definito, ma anche di una funzione riconosciuta in ambito regionale, capace di tenere insieme potenzialità e contraddizioni.

murone fascia sindaco lamezia

Politica: da Murone a Lo Moro

Il 2025 è stato per la città un anno di alti e bassi. Una sequenza di eventi che, se da un lato ha posto alcune basi per un futuro ancora da scrivere, dall’altro ha fatto riemergere vecchie ombre che sembravano archiviate. In questo scenario la politica ha giocato, inevitabilmente, un ruolo centrale.
Dopo dieci anni, la città è tornata a essere amministrata da un nuovo sindaco, Mario Murone, alla guida di una maggioranza che in parte ricalca quella che ha sostenuto l’ex primo cittadino Paolo Mascaro. L’avvio della legislatura, al netto delle promesse elettorali ancora freschissime, è stato segnato dalle difficoltà strutturali legate ai bilanci, con cui la città continua a confrontarsi da troppo tempo. A segnare l’ultimo anno è stato però anche il ritorno sulla scena politica dell’ex sindaca Doris Lo Moro. Battuta al ballottaggio, l’ex magistrato è riuscita comunque a mantenere in piedi la coalizione di centrosinistra, nonostante ambizioni personali e qualche voce fuori dal coro. Da capo dell’opposizione in Consiglio comunale e forte di una indubbia autorevolezza, Lo Moro ha recentemente varato una nuova associazione con l’intento di attrarre e coinvolgere i giovani in una politica che spesso appare loro distante e asfittica. Nessuno scouting per futuri candidati – ha sottolineato – ma un percorso di impegno per la città che continua e si amplia nelle forme.

La sanità e le emergenze

Proprio come un laboratorio incompiuto, Lamezia Terme si appresta a vivere il nuovo anno sospesa tra nuove promesse e vecchi problemi. Come quelli della sanità e dell’ospedale cittadino.
Se il bilancio tracciato dal commissario dell’Asp di Catanzaro, Antonio Battistini, viene definito «positivo», l’ultimo anno è stato comunque caratterizzato da criticità e segnato da gravi fatti di cronaca. Tra questi, la morte di un 57enne avvenuta a fine novembre per un malore improvviso, soccorso dopo 30 minuti da un’ambulanza priva di medico a bordo. Un episodio analogo a quello registrato a metà giugno: anche in quel caso, dopo la richiesta di aiuto, sono arrivate sul posto due ambulanze, entrambe senza medico. Un anno drammatico anche sul fronte dei morti sul lavoro. La prima vittima del 2025 è stata Francesco Stella, operaio di 38 anni, deceduto a seguito di una caduta da un’impalcatura. A marzo, poi, la morte del 53enne Roberto Falbo, precipitato da un’altezza di nove metri mentre lavorava in un capannone adibito alla vendita di mangimi nella zona industriale.

palazzetto lamezia Ferraro

Il rilancio: dal Palazzetto all’aeroporto

Il 2026 potrebbe però segnare una svolta simbolica con l’inaugurazione del nuovo Palazzetto dello sport: l’epilogo, finalmente positivo, di un’opera attesa da anni e che potrebbe diventare un volano per eventi sportivi, culturali e di intrattenimento, inserendosi nel quadro dei progetti finanziati con i fondi Pnrr. Centrale resta anche il tema della gestione dell’aeroporto. Riflettori puntati su Sacal e sullo spostamento della base Canadair. Nei giorni scorsi il sindaco Murone ha annunciato di aver chiesto un incontro urgente con l’amministratore unico di Sacal, Marco Franchini, ribadendo che «Lamezia Terme non è una città qualsiasi: il suo aeroporto è un nodo strategico regionale, un’infrastruttura nazionale, un punto di riferimento per tutta la Calabria».

La cronaca, i conti col passato e la “fiducia collettiva”

Gli ultimi mesi, tuttavia, sono stati segnati anche da una serie di episodi intimidatori ai danni del tessuto imprenditoriale lametino. Un ritorno al passato fatto di taniche, bottiglie e ordigni che ricorda a tutti la presenza di una criminalità organizzata né debellata né sopita. Episodi collocati temporalmente a ridosso delle scarcerazioni di alcuni soggetti coinvolti in inchieste che, negli anni scorsi, avevano di fatto azzerato la struttura di comando delle cosche locali. Tra cronaca, politica e questioni sociali, il 2026 si preannuncia dunque – ancora una volta – come un anno carico di aspettative, ma anche di nodi irrisolti, alcuni dei quali tutt’altro che nuovi. Perché la narrazione di Lamezia come “porta della Calabria” è suggestiva, infrastrutturalmente fondata, ma in assenza di fatti, progetti concreti e continuità nei servizi rischia di restare una descrizione vuota. Anche i passaggi interni alla città richiedono maggiore attenzione e più risposte concrete: dai quartieri che continuano a restare periferici a un tessuto urbano ancora privo – sul terreno e nella testa dei cittadini – di una connessione reale. È l’unico modo per (ri)costruire una fiducia collettiva oggi fragile, ma indispensabile per spingere la città verso un futuro che non resti, ancora una volta, confinato all’attesa. (g.curcio@corrierecal.it)

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