Contact center Roma Capitale, Cisl Magna Grecia contesta la clausola che mette a rischio i 150 lavoratori di Crotone
Sindacati convocati per il 14 gennaio. Prorogati i termini del bando

CATANZARO La CISL Magna Grecia ha sottoscritto, insieme ad altre organizzazioni sindacali, la lettera inviata dal sindaco di Crotone Vincenzo Voce al sindaco di Roma Capitale, in merito all’appalto indetto da Roma Capitale per l’affidamento del servizio di contact center “ChiamaRoma 060606”.
Una iniziativa forte e unitaria, assunta a tutela dell’occupazione e del tessuto sociale del territorio crotonese, che nasce dalla profonda preoccupazione per alcune previsioni contenute nel bando di gara e, in particolare, dalla clausola che attribuisce un punteggio premiale significativo alle aziende che dispongano di una sede operativa principale nel Comune o nella provincia di Roma.
Come noto, la società ACAPO è attualmente titolare della commessa per i servizi di contact center di Roma Capitale, con affidamento in scadenza, e svolge l’attività con una sede operativa a Crotone, garantendo lavoro a circa 150 dipendenti del territorio provinciale crotonese, a fronte di una quota minoritaria di addetti operanti a Roma. Si tratta di lavoratori che da oltre dieci anni assicurano, con elevati livelli di professionalità e competenza, un servizio strategico per tutti i cittadini romani, gestendo un’ampia gamma di servizi offerti dall’amministrazione capitolina.
Il bando, pur prevedendo formalmente una clausola sociale di salvaguardia occupazionale, introduce criteri di valutazione dell’offerta tecnica che assegnano fino a 15 punti alle aziende con sede operativa principale nel Comune di Roma, penalizzando di fatto chi opera in altri territori. Una previsione che è assolutamente discriminante, in palese contrasto con i principi di libera concorrenza, oltre che con lo stesso spirito della clausola sociale. Nella sostanza, infatti, l’obbligo di riassorbimento dei lavoratori, se accompagnato da un forte incentivo alla delocalizzazione della sede operativa, rischia di tradursi in un “licenziamento camuffato”: è evidente che, con gli attuali livelli retributivi, per la maggior parte dei lavoratori crotonesi è impossibile ipotizzare un trasferimento a Roma.
Su richiesta delle organizzazioni sindacali, tra cui la CISL e la Fisascat CISL, il 30 dicembre 2025 il Consiglio comunale di Crotone ha discusso la vicenda e ha approvato all’unanimità una delibera di indirizzo di altissimo valore politico e sociale, con la quale è stato dato mandato al sindaco di attivare ogni iniziativa a tutela dei lavoratori, compresa la richiesta di ritiro in autotutela del bando nella parte contestata, l’istituzione di un tavolo presso la Prefettura di Crotone e il coinvolgimento dell’Autorità nazionale anticorruzione.
La CISL Magna Grecia esprime apprezzamento per la disponibilità e la tempestività dimostrate dal Comune di Crotone, dal sindaco, dal vicesindaco, dal Consiglio comunale e dalla Giunta tutta, che hanno raccolto immediatamente le istanze provenienti dai lavoratori e dalle organizzazioni sindacali. In questa fase, l’unitarietà istituzionale e sindacale rappresenta un elemento fondamentale per affrontare una vertenza di tale portata.
Come CISL abbiamo attivato tutti i canali istituzionali, anche a livello nazionale confederale e di categoria, per interloquire con Roma Capitale. Un primo risultato concreto di questo lavoro è arrivato con la convocazione delle organizzazioni sindacali da parte del Comune di Roma per il prossimo 14 gennaio, nonché con la proroga dei termini del bando al 16 gennaio, anziché all’8 gennaio, elemento che offre uno spazio ulteriore per un confronto serio e costruttivo.
Al centro della vertenza resta la contestazione di una clausola che, così come formulata, rischia di colpire duramente l’occupazione a Crotone. La CISL Magna Grecia continuerà a sostenere questa vertenza in modo unitario, responsabile e determinato, attraverso il confronto, la competenza e l’impegno, senza propaganda né fughe in avanti, ma con la consapevolezza che in gioco c’è il futuro di oltre 150 famiglie e di un intero territorio. In questo quadro, rivolgiamo un forte appello a tutte le istituzioni competenti, locali, regionali e nazionali, affinché facciano la loro parte per garantire la piena legittimità delle procedure amministrative e la salvaguardia dei livelli occupazionali e dei diritti dei lavoratori.