Legge di Bilancio 2026: come cambiano stipendi e tasse sul lavoro
Benefici crescenti fino ai redditi medio-alti

ROMA La Legge di Bilancio 2026 introduce una serie di interventi che incidono direttamente su stipendi e tassazione del lavoro, con l’obiettivo di aumentare il netto in busta paga e incentivare produttività e contrattazione. Le misure riguardano sia il taglio dell’Irpef sia nuove aliquote agevolate su aumenti salariali, premi di risultato e lavoro straordinario.
Taglio Irpef e detrazioni
Il taglio dell’Irpef garantisce benefici crescenti in base al reddito: circa 20 euro annui per chi guadagna 29 mila euro lordi, fino a 140 euro per i redditi da 35 mila euro e a circa 33 euro al mese (tredicesima inclusa) per chi supera i 50 mila euro. Il vantaggio massimo spetta a chi ha un reddito fino a 200 mila euro lordi. Oltre questa soglia scatta una riduzione delle detrazioni fiscali di 440 euro, che di fatto annulla il beneficio Irpef, salvo casi particolari.
Aliquota al 5% sugli aumenti contrattuali
Tra le novità più rilevanti c’è la tassazione agevolata al 5% sugli aumenti di stipendio derivanti dai rinnovi dei contratti collettivi firmati tra il 2024 e il 2026. La misura riguarda i lavoratori del settore privato con reddito 2025 non superiore a 33 mila euro lordi. In pratica, su un aumento di 100 euro mensili, il lavoratore ne riceverà 95 netti. L’impatto sui conti pubblici è stimato in 643 milioni di euro.
Premi di risultato più leggeri
Viene ulteriormente ridotta la tassazione sui premi di risultato: per il 2026 e 2027 l’aliquota scende all’1% (dal 5%) e il tetto agevolabile sale da 3 mila a 5 mila euro annui, per redditi fino a 80 mila euro. Un premio lordo di 1.500 euro si tradurrà così in 1.485 euro netti. Confermata anche l’esenzione del 50% sui dividendi derivanti da azioni assegnate in alternativa ai premi.
Lavoro notturno, festivo e turni
Straordinari, lavoro notturno e festivo fino a 1.500 euro annui saranno tassati con una flat tax del 15%, al posto dell’Irpef ordinaria, per i dipendenti privati con redditi 2025 entro i 40 mila euro. Restano esclusi i lavoratori del turismo, che fino al 30 settembre 2026 continueranno a beneficiare dell’incremento del 15% non tassato. Aumenta anche il tetto esente dei buoni pasto elettronici, da 8 a 10 euro al giorno.
Flat tax e bonus mirati
Viene prorogato per tutto il 2026 il limite di 35 mila euro per l’accesso al regime forfettario di dipendenti e pensionati con partita Iva, mentre resta fermo il tetto di 85 mila euro di ricavi. Sul fronte dei bonus, le madri lavoratrici con due figli e reddito fino a 40 mila euro vedranno salire l’assegno mensile da 40 a 60 euro. Previsti infine compensi aggiuntivi per gli impiegati pubblici, fino a 800 euro, tassati al 15%.
Nel complesso, la Manovra 2026 ridisegna la busta paga puntando su tagli fiscali e incentivi mirati, con effetti differenziati a seconda del reddito e del settore di appartenenza.
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