Camigliatello Silano, le opportunità che vengono dalla Zes unica per la montagna
La Cisl cosentina plaude all’attività dell’Arsac ma chiede strategie condivise per il rilancio

COSENZA La visita dei dirigenti della CISL Cosentina nei giorni scorsi presso gli impianti a fune di Camigliatello Silano (Spessano della Sila), ha offerto l’occasione per una riflessione sull’entroterra e sugli effetti negativi dei cambiamenti climatici, come la carenza di neve in Sila.
Michele Sapia, segretario generale della UST CISL di Cosenza, richiama, in un quadro climatico e sociale incerto, la necessità di affrontare a livello provinciale il tema delle aree interne e della transizione ambientale attraverso una visione strategica di lungo periodo.
«È necessario riaprire il dibattito sulle aree interne, adottando una nuova prospettiva che riguardi l’intera filiera della montagna cosentina. L’interazione tra ambiente e territorio si lega naturalmente all’idea di centralità e tutela della persona, sia sotto il profilo lavorativo sia climatico e sociale. Tuttavia, la montagna ha bisogno di investimenti e di una maggiore capacità di cogliere le opportunità offerte dalla ZES Unica e dalle politiche di sviluppo dedicate alle aree svantaggiate. Occorre un’azione sinergica con la ZES Unica per rivitalizzare i territori più fragili e contrastare lo spopolamento. Serve, inoltre, una strategia di programmazione condivisa tra parti sociali, istituzioni e soggetti pubblici e privati, finalizzata a rafforzare la connessione tra comparti produttivi, infrastrutture, viabilità e servizi alla persona».
In questo contesto si colloca l’attenzione della FIT CISL provinciale verso il comparto degli impianti e dei servizi connessi al turismo montano. Come evidenziato da Antonio Domanico, della FIT CISL di Cosenza, le attuali condizioni climatiche, segnate dalla crescente carenza di neve naturale, stanno incidendo in modo significativo sull’andamento della stagione turistica invernale e sulla stabilità occupazionale del settore.
L’iniziativa Arsac
Proprio alla luce di queste criticità, la UST CISL e la FIT CISL esprimono una valutazione positiva dell’iniziativa annunciata da ARSAC, che ha portato all’approvazione del progetto di “Efficientamento, razionalizzazione e completamento della produzione programmata di neve a servizio della cabinovia di Camigliatello Silano (CS)”. Un intervento che rappresenta un passo concreto nella direzione della salvaguardia della stagione invernale e della tutela dei livelli occupazionali, inserendosi in una più ampia strategia di adattamento ai cambiamenti climatici e di sostegno allo sviluppo sostenibile del turismo montano.
Come illustrato dal direttore generale di ARSAC, Fulvia Caligiuri, l’obiettivo dell’intervento è la sostituzione dell’attuale impianto di innevamento, rendendolo idoneo a servire entrambe le piste comprese tra i 1.786 metri del Monte Curcio e i 1.380 metri della località Tasso. Si tratta di un investimento orientato a una maggiore efficienza degli impianti e a una migliore organizzazione del lavoro, elementi centrali per garantire sicurezza, qualità del servizio e stabilità occupazionale.
«È evidente – sottolinea Michele Sapia – che ai cambiamenti climatici non si possa rispondere con soluzioni calate dall’alto. Ma è altrettanto chiaro che non si può restare fermi. Per queste ragioni salutiamo positivamente l’idea progettuale di ARSAC, ribadendo al contempo che nel territorio di Cosenza è necessario programmare, investire e intervenire con soluzioni strutturali a favore della montagna, che non può continuare a subire abbandono, spopolamento e precarietà lavorativa».
Rilanciare le politiche della montagna
In questo scenario, la CISL e la FIT CISL di Cosenza intendono valorizzare anche l’importante lavoro svolto dagli addetti del settore impianti di ARSAC, che, pur operando in condizioni complesse, garantiscono con professionalità e senso di responsabilità la continuità e la qualità dei servizi.
La FIT CISL evidenzia inoltre come, in un’azienda come ARSAC, che in provincia di Cosenza gestisce un impianto sciistico di rilievo, sia necessario rafforzare i livelli di contrattazione e di confronto, con il pieno coinvolgimento delle RSA, per superare criticità aziendali e normative ormai strutturali, che incidono negativamente sulla fluidità organizzativa e sull’efficacia delle attività.
Per la CISL di Cosenza, rilanciare le politiche della montagna significa riconoscere il valore sociale ed economico delle aree interne, valorizzarne le identità territoriali e generare nuova occupazione; migliorare i servizi e tutelare il territorio in una prospettiva di autentica transizione ecologica; rafforzare il collegamento tra zone montane e aree costiere e promuovere una cultura della sostenibilità, della messa in sicurezza del territorio e della tutela delle comunità.