Skip to main content

Ultimo aggiornamento alle 15:11
Corriere della Calabria - Home

I nostri canali


Si legge in: 3 minuti
Cambia colore:
 

fari puntati su Venezia

Mini election day e sfida nelle città, c’è anche Reggio Calabria

A marzo con il referendum anche le suppletive per la Camera. Incognita Zaia

Pubblicato il: 04/01/2026 – 21:40
00:00
00:00
Ascolta la versione audio dell'articolo
Mini election day e sfida nelle città, c’è anche Reggio Calabria

ROMA Non sposteranno gli equilibri complessivi ma sono tanti piccoli test, per misurare il peso delle coalizioni (e le coalizioni al loro interno) in vista dell’appuntamento con le politiche del 2027. Senza regionali, la primavera del 2026 vedrà comunque qualche milione di italiani alle urne per rinnovare quasi un migliaio di sindaci a partire da Venezia, mentre già a fine marzo, insieme al referendum, ci sarà un mini-election day in salsa veneta, con le suppletive per i due seggi lasciati vuoti da Alberto Stefani, neo governatore del Veneto, e da Massimo Bitonci, che lo ha seguito in giunta. I due collegi uninominali, assicurano tutti nella coalizione, resteranno alla Lega, che potrà proporre i suoi nomi per l’ultimo miglio della legislatura: ne circolano diversi, in pole ci sarebbero Giulio Centenaro per il collegio dell’alta padovana e Laura Cestari per quello di Rovigo. Sarebbe tramontata infatti l’ipotesi, circolata con forza dall’estate scorsa, che a Roma sarebbe sbarcato Luca Zaia, che non si è potuto ricandidare presidente della Regione per lo stop al terzo mandato. Il “Doge”, stando ai bene informati, sarebbe intenzionato a rimanere al suo posto a Palazzo Ferro-Fini, dove oggi è presidente del Consiglio regionale. E non sarebbe nemmeno troppo allettato dalla corsa per Venezia, per cui pure si è speso moltissimo anche durante il suo ultimo mandato (“non può essere un luna-park” ha ripetuto spesso, chiedendo anche per il capoluogo veneto il riconoscimento come per Roma Capitale). “Se accettasse andrebbe bene a tutta la coalizione” dicono dai partiti di maggioranza, consapevoli che senza una candidatura forte si rischia di perderne l’amministrazione dopo il doppio mandato di Luigi Brugnaro. Ma sono sempre più forti i dubbi sulla volontà di Zaia di lanciarsi nella nuova avventura elettorale anche perché dalla poltrona di sindaco (ammesso che i veneziani, una delle osservazioni che si fa, possano approvare la scelta di un primo cittadino non veneziano) difficilmente potrebbe saltare a un ruolo diverso nella prossima legislatura, tornando ad esempio a fare il ministro o, ipotizza qualcuno, magari il presidente del Senato. Mentre resta – oramai un genere letterario – l’incognita sul futuro di Zaia, ci sarà da pensare anche alla sostituzione dell’altro ruolo che ricopriva Bitonci, quello di sottosegretario al ministero delle Imprese e made in Italy. Anche in questo caso il posto – dicono da FdI – continuerebbe a spettare alla Lega e ci sarebbe una forte spinta da parte dei veneti del partito di Matteo Salvini a mantenere la casella in regione, magari affiancando al ministro Adolfo Urso la vicentina Mara Bizzotto, oggi senatrice e componente proprio della commissione Industria.

Le sfide nelle città

Accanto alla partita veneta per il centrodestra ci saranno però anche altre sfide nelle città: andranno al voto diversi capoluoghi che potrebbero anche cambiare colore. In Toscana andranno scelti con attenzione i candidati per Arezzo e pure per Pistoia, visto che Alessandro Tomasi ha optato per rimanere in consiglio regionale dopo aver perso la corsa a governatore contro Eugenio Giani. La coalizione scommette invece su Reggio Calabria – il primo cittadino dem Giuseppe Falcomatà è stato eletto consigliere regionale a inizio ottobre – dove punta a schierare un nome capace di portare a casa il risultato. Tra i capoluoghi che andranno alle urne ci sono anche Mantova, Lecco, Macerata, Fermo, Chieti, Matera, Andria, Trani, Crotone. In Sicilia, Regione a statuto speciale, ci sono le città di Agrigento ed Enna. Roma e Milano, che avevano votato nell’autunno 2021, andranno invece a primavera 2027 insieme a Napoli, Torino, Bologna e Palermo. In quello che già si profila come un maxi-election day con le elezioni politiche.

Argomenti
Categorie collegate

x

x