Lamezia, Murone alla Giunta: «Allineatevi o ce ne andiamo tutti a casa» – VIDEO
Dopo le polemiche sull’audio WhatsApp e le tensioni interne, il sindaco chiarisce i rapporti con assessori e maggioranza. «A FDI la scelta del nuovo assessore»

A Lamezia Terme, negli ultimi giorni, il clima politico si è surriscaldato. Due i fronti che hanno catalizzato l’attenzione non solo cittadina ma anche regionale: da un lato il rapporto tra il sindaco Mario Murone e la sua maggioranza, dall’altro – soprattutto – quello tra il primo cittadino e alcuni assessori, dopo la diffusione di un audio tratto da una chat WhatsApp riservata. A fare chiarezza è stato lo stesso Murone nel corso di un’intervista negli studi de L’altro Corriere Tv, partendo dalla definizione di “straccioni” che, secondo alcune ricostruzioni, sarebbe stata riferita ai cittadini del quartiere di Sant’Eufemia. Circostanza che il sindaco respinge con decisione. «Assolutamente no – afferma –. Mio fratello risiede a Sant’Eufemia, mia cognata ha un’attività commerciale lì, i miei nipoti hanno vissuto in quel quartiere da sempre. Sarebbe impensabile che definissi “straccioni” loro o chi vive a Sant’Eufemia». Per Murone, però, il punto è un altro. «Non mi piace neanche richiamare questioni personali per smentire questa idea – aggiunge – ma credo che i cittadini di Sant’Eufemia sappiano bene quale impegno ho profuso durante la campagna elettorale e quale sostegno mi hanno dato. Sarebbe stato non solo irrispettoso, ma anche profondamente ingrato».
L’affaire dell’audio WhatsApp
Sul caso dell’audio, il sindaco chiarisce anche un altro aspetto. In un primo momento, l’opposizione aveva sostenuto che l’epiteto fosse rivolto a chi strumentalizzava politicamente una situazione di difficoltà. «Non ho chiamato straccione il mio oppositore – precisa Murone – anche perché non stavo parlando con lui. Stavo interloquendo con un mio assessore su altri temi che riguardavano anche Sant’Eufemia. Questo dimostra che, pur trovandomi a Milano per altri impegni, avevo a cuore le vicende della mia città». In quei momenti, spiega, stava chattando con l’assessore D’Amico su questioni legate al decoro urbano. «Tenevo particolarmente – dice – che la città, e in particolare Sant’Eufemia, si presentasse in un certo modo, anche perché è il luogo in cui tornano molti giovani dall’università». Murone precisa inoltre che il termine utilizzato faceva riferimento a una «condizione mentale, non economica». Ma il vero nodo, per il sindaco, resta un altro: «L’idea che una conversazione privata, limitata a poche persone o addirittura a una sola, venga diffusa pubblicamente è una cosa molto grave. Il tema di fondo è questo».
«Un fatto molto grave»
La vicenda ha innescato una reazione a catena. In una nota ufficiale, Murone aveva dichiarato di aspettarsi le dimissioni dell’assessore ritenuto responsabile della diffusione dell’audio, riservandosi altrimenti di procedere lui stesso. «È un fatto grave – ribadisce – perché dimostra di non comprendere il ruolo che si ricopre. Lamezia è una città importante e non ci si può permettere tanta superficialità. Se avessi commesso una manchevolezza, sarebbe stato giusto diffondere l’audio. Ma qui si tratta di un’interlocuzione confidenziale, destinata poi a essere strumentalizzata». Poi l’attacco all’opposizione: «Evidentemente gli argomenti che ha sono questi: aggrapparsi a una parola. Non mi si può certo accusare di aver rubato o di essere inetto. Anche quella narrazione, col tempo, è stata superata».
E sulla chiusura del caso: «Prima o poi spero di capire da chi sia uscita questa notizia. Altrimenti, cosa dovrei fare? Annullare tutta la giunta, me compreso, perché teoricamente avrei potuto diffondere l’audio anche io».
Le dimissioni di Bifano e il nuovo assessore (scelto da FDI)
Altro tema caldo è quello delle dimissioni dell’assessore al Bilancio, Giulia Bifano. Murone esclude qualsiasi collegamento con l’audio WhatsApp. «Con l’avvocato Bifano – spiega – da tempo valutavamo la sua permanenza in giunta. Mi aveva rappresentato difficoltà oggettive con grande trasparenza. Il nostro è un rapporto bellissimo: la considero una grande professionista e sono stato onorato di averla nella mia squadra». Una decisione maturata nel tempo, sottolinea il sindaco, «senza frizioni o divisioni», legata esclusivamente a scelte personali e professionali. La sostituzione spetterà a Fratelli d’Italia: «È la forza politica che ha la casella del Bilancio e indicherà una professionalità adeguata».
Il nodo del bilancio
Il Bilancio resta un dossier centrale per il futuro della città. Anche l’opposizione ha sollevato interrogativi sulla gestione. «Abbiamo dovuto affrontare – chiarisce Murone – una situazione complessa, che abbiamo sempre spiegato con chiarezza. Con l’avvocato Bifano abbiamo lavorato gomito a gomito, compiendo scelte difficili e affrontando criticità inaspettate, adottando i provvedimenti necessari».
I propositi per il 2026
Guardando al nuovo anno, il sindaco non usa mezzi termini: «Il 2026 deve essere l’anno in cui questa amministrazione prende piena contezza dell’importanza di Lamezia Terme. Se non facciamo questo salto di qualità, ce ne dobbiamo andare a casa». E conclude: «Dobbiamo dare risposte concrete ai cittadini. La giunta deve starmi accanto in questa direzione, altrimenti prenderò le valigie e tornerò dov’ero». (Gi.Cu.)
L’intervista:
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