Skip to main content

Ultimo aggiornamento alle 21:30
Corriere della Calabria - Home

I nostri canali


Si legge in: 6 minuti
Cambia colore:
 

aspettando l’assemblea

Caos Pd: mentre Cosenza litiga, Corigliano Rossano “candida” Stasi alla presidenza della Provincia

Il (discusso) documento di sfiducia della minoranza a Lettieri e le anomalie del ricorso in Garanzia: il ricorrente Le Fosse non ha indicato i suoi membri

Pubblicato il: 11/01/2026 – 18:02
00:00
00:00
Ascolta la versione audio dell'articolo
Caos Pd: mentre Cosenza litiga, Corigliano Rossano “candida” Stasi alla presidenza della Provincia

COSENZA La sfiducia e le smentite, le firme apocrife e un dubbio persino sul ricorso in Commissione garanzia. È una trama a metà tra il “legal” e la spy story la vicenda del Pd cosentino che nelle ultime ore ha avuto un sequel di cui non si sarà il finale (happy end o no?) almeno fino alla prossima assemblea e magari direzione, dopo il solito turbinio di comunicati stampa delle ultime ore.
Ma il dato nuovo è che – mentre a Cosenza si litiga e sul rimpasto in giunta non si registrano novità di rilievo – in “periferia” si va avanti verso la vera sfida alle porte: le Provinciali. Ma andiamo con ordine.

Il Pd di Corigliano-Rossano “lancia” Stasi

Mentre ci si aggiornava sugli sviluppi della sfiducia al segretario provinciale del Pd, Matteo Lettieri, tra riposizionamenti interni, chiarimenti dello stesso Lettieri e sostegno dalla sua maggioranza, è passata forse sotto traccia la presa di posizione del segretario cittadino del Partito democratico di Corigliano-Rossano, Francesco Madeo, che in una lunga nota invitava, appunto, a occuparsi della partita elezioni provinciali, lanciando l’appello a restare «uniti per rilanciare la Provincia di Cosenza».
Il discorso di Madeo è questo: «Il ruolo della Sibaritide e la nascita di Corigliano-Rossano, frutto di una scelta lungimirante come la fusione, rappresentano un elemento nuovo e significativo negli equilibri territoriali della provincia. Una realtà urbana più forte e strutturata che, oggi, può offrire un contributo importante a un progetto di governo provinciale più equilibrato e rappresentativo. In questa fase, però, non può essere sottovalutato un nodo politico rilevante: la necessità di un reale coinvolgimento del Partito Democratico nella sua interezza, a partire dalla terza città della Calabria, che non può restare ai margini di scelte così strategiche. Il metodo con cui si costruiscono le candidature e le alleanze è parte integrante della credibilità di un progetto politico. Riproporre schemi chiusi, decisioni ristrette o percorsi poco partecipati rischia di ripetere errori già compiuti in passato, come avvenuto nella costruzione delle liste per le elezioni regionali, un’esperienza che ha prodotto una sconfitta che dovrebbe averci insegnato quanto sia decisivo il coinvolgimento largo, reale e preventivo dei territori e del partito. Per questo – argomenta il segretario cittadino dem di Co-Ro – il cammino verso le elezioni provinciali deve essere improntato a responsabilità, collegialità e spirito di squadra: niente scorciatoie, niente personalismi, ma una costruzione paziente e condivisa, capace di valorizzare amministratori locali, circoli, iscritti e classi dirigenti diffuse». Scontato pensare a Flavio Stasi, che non a caso viene chiaramente evocato alla fine della nota: «Il ruolo e l’esperienza di una grande città come Corigliano-Rossano, oggi guidata dal centro sinistra e da Flavio Stasi, assumono un peso oggettivo nel confronto in corso. Non per automatismi o investiture preventive, ma per la consapevolezza che questa fase richiede il contributo delle realtà amministrative più solide, all’interno di un percorso realmente condiviso. Alla Provincia di Cosenza serve oggi un nuovo dinamismo istituzionale, una visione inclusiva e moderna, vicina ai territori e alle aree interne, ma anche all’altezza delle grandi sfide dello sviluppo, della coesione sociale e del progresso. Il Partito democratico di Corigliano-Rossano è pronto a fare la propria parte, con senso di responsabilità, per contribuire a un progetto di governo all’altezza della più grande provincia della Calabria». Resta da vedere come sarà accolto questo input dalla base dem – giova ricordare che Stasi non è tesserato Pd – e soprattutto verificare se il sindaco non sarà per la seconda volta, dopo le Regionali, un candidato presidente prima evocato e infine scaricato. Un secondo inciampo del genere in pochi mesi sarebbe imperdonabile per il campo largo.

Un «paradosso» nel ricorso di Le Fosse in Garanzia

Nelle ore convulse della sfiducia a Lettieri, la commissione regionale di garanzia delegittimava la commissione provinciale accogliendo un ricorso di Pino Le Fosse incentrato sull’elezione parziale della stessa commissione provinciale (sono stati eletti solo 3 membri sui 5 previsti).«Il paradosso – fa notare l’associazione Controcorrente, fondata da Antonio Tursi e presieduta da Carolina Casalinuovo – è che nessuno ha informato il livello regionale che i nomi mancanti sono tali perché proprio Le Fosse, candidato sconfitto del congresso, ha rifiutato di indicarli, come buona prassi avrebbe richiesto. Di fatto, si assiste allo spettacolo di un partito che accoglie un ricorso da parte del responsabile del vulnus».
Detto ciò, l’associazione associazione politico-culturale commenta che «spiace constatare come il Pd di Cosenza sia ancora pervaso dai soliti giochi di conflittualità interna che ne hanno minato la credibilità e l’hanno consegnato ad una irrilevanza elettorale a tutti i livelli, da quello comunale (con le performance di Corigliano-Rossano e Rende) a quello regionale (con appena un eletto, frutto della percentuale più bassa a livello regionale) a quello nazionale (con nessun eletto in parlamento). Nessuno è naturalmente responsabile di tali dinamiche e di tali risultati. E all’ultimo rimasto, il neo eletto segretario Matteo Lettieri, si vorrebbe lasciare il cerino acceso, pur sapendo che vecchie glorie, artifici di una desertificazione del partito sul territorio, e giovani vecchi, incapaci di un rinnovamento non concesso ed eterodiretto, sono imputabili di responsabilità che richiederebbero pubblica ammenda. Due clamorosi autogol di un partito a cui non importa ricostruire, ma solo, tafazzianamente, continuare a distruggersi».
Controcorrente a proposito della sfiducia al segretario provinciale riflette e si chiede retoricamente: «Alcuni membri dell’assemblea provinciale (il numero è incerto perché tra essi – con i soliti metodi – si ritrovano firmatari che non sanno di aver firmato alcunché e stanno smentendo la propria sottoscrizione) hanno presentato una mozione di sfiducia non all’organismo deputato (l’assemblea provinciale), ma ad altri organismi più ricettivi. Al di là del merito della mozione – conclude Controcorrente –  possibile che i firmatari e i loro ispiratori non si siano accorti dei tempi occorsi dall’elezione di Lettieri che è giunto in Federazione solo da pochi mesi? Che non siano in grado di intravedere che un Pd che sa solo giocare al suo interno, tra mozioni e congressi, risulta alieno ai calabresi? Che non siano in grado di capire che il gioco tattico ha un limite ed è limitato se non è capace di un respiro strategico? Che l’impressione suscitata dai perdenti dell’ultimo congresso e delle recenti elezioni regionali è quella di chi non sa accettare le sconfitte?».
Non resta che attendere che Lettieri convochi gli organismi in breve tempo (assemblea e direzione) affrontando a viso aperto gli argomenti dei firmatari e contando presenze e voti favorevoli. Per archiviare la modalità Tafazzi. (EFur)

Nella foto: la relazione del segretario Matteo Lettieri in apertura dell’ultima direzione nella federazione provinciale del Pd Cosenza, il 30 ottobre 2025

LEGGI ANCHE

Pd Cosenza, l’accusa: «Branchicella trasforma la presidenza in difesa d’ufficio del segretario»

Il Corriere della Calabria è anche su Whatsapp. Basta cliccare qui per iscriverti al canale ed essere sempre aggiornato

Argomenti
Categorie collegate

x

x