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Catanzaro: rammarico sì, ridimensionamento no. Crotone, due passi indietro e molte domande

31 punti, sette in più di un anno fa: i giallorossi sono solidi nonostante il ko di Frosinone. Il ko con l’Altamura certifica una crisi più profonda dei pitagorici

Pubblicato il: 12/01/2026 – 7:42
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Catanzaro: rammarico sì, ridimensionamento no. Crotone, due passi indietro e molte domande

È stato un weekend negativo per Catanzaro e Crotone. I giallorossi, dopo cinque successi di fila, si sono fermati a Frosinone. Non senza recriminazioni. Crisi profonda dei pitagorici sconfitti anche in casa dall’Altamura. Stasera all’Arechi di scena il big match del girone C della serie C tra Salernitana e Cosenza.

Catanzaro: rammarico sì, ridimensionamento no

C’è un modo elegante di perdere senza perdere davvero. È quello mostrato sabato dal Catanzaro allo “Stirpe”, dove il risultato racconta una storia più povera di quella vista in campo. La sconfitta contro il Frosinone di Alvini, maturata dopo l’espulsione – corretta – di Frosinini, non ridimensiona nulla: semmai certifica una maturità ormai strutturale. Prima dell’episodio che ha cambiato inerzia e spartito tattico, la squadra di Aquilani aveva governato tempi e spazi, costringendo la capolista a rincorrere idee e pallone. Per lunghi tratti, a dirla tutta, la sensazione era rovesciata: il Catanzaro sembrava la prima della classe.
Poi l’inferiorità numerica, qualche decisione arbitrale discutibile e, soprattutto, l’unica vera colpa: la mancanza di cinismo sotto porta. È lì che la prestazione si è fermata un attimo prima di diventare impresa. Ma il campionato è lungo, e i numeri aiutano a ragionare a mente fredda: 31 punti a metà stagione, sette in più rispetto a un anno fa, quando da quel bottino nacque una cavalcata fino alla semifinale playoff. Con un mercato invernale mirato – non solo sulla corsia di destra – questo Catanzaro può continuare a guardare in alto senza arrossire.

Crema: la prova di carattere contro la capolista è un segnale forte, quasi rassicurante. E la crema più densa arriva dalla gente: oltre mille tifosi giallorossi allo “Stirpe”, a ricordare che questa squadra non è mai sola. Da qui deve ripartire il Catanzaro, dall’affetto che sostiene anche quando il tabellone non sorride.
Amarezza: resta il peso del punteggio, soprattutto dopo cinque vittorie consecutive. Un rammarico legittimo, perché il Catanzaro ha dimostrato di non essere inferiore al Frosinone. Anzi. È l’amarezza sottile di chi sa di aver lasciato qualcosa per strada, ma anche la consapevolezza di essere sulla strada giusta.

Crotone, due passi indietro e molte domande

Il Crotone è tornato indietro. Non di uno, ma di due passi. E non tanto sul piano del gioco – che pure resta intermittente – quanto su quello più fragile e decisivo: la testa. La sconfitta dello Scida contro il Team Altamura di sabato pesa più di quanto dica il punteggio. Pesa perché arriva dopo Benevento, dove almeno si erano intravisti segnali, e soprattutto perché si inserisce in un contesto emotivo già complicatissimo. Il finale di 2025 rossoblù è stato un terreno accidentato: risultati altalenanti, parole pesanti. Quelle del presidente Gianni Vrenna, che ha parlato apertamente di difficoltà societarie e di un progetto ridimensionato, hanno scavato più di qualsiasi sconfitta. A nulla sono sembrati servire, alla vigilia, i tentativi di ricompattare l’ambiente: il rilancio del dg Raffaele Vrenna, la fiducia ribadita a Longo e alla squadra, la promessa di non smantellare, le rassicurazioni sul mercato. Né tantomeno l’appello del tecnico al senso di appartenenza. L’eco di quelle dichiarazioni presidenziali ha continuato a rimbombare più forte di ogni buon proposito. Il rischio ora è concreto: una squadra che a inizio stagione pensava di guardare in alto potrebbe ritrovarsi a lottare con i propri fantasmi, fino a smarrire anche l’obiettivo minimo dei playoff. E quando manca la convinzione, il campo presenta sempre il conto.

Crema: la conferma di Gomez, nonostante le tante richieste da club blasonati. Capitano, simbolo, ancora punto fermo. In questo mare mosso, è l’unico appiglio che tenga.
Amarezza: uno “Scida” semivuoto, e non è solo colpa del maltempo. La contestazione finale. La sensazione di una piazza già rassegnata a una stagione grigia. Longo ha chiesto scusa, assumendosi ogni responsabilità, parlando del punto più basso. Forse sì. Ma il problema è capire se sotto ci sia ancora qualcosa su cui ricostruire. (redazione@corrierecal.it)

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