Asp di Cosenza, il saluto del Dg Graziano. «Azienda in salute». De Salazar: «Acceleriamo sull’integrazione Hub-Spoke»
L’ormai ex direttore generale dell’Azienda sanitaria bruzia guiderà l’Asp di Crotone. Al suo posto l’attuale Dg dell’Ao Cosentina

COSENZA Una conferenza stampa annunciata nel corso della giornata, organizzata per volere di Antonello Graziano appena nominato dirigente generale dell’Azienda sanitaria provinciale crotonese, dopo tre anni spesi alla guida dell’Asp di Cosenza.
Dal “Sistema Cosenza” al “modello Cosenza”
Arrivato nella città dei bruzi, l’ex commissario poi promosso Dg si è trovato dinanzi ad una azienda sanitaria travolta dall’inchiesta giudiziaria “Sistema Cosenza” (il processo è ancora in corso, ndr). Era l’epoca dei bilanci tramandati oralmente e mai presentati, delle visite continue degli agenti della Guardia di Finanza. «L’Asp di Cosenza è completamente nuova, il “Sistema Cosenza” con una accezione decisamente negativa ha lasciato spazio – ad esempio – al “modello Cosenza” se si pensa alla prevenzione oncologica dei tumori della mammella, al progetto della Kome Italia», commenta ai nostri microfoni. «Era un’azienda senza anima, senza bilanci, con un piano funzionale microscopico, con gli ospedali in condizioni pietose, un sistema di emergenza governato con pochi mezzi, il servizio di elisoccorso era poco utilizzato e mai di notte. Oggi è tutto diverso». Il neo Dg dell’Asp pitagorica consulta gli appunti e snocciola i dati. «Abbiamo stabilizzato quasi 500 dipendenti, dato dignità alle famiglie, trasformato i contratti che erano part-time in full-time». Il futuro è a Crotone, ancora manca il Dpcm ma le valigie sono pronte. E per Graziano si tratta di un ritorno. «Trovo una situazione non semplice, ne sono consapevole. Ma conto di esportare le buone pratiche del modello avviato a Cosenza e soprattutto bisogna costruire una squadra forte. Insieme si vince, insieme si perde, il solista non va da nessuna parte». Nella chiosa, la promessa: «Daremo risposte alla comunità che si attende molto da questa nuova governance aziendale, ce la metteremo tutta».
Cosa resta in sospeso
Diversi obiettivi raggiunti nel lungo elenco di Graziano, ma resta l’amaro in bocca per alcuni progetti avviati e che non sarà possibile portare a termine. «L’ospedale della Sibaritide, lo faranno anche gli altri sperando che per il fine anno veda la luce, e poi gli ambulatori virtuali, anche in questo caso abbiamo dato avvio ad un bel progetto, ed infine la medicina di prossimità che riguarderà i comuni che sono distanti dai grossi agglomerati urbani».
Il new deal, verso l’integrazione hub-spoke
Vitaliano De Salazar, direttore generale dell’Ao assume la guida dell’Asp bruzia con un «mandato a termine», come sottolinea nel discorso che anticipa la fine della conferenza stampa ospitata nella sede dell’Azienda sanitaria cosentina in via Alimena. Il manager dice di aver saputo della nomina solo poche ore fa, e di aver accettato per «spirito di servizio», «il Presidente mi ha telefonato ed ho risposto “obbedisco!”». In realtà il nome di De Salazar circolava da tempo, il suo sarà un ruolo strategico anche e soprattutto in previsione della nascita dell’Azienda ospedaliero universitaria con il nuovo ospedale che sorgerà a pochi metri dal Campus dell’Unical ad Arcavacata. Chi si aspettava un Dg sottotono si è subito ricreduto, De Salazar ha subito anticipato i tre punti del “new deal” all’Asp cosentina. «Si parte dal miglioramento della rete ospedaliera, soprattutto per quanto riguarda l’emergenza e le patologie tempo-dipendenti. Un ragionamento nuovo che deve essere avviato riguarda l’integrazione tra Hub e Spoke». Poi sulla prevenzione – aggiunge – «il mio sogno è che a tutti i cittadini della provincia di Cosenza arrivi una lettera dedicata alla prevenzione che dica dove si deve recare. Sicuramente questo è stato fatto, laddove c’è una mancanza interverrò».
Un messaggio sintetico ma chiaro quello inviato da De Salazar che poi si rivolge al managment dell’Azienda sanitaria provinciale. «Punto sulla squadra, vedrò cosa è stato fatto. Non mi piace lavorare con un gruppo numeroso, se sarà necessario apporterò delle modifiche…». Infine il riferimento alla mission avviata mesi fa di concerto con il commissario alla sanità Roberto Occhiuto e l’Unical, il graduale processo di integrazione del sistema sanitario bruzio. «L’idea del governatore anticipa quella che è la riforma del sistema sanitario nazionale, laddove in un articolo emerge chiara l’esigenza di prendere atto di porre rimedio normativo ai rapporti tra ospedale e territorio. Questa può essere un’anticipazione di fatto, perché si uniscono ospedale e territorio sotto un’unica gestione». (f.benincasa@corrierecal.it)
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