Skip to main content

Ultimo aggiornamento alle 12:21
Corriere della Calabria - Home

I nostri canali


Si legge in: 3 minuti
Cambia colore:
 

“Zero Tolerance”

Cosenza, la teoria delle “finestre rotte”

I princìpi di civiltà. Il neo Questore Antonio Borelli cita i politologi e scienziati sociali James Wilson e George Kelling

Pubblicato il: 13/01/2026 – 10:38
di Fabio Benincasa
00:00
00:00
Ascolta la versione audio dell'articolo
Cosenza, la teoria delle “finestre rotte”

COSENZA Il messaggio è chiaro, il neo Questore di Cosenza Antonio Borelli lo ripete più volte: «dobbiamo rendere Cosenza una città vivibile». Nel suo discorso di insediamento alla guida della Questura bruzia, l’ex vice questore ai tempi di Petrocca, elenca tutta una serie di azioni da compiere per salvaguardare la sicurezza dei cittadini e per prevenire ogni possibile reato. Dalla stretta alla movida dei più giovani al decoro urbano necessario – insieme all’azione delle forze dell’ordine – a rendere più sicuri alcuni luoghi a rischio. «Il centro città è importante, ma le periferie hanno la priorità. I parchi e gli spazi verdi devono essere illuminati, altrimenti rischiano di diventare presidio di pregiudicati». Le forze dell’ordine – in questo caso la polizia – garantiscono controlli a tappeto, presidi fissi e mobili e solo in una fase successiva (se richiesto) uno strumento di repressione dei reati. Ma bisogna agire a monte, rendendo fruibili h24 alcuni spazi aperti e dedicati ai cittadini. Per farlo occorreranno donne e uomini necessari a rimpolpare gli organici, in questo senso alle parole del Questore sono seguiti immediatamente i fatti con l’annuncio della sottosegretaria all’Interno Wanda Ferro che ha confermato l’arrivo, nella provincia di Cosenza, di 29 unità: 2 ispettori alla Questura, 8 unità al Commissariato di Castrovillari (2 ispettori e 6 agenti), 8 agenti al Commissariato di Paola, 6 agenti alla Polizia Stradale, 4 unità alla Polizia Ferroviaria (1 ispettore e 3 agenti) e 1 agente alla Polizia Postale.

Da sx al tavolo: Ferruccio Martucci, Vicario del Questore della Provincia di Cosenza; Antonio Borelli, Questore di Cosenza; Roberta Martire, vice questore aggiunto

La teoria delle finestre rotte

Antonio Borelli cita la teoria delle finestre rotte per rendere ancora più nitido il senso della propria mission. I ricercatori James Wilson e George Kelling sostengono che gli individui si accorgono di alcuni segnali che l’ambiente lancia con riferimento al rispetto delle regole.
Quando si è in presenza – ad esempio – di un edificio con una o più finestre rotte, senza interventi di ripristino in un lungo lasso di tempo, sicuramente lo stabile finirà con il diventare preda di vandali e malviventi. L’edificio lasciato in balia del degrado e dell’abbandono manda un chiaro segnale, diventando terra di nessuno e rifugio e ricettacolo di soggetti maggiormente inclini a compiere reati. La teoria citata dal neo Questore di Cosenza è criminologica. «Quando le persone sono in presenza di un ambiente non curato e “disordinato” tendono ad alimentare il disordine stesso con i loro comportamenti». Per questo motivo, Borelli richiama i cittadini a «vigilare» e «segnalare» non solo eventuali reati, ma anche comportamenti anomali e criticità. D’altro canto, sostiene il Questore «non possiamo essere dovunque, abbiamo bisogno del loro supporto».

L’incontro con il procuratore Capomolla

Al momento dell’insediamento, Borelli ha subito precisato di aver solo incontrato la prefetta Padovano, annunciando una riunione imminente anche con il procuratore capo di Cosenza, Vincenzo Capomolla. «Non ci siamo ancora visti». L’ex facente funzione della Dda di Catanzaro, nelle ultime settimane ha – in più occasioni – lanciato un’allarme riferito alla massiccia presenza di droga in città, un traffico destabilizzato dalle più recenti indagini dell’Antimafia catanzarese ma ancora in piena attività. «La colpa della diffusione delle sostanze stupefacenti non è degli assuntori, ma degli spacciatori», ha precisato Borelli confermando la necessità di lavorare di concerto con tutte le procure ricadenti nel territorio Cosentino anche in tema di contrasto all’usura e al racket delle estorsioni. (f.benincasa@corrierecal.it)

Il Corriere della Calabria è anche su WhatsApp. Basta cliccare qui per iscriverti al canale ed essere sempre aggiornato

Argomenti
Categorie collegate

x

x