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La consapevolezza e la visione

Economia sociale, le buone pratiche calabresi contro povertà e inverno demografico

Anche il presidente nazionale di Confcooperative, Maurizio Gardini, alla presentazione del report della BCC curato da Demoskopika

Pubblicato il: 13/01/2026 – 15:47
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Economia sociale, le buone pratiche calabresi contro povertà e inverno demografico

RENDE La consapevolezza e la visione. È stato presentato oggi il Primo Rapporto sull’Economia Sociale e la Cooperazione, realizzato dalla Banca di Credito Cooperativo Mediocrati e da Confcooperative Calabria, con la collaborazione scientifica di Demoskopika.
Una fotografia dell’esistente ma anche una proiezione al futuro, grazie al contributo dei player politico-istitizionali oltre che agli attori di un cambiamento possibile che – anche in Calabria – può tracciare nuove prospettive di sviluppo sostenibile.

Non ha dubbi Nicola Paldino (presidente BCC Mediocrati, foto sopra), che conosce bene l’ambito di intervento per esserne da decenni parte attiva: il suo è un osservatorio permanente che ben può descrivere la Calabria virtuosa del terzo settore e della crescita declinata attraverso il solidarismo: «Noi, come banca di comunità – dice Paldino al Corriere della Calabria – siamo nati a seguito della dottrina sociale della Chiesa, basti pensare anche alle casse rurali: tutti soggetti che l’economia sociale la praticano da tempo. Il valore aggiunto è quello di guardare le persone per quello che sono e non per quello che hanno, secondo il principio di mutualità».
Tra gli ospiti di punta dell’iniziativa di stamattina nel quartier generale dell’istituto di credito, a Rende, anche Maurizio Gardini presidente nazionale di Confcooperative: «L’economia sociale è più nei fatti che nelle parole, i protagonisti sono uomini e donne che insieme costituiscono quelle imprese che non mettono al centro il profitto ma le persone in tante attività, anche qui in Calabria, dall’agroalimentare al welfare al credito: finalmente è un patrimonio riconosciuto nell’action plan del governo con un dpcm che sarà una mappa di navigazione delle azioni legislative e fiscali. Così si potrà irrobustire la capacità di intervento nell’economia sociale, per ridurre e ricomporre fratture tra persone e territori, senza opporsi all’economia capitalistica» commenta Gardini.

Secondo Camillo Nola (presidente Confcooperative Calabria, foto sopra) «I cittadini dovrebbero conoscere l’economia sociale, oggi qui raccontiamo uno spaccato importante – aggiunge – come quello del mondo delle cooperative, che ne rappresentano la spina dorsale, le associazioni e gli enti no profit. La spinta che ci porta qui è portare in Calabria le tante iniziative di carattere comunitario e nazionale: l’economia sociale è uno dei 16 obiettivi di investimento su cui la Commissione Europea vuole puntare, per ragioni molto semplici ovvero la coesione sociale e il benessere collettivo come interesse generale. Si tratta di strumenti che dovranno essere codificati a livello di governo nazionale per sostenere un settore troppo spesso abbandonato: ambiti deboli e fragili da attenzionare tanto più in una regione come la Calabria, afflitta da povertà e inverno demografico. Prima di dare, o avere, delle risposte bisogna esserne consapevoli e acquisire conoscenza, è questo il senso dell’iniziativa di oggi».

A Nino Floro (direttore scientifico di Demoskopica, foto sopra) il compito di illustrare per sommi capi la metodologia e l’imprinting del report presentato stamattina: «C’è in Calabria una consapevolezza sull’economia sociale e civile: un buon livello di adesione a questi principi come dimostrano i dati su campione di imprese e cooperative, un indice di 46 su 100 secondo il rating che abbiamo immaginato. Un valore superiore lo ottengono le cooperative, con quasi 60 punti. Il livello di adesione è discreto, può diventare un modello sostenibile per tutta la regione» conclude Floro. (redazione@corrierecal.it)

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